Il Ruchè è un vitigno autoctono piemontese a bacca rossa, coltivato quasi esclusivamente nel territorio collinare attorno al comune di Castagnole Monferrato, in provincia di Asti, dove dà origine al Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG. Le origini del vitigno sono avvolte nel mistero: secondo alcune ipotesi deriverebbe da varietà francesi giunte in Piemonte nel Medioevo, secondo altre sarebbe nativo della zona monferrina. In ogni caso, è stato riscoperto e valorizzato solo negli ultimi decenni del Novecento, grazie alla determinazione di alcuni produttori locali.
Il territorio in cui il Ruchè esprime al meglio il proprio potenziale è costituito da colline calcareo-argillose, ben esposte e caratterizzate da un microclima secco e ventilato, che favorisce una maturazione ottimale delle uve e lo sviluppo del profilo aromatico tipico del vitigno. La produzione è limitata e concentrata in pochi comuni, ma la personalità del vino è tale da aver conquistato un pubblico sempre più vasto, anche al di fuori dei confini regionali.
Nel calice, il Ruchè si presenta con un colore rosso rubino brillante, talvolta con riflessi violacei nei vini giovani. Il profilo olfattivo è inconfondibile: profumo intenso di petali di rosa, viola, pepe bianco, frutti rossi maturi e spezie orientali, con sfumature che ricordano l’incenso e l’erbaceo aromatico. Al palato è morbido, caldo, con tannini gentili, acidità contenuta e una struttura medio-leggera che ne esalta l’eleganza piuttosto che la potenza. Nonostante l’apparente delicatezza, è un vino dotato di personalità decisa e notevole persistenza aromatica.
Il Ruchè si abbina molto bene a piatti della tradizione piemontese come salumi, carni bianche, arrosti leggeri, agnolotti al sugo d’arrosto, ma anche a preparazioni più moderne che ne valorizzino l’aromaticità, come piatti speziati, cucina etnica non troppo piccante o formaggi a media stagionatura. La sua natura floreale e speziata lo rende particolarmente adatto anche alla degustazione da solo, come vino da meditazione.





