I Vini da Meditazione

I vini da meditazione, le loro caratteristiche e la loro degustazione.

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Storia dei vini da meditazione

Con il termine Vino da Meditazione si indicano quei grandi vini strutturati che non richiedono necessariamente di essere abbinati a delle pietanze ma che possono e dovrebbero essere gustati da soli. Il primo ad usare la definizione Vino da Meditazione fu Luigi Veronelli. Il termine Vino da Meditazione viene usato per definire da una parte vini passiti dolci, ampi e complessi, come un Picolit dei Colli Orientali del Friuli o un Passito di Pantelleria e dall’altra vini rossi con un lungo percorso dalla vendemmia alla bottiglia, come un Brunello di Montalcino (almeno 5 anni in legno) un Barolo riserva (5 anni) o un Vin Santo del Chianti (8 anni). Possono anche essere vini liquorosi di lungo invecchiamento, come un Porto, uno Sherry o un Marsala.

Caratteristiche dei vini da meditazione

I Vini da Meditazione hanno qualcosa in più, sia dal punto di vista della degustazione che da quello della loro rarità e della loro storia, che li rende difficili da collocare all’interno di un pasto. I Vini da Meditazione sono caratterizzati da sapori e profumi molto intensi, che per essere apprezzati nelle loro molteplici sfumature richiedono tempo, quindi vanno sorseggiati con calma e assaporati lentamente. Sono vini generalmente dolci, quasi zuccherini, morbidi e vellutati, con un grado di alcolicità relativamente elevato e che quindi risultano caldi all’assaggio.

La degustazione dei vini da meditazione

La degustazione dei vini da meditazione è basata sulla comprensione della loro natura: fermarsi un attimo, rilassarsi, con calma e riflessione avvicinarsi alla comprensione della composizione e complessità del vino. Un vino da meditazione richiede quiete, rispetto e contemplazione. Anche nel ristorante più affollato questi vini richiedono una pausa di riflessione per godere della complessità e della storia che c’è nel bicchiere, che si può paragonare in un piccolo miracolo. Le pause di raccoglimento in questo caso servono per stimolare le papille gustative e prepararle a cogliere i dettagli più nascosti di un vino raro e prezioso. I Vini da Meditazione vanno quindi degustati alla sera, dopo la cena, in un ambiente puro e rilassato. Se proprio vogliamo abbinarli, i vini da meditazione possono essere accompagnati a dolci e dessert, ma si prestano bene anche ai formaggi erborinati,e in alcuni casi anche con il fois gras.

Esempi di vini da meditazione

L’Italia può vantare una vasta produzione di vini da meditazione. Altri esempi degni di nota oltre a quelli già riportati sono: L’Erbaluce di Caluso passito, il Vino Santo del Trentino, il Cinque Terre Sciacchetrà, l’Aleatico passito dell’Elba, la Malvasia di Bosa, il Cannonau di Sardegna riserva, la Vernaccia di Oristano (liquoroso).

L'autore

Laureato in Chimica, Sommelier AIS. Si interessa di biochimica ed enologia, di enografia e storia del vino e della vite, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti che legano la produzione vitivinicola al territorio e alla vicende umane. Ha fondato Quattrocalici.it nel 2011 ed è l'autore della struttura e del progetto del portale, nonchè della struttura e dell'impostazione della maggior parte dei suoi contenuti. Fin da allora si occupa attivamente di marketing e comunicazione del vino e di divulgazione nel campo dell'enogastronomia.

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