La Nuova Zelanda

Nuova Zelanda Vino

La Nuova Zelanda e il vino

Nell’ultimo ventennio la Nuova Zelanda è passata dalla produzione di vini semplici destinati alla grande distribuzione a prodotti di indiscusso livello qualitativo. Chardonnay e Sauvignon sono le tipologie per le quali la Nuova Zelanda si è distinta a livello internazionale. Gli Sauvignon della Nuova Zelanda presentano caratteristiche uniche e straordinarie, da far quasi pensare che sia questa la terra d’elezione ideale per questo vitigno. Una delle prime uve ad essere coltivata in Nuova Zelanda è stata il Müller-Thurgau, scelta per la somiglianza dei climi fra i due paesi, seguita dal Pinot Nero. Solo in un secondo momento ci si rese conto che furono in realtà il Sauvignon e lo Chardonnay ad ottenere i migliori risultati nelle competizioni internazionali. Pinot Nero e Müller-Thurgau fanno comunque ancora oggi parte della viticoltura Neozelandese.

La storia della viticoltura in Nuova Zelanda

La viticoltura e l’enologia in Nuova Zelanda esistono in realtà da meno di duecento anni. All’inizio del 1800 la Nuova Zelanda fu colonizzata dagli inglesi a seguito delle spedizioni del capitano James Cook. In quel periodo risale l’impianto della prima vite a Kerikeri, nell’estremità a nord-est dell’Isola Settentrionale. Venti anni più tardi si ha notizia certa del primo vino prodotto in Nuova Zelanda, anche se si dovette poi attendere la fine degli anni 1980 perchè la viticoltura Neozelandese venisse alla ribalta nello scenario internazionale. L’oidio e la fillossera fecero la loro comparsa anche in Nuova Zelanda e alla fine del 1800, qui come in altre parti del mondo, i vigneti erano praticamente devastati da questi flagelli. A causa dell’oidio e della fillossera si iniziò a coltivare ibridi Franco-Americani, come il Baco Noir e l’uva Isabella, noti per la loro resistenza alle temute malattie, e i frutti della vite erano venduti come uva da tavola piuttosto che per la produzione di vino. L’Isabella rimase fino agli anni 1960 l’uva più piantata di tutta la Nuova Zelanda, fino a quando non si decise, finalmente, di tentare nuovamente la coltivazione di alcune specie di Vitis Vinifera. Fattori culturali e religiosi ostacolarono poi nei primi anni la diffusione del vino in Nuova Zelanda, arrivando anche, all’inizio del 1900, al protezionismo. Solo nel 1960 fu permesso legalmente alle aziende vinicole di vendere il proprio vino ad alberghi e ristoranti. Il primo vigneto di viti Europee fu piantato nella zona di Marlborough nel 1973. La vitivinicoltura Neozelandese conobbe un impetuoso sviluppo, che portò soprattutto alla produzione di vini da tavola da vigneti con altissime rese e in quantità tali da arrivare ben presto alla sovrapproduzione di vino e a parziali abbandoni o espianti di vigneti. A partire da allora ed in particolare dagli anni 1990 si arrivò infine alla rinascita dell’enologia Neozelandese con i  vini bianchi prodotti da uve Sauvignon e Chardonnay che hanno raggiunto ormai livelli da essere  considerati veri e propri riferimenti per molti produttori del mondo.

Il Sistema di Qualità per i vini della Nuova Zelanda

Il sistema di qualità Neozelandese dà ai produttori molta libertà nella coltivazione delle uve e sulla produzione dei vini, senza particolari indicazioni sulle varietà di uve che possono essere coltivate né sulle zone destinate alla viticoltura. Anche le rese per ettaro ed i metodi di vinificazione sono libera scelta dei produttori. Come in Australia le norme previste a tutela dei consumatori impongono l’indicazione in etichetta della varietà di uve da cui il vino è prodotto e la zona di provenienza. Se in etichetta è riportata una sola varietà di uva, almeno il 75% del vino deve essere prodotto con la varietà dell’uva menzionata.
Se due varietà di uve sono riportate in etichetta, queste devono essere menzionate in ordine di quantità decescente. Ad esempio, la dicitura “Chardonnay-Sauvignon Blanc” significa che lo Chardonnay è presente in quantità maggiore rispetto al Sauvignon Blanc.
Se in etichetta è riportata l’area, il distretto o la regione, almeno il 75% del vino deve provenire dalla zona menzionata. I vini monovarietali Neozelandesi sono comunque in genere composti da circa l’85-100% della varietà indicata, quindi in misura ben maggiore rispetto a quanto richiesto dalla legge.

I vini prodotti in Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda è soprattutto famosa per la produzione di vini bianchi con il Sauvignon e lo Chardonnay quali uve principali. Il Sauvignon in particolare è stata l’uva con la quale la Nuova Zelanda si è fatta conoscere nel mondo, anche se negli ultimi anni è cresciuta la produzione di vini Chardonnay che attualmente è anche l’uva più coltivata. I Sauvignon Blanc della Nuova Zelanda non hanno eguali in nessun altro paese, con la loro esplosione di aromi freschi e intensi, che vanno dagli agrumi alle erbe aromatiche, dalla frutta esotica a suadenti note erbacee. I Sauvignon Blanc Neozelandesi sono vinificati in acciaio e non subiscono affinamenti in legno, caratteristica che mette giustamente in risalto le loro caratteristiche fruttate, fresche e aromatiche, sia al naso che in bocca. Oltre allo Chardonnay e al Sauvignon, in Nuova Zelanda si coltivano anche il Riesling, il Pinot Grigio, il Müller-Thurgau e il Gewürztraminer. Per le uve a bacca nera troviamo il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Pinot Nero, la più coltivata nel paese tra le nere e usata anche per la produzione di vini spumanti.

Le zone di produzione del vino in Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda è divisa in due isole, l’Isola Settentrionale e l’Isola Meridionale, con produzione di vini presente in zone specifiche di entrambe le isole. Il clima della Nuova Zelanda è particolarmente fresco e risente fortemente dell’influsso dell’oceano. Le uve maturano quindi in modo omogeneo e permettono di produrre vini ricchi di aromi e di acidità naturale. Un clima simile che può essere trovato nell’emisfero settentrionale solamente in Germania. Le piogge persistenti caratteristiche del clima oceanico costituiscono poi uno dei problemi principali della viticoltura Neozelandese.

L’Isola Settentrionale

Più del 40% dei vigneti Neozelandesi si trova nell’Isola Settentrionale, in particolare nelle zone di Gisborne e Hawke’s Bay. Gisborne è nota per i suoi Chardonnay, oltre ai Müller-Thurgau. Hawke’s Bay è considerata una delle migliori zone vinicole, da cui provengono i migliori Sauvignon Blanc e Chardonnay della Nuova Zelanda. Vi si producono inoltre vini rossi con uve Cabernet Sauvignon e Merlot. Un’altra zona d’interesse è Auckland, l’unica a prevedere delle sottozone, Kumeu/Huapai, Henderson e Waiheke Island. Nella parte meridionale troviamo Wairarapa e Martinborough, con vini Pinot Nero e Cabernet Sauvignon.

L’Isola Meridionale

La più interessante delle zone vinicole dell’Isola Meridionale è Marlborough, l’area vitivinicola più estesa della Nuova Zelanda, situata all’estremità nord dell’isola. Essa da sola ha una superficie vitata che rappresenta quasi il 40% del totale per la Nuova Zelanda. Marlborough è famosa per i suoi Sauvignon, che in questa zona è l’uva più coltivata. A nord-ovest di Marlborough si trova la piccola zona di Nelson, un’area  collinare dove si producono principalmente Chardonnay, Riesling e Sauvignon. Più a sud c’è Canterbury, il cui clima piuttosto freddo è ideale per la coltivazione delle uve Pinot Nero e Chardonnay, ma che produce anche vini Riesling e Sauvignon. La zona più a sud del paese è Central Otago, dove si producono vini da Pinot Nero e Gewürztraminer.

L'autore

Laureato in Chimica, Sommelier con interessi in campo biochimico ed enologico, appassionato di Enografia e storia del Vino e della Vite, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti che legano la produzione vitivinicola al territorio e alla vicende umane. Ha fondato Quattrocalici.it nel 2011 ed è l'autore della struttura e del progetto del portale, nonchè della struttura e dell'impostazione della maggior parte dei suoi contenuti. Fin da allora si occupa attivamente di marketing e comunicazione del vino e di divulgazione nel campo dell'enogastronomia.

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