Il Libano

Il vino nel Libano, la storia della viticoltura e le zone di produzione del vino. La Valle della Bekaa e la moderna vitivinicoltura Libanese.

I vini del libano
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Il Libano e il vino

La cultura del vino in Libano è antica e si è via via arricchita grazie al contributo dei popoli che si sono succeduti nei secoli nella dominazione di questo territorio crocevia tra Europa Asia e Africa. Furono soprattutto le civiltà del Mediterraneo, partendo dai Fenici per arrivare al colonialismo francese, a creare quel substrato che ispira la struttura e il gusto del vino libanese.

La storia della viticoltura in Libano

La storia del vino in Libano è dunque strettamente legata al succedersi delle influenze delle culture nel corso dei secoli. Anche la storia della religione e le leggende bibliche ne fanno da testimoni. Sembra infatti che fu Noé a piantare la prima vite quando si fermò sul Monte Saninno. Come in Europa, furono soprattutto i diversi ordini religiosi a contribuire allo sviluppo della viticoltura locale e la storia del vino in Libano è legata proprio a queste dinamiche. Il Libano gode di condizioni a livello geomorfologico e climatico assolutamente favorevoli alla viticoltura e la coltivazione della vite ha origini antichissime, importata dalla Babilonia almeno 5000 anni fa e sviluppatasi grazie ai fiorenti commerci con l’Egitto. Furono però Fenici ad affinare la tecnica della vinificazione. Grazie ai commercianti fenici che estesero la loro influenza in Libano, Siria occidentale e Israele settentrionale fiorirono gli scambi di oro, vetro, ceramica e anche vino. È stato questo talento entusiasta per il commercio a ispirare la storia vinicola del Libano, inclusa la coltivazione di diverse varietà di Vitis vinifera. L’antico porto di Byblos, situato appena a nord di Beirut, era famoso come centro vinicolo, sia in termini di produzione che di commercio. Per secoli fiumi di vino partivano da Byblos diffondendosi nel Mediterraneo. Tiro e Sidone erano gli altri porti chiave della Fenicia e anche importanti centri vinicoli. La tradizione proseguì in epoca Romana e nel medioevo, arrivando al 16° secolo, quando gli eserciti ottomani invasero le aree attorno al Mediterraneo orientale. La produzione e il consumo di vino erano vietati dalla loro legge della Sharia, quindi il fiorente settore vinicolo intorno a Byblos, Tiro e Sidone venne messo fuori gioco. Nel 19° secolo le cose iniziarono a cambiare, ai non musulmani che vivevano in uno stato musulmano, come i cristiani che vivevano in Libano, erano state finalmente concesse dallo stato Ottomano alcune libertà, una dei quali era il diritto di produrre vino a scopi cerimoniali. Fu su questa base che, nel 1857, un gruppo di sacerdoti gesuiti fondò la prima azienda vinicola a Ksara, una cittadina nella Valle della Bekaa, il miglior territorio vinicolo del Libano. Chateau Ksara rappresenta un fondamentale capitolo negli annali della storia del vino libanese. In tempi più recenti l’industria vinicola ha dovuto far fronte al turbolento periodo della guerra civile, dal 1975 al 1990. Gli sforzi per produrre e promuovere il vino durante questo periodo, con le bombe che cadevano intorno alla cantine e i militari che istituivano blocchi stradali resero davvero eroica la viticoltura nel paese.

I vitigni coltivati in Libano

Le uve utilizzate per la vinificazione dei vini libanesi sono soprattutto i vitigni internazionali importate in origine dalla Francia o le sue colonie. La produzione libanese è costituita in gran maggioranza da vini rossi (75%). Lo Syrah rappresenta il 20% della superficie vitata, seguito dal Cabernet Sauvignon e Franc, Cinsault, Grenache, Merlot, Carignan, Alicante come vitigni a bacca nera e Chardonnay, Ugni Blanc, Sémillon e Sauvignon sono le varietà più coltivate a bacca bianca. Esistono anche alcuni vitigni autoctoni, che derivano in linea diretta da tipologie dell’epoca fenicia, come l’Obeidi, simile allo Chardonnay, il Merwah e l’Aramon varietà utilizzate anche per distillare l’Arak, il liquore nazionale, un distillato di vino aromatizzato all’anice e servito diluito con acqua e ghiaccio. Con l’Obeidi e il Merwah si produce il “Château Musar Blanc”, uno degli attuali vini Libanesi più affermati.

La viticoltura in Libano ai giorni nostri

La viticolura in Libano è molto attenta alle condizioni delle vigne e alla resa, mai eccessiva. La superficie vitata in Libano è di circa 2000 ettari, per una produzione annua si attesta sugli 8 milioni di bottiglie, con un’altissima qualità della raccolta, che si riflette nell’equilibrio e nell’eleganza dei vini, quasi in una ricerca di perfezione. Oggi la produzione del vino in Libano è una realtà dinamica e in continua crescita, che ha visto nel giro di 10 anni moltiplicarsi il numero di cantine. Nel 1998 c’erano meno di 10 produttori di vino in Libano, ora ce ne sono più di 30. Nel maggio 2013 è stato creato l’Istituto Nazionale della Vita e del Vino Libanese, con compiti di controllo qualità, regolamentazione del settore e mediazione commerciale con l’estero. Si sta anche studiando l’introduzione di disciplinari che permettano di certificare l’origine e le caratteristiche dei vini, visto che attualmente le denominazioni di origine non esistono ancora nel paese. La maggior parte del vino libanese viene esportata nel Regno Unito, in Francia e negli Stati Uniti e il successo tra i consumatori ha incoraggiato la crescita della moderna industria vinicola del Libano.

La Valle della Bekaa

La Valle della Bekaa è un altipiano che raggiunge i 1000 metri, racchiuso tra le catene montuose del Libano e dell’Antilibano (al confine con la Siria) e che si sviluppa in parallelo alla costa a circa 50 km dal mare. La lunga e stretta valle si estende da nord a sud per circa 65 km tra le montagne del Libano e dell’Anti-Libano ed è protetta dalle montagne, che forniscono protezione dai deserti ad est e dalle piogge marittime ad ovest. Il Monte Libano, che in realtà è una catena montuosa di 150 chilometri,  fornisce acqua dolce dal disgelo delle nevi, pertanto, nonostante le piogge limitate, la valle ha accesso immediato all’acqua dolce. Qui le viti trovano quindi le condizioni migliori per la crescita e la stessa fillossera non ha colpito questa regione, permettendo di trovare viti su piede franco ancora produttive che raggiungono anche gli 80 anni di età. La forte escursione termica tra notte e giorno è il vero segreto della qualità delle uve di questa valle, grazie alla rugiada notturna che rinfresca e protegge i grappoli. Il terreno è argilloso e sabbioso e le coltivazioni sono favorite dalle precipitazioni che interessano frequentemente il Monte Libano. La Valle della Bekaa produce quasi il 90% del vino libanese ma è solo negli ultimi decenni che il suo potenziale vinicolo è stato veramente realizzato. I primi vigneti della Bekaa Valley furono piantati a Cinsaut, a cui in seguito si aggiunsero altre varietà di vitigni francesi. La maggior parte di questi rimane oggi nella composizione dei vini della Valle della Bekaa e del Libano in generale, come il Carignan, la Grenache, lo Syrah, il Mourvedre, il Cabernet Sauvignon, il Merlot e i bianchi Ugni Blanc, Clairette e Chardonnay. La più antica azienda vinicola della zona è Chateau Ksara, fondato dai gesuiti cristiani di Taanayel, un antico insediamento monastico appena a valle di Ksara. Il primo vigneto venne piantato nel 1857, con barbatelle portate dalle colonie Francesi in Algeria. A quei tempi il Libano era governato dall’Impero ottomano, nel quale la legge della Sharia permetteva la produzione o il consumo di vino solamente a scopi religiosi. La produzione di vino prese quindi piede gradualmente e fu solo quando i francesi presero il controllo del paese dopo la prima guerra mondiale che la produzione vinicola della Valle della Bekaa iniziò ad espandersi.

L'autore

Laureato in Chimica, Sommelier AIS. Si interessa di biochimica ed enologia, di enografia e storia del vino e della vite, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti che legano la produzione vitivinicola al territorio e alla vicende umane. Ha fondato Quattrocalici.it nel 2011 ed è l'autore della struttura e del progetto del portale, nonchè della struttura e dell'impostazione della maggior parte dei suoi contenuti. Fin da allora si occupa attivamente di marketing e comunicazione del vino e di divulgazione nel campo dell'enogastronomia.

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