L'atlante delle denominazioni di origine di Quattrocalici

Valle d’Itria IGT

Valle d'Itria IGT Cartina

La Denominazione Valle d’Itria IGT

La Valle d’Itria IGT o Valle d’Itria IGP è una denominazione pugliese circoscritta all’area collinare interna compresa tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, nel cuore della cosiddetta Murgia dei Trulli. La zona di produzione comprende l’intero territorio amministrativo dei comuni di Alberobello e Locorotondo in provincia di Bari, Ceglie Messapico, Cisternino, Fasano e Ostuni in provincia di Brindisi, Crispiano e Martina Franca in provincia di Taranto. Si tratta di un paesaggio viticolo fortemente riconoscibile, caratterizzato da alture dolci, esposizioni prevalentemente orientate a sud-est, quote comprese indicativamente tra 280 e 418 metri s.l.m., pendenze lievi, muretti a secco, trulli, piccoli appezzamenti e una stretta relazione tra pietra calcarea, suolo agrario e coltivazione della vite. Dal punto di vista pedologico, il disciplinare richiama le classiche terre rosse derivate dalla dissoluzione delle rocce calcaree, ricche di ossidi e idrossidi di ferro e alluminio, con buona dotazione di potassio, relativa povertà di sostanza organica e forte presenza di scheletro, condizioni che costituiscono un substrato particolarmente favorevole alla produzione di vini bianchi di pregio. I terreni sono in prevalenza argillosi e argilloso-limosi, naturalmente drenanti e poco adatti a colture intensive, ma proprio per questo vocati a una viticoltura di qualità, capace di contenere la vigoria e favorire vini di buona definizione aromatica. Il clima è descritto come caldo-arido, con precipitazioni molto variabili, concentrate per circa il 70% nel periodo autunno-invernale, estati spesso asciutte e un andamento termico generalmente elevato ma mitigato dall’altitudine e dalla ventilazione dell’altopiano; l’insolazione di settembre e ottobre favorisce una maturazione lenta e completa delle uve.

La storia vitivinicola della Valle d’Itria si inserisce nella più ampia civiltà agricola della Puglia centrale, con radici molto antiche: il disciplinare richiama gli insediamenti messapici e peucetici, la trasformazione del paesaggio rurale nel corso dei secoli, la presenza della viticoltura nell’area gravitante attorno all’antica Egnazia, i traffici mediterranei del vino pugliese e il ruolo storico del Bianco d’Alessano, vitigno considerato di origine messapica e già profondamente radicato in questa parte della regione. Il rapporto tra fattori naturali e fattori umani è particolarmente evidente nella costruzione del paesaggio agrario: i muretti a secco delimitano e sostengono il terreno lentamente accumulato dall’uomo, i trulli e la pietra definiscono l’immagine visiva della valle, mentre i sistemi di allevamento tradizionali, come alberello, alberello modificato a spalliera e controspalliera, testimoniano l’adattamento della viticoltura alle condizioni locali.

La Valle d’Itria IGT comprende vini bianchi, anche nelle tipologie frizzante, spumante, uve stramature e passito, vini rossi, anche nelle tipologie frizzante, uve stramature, passito e novello, e vini rosati, anche nelle tipologie frizzante e novello; i vini devono essere ottenuti da uno o più vitigni idonei alla coltivazione nelle province di Bari, Brindisi e Taranto, a bacca di colore corrispondente. Le versioni con indicazione di vitigno richiedono almeno l’85% della varietà dichiarata, con possibile concorso fino al 15% di altri vitigni idonei; è inoltre consentito l’uso del riferimento a due vitigni, purché il vino derivi al 100% dalle varietà indicate e il vitigno presente in quantità minore superi il 15%.

Tra le varietà espressamente previste figurano Aglianico, Aleatico, Barbera, Bianco d’Alessano, Bombino bianco, Bombino nero, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Falanghina, Fiano, Greco, Greco bianco, Incrocio Manzoni 6.0.13, Lambrusco Maestri, Malbech, Malvasia bianca, Malvasia nera, Merlot, Montonico, Moscatello selvatico, Moscato bianco, Negroamaro, Negroamaro precoce cannellino, Notardomenico, Pampanuto, Petit Verdot, Pinot bianco, Pinot grigio, Pinot nero, Primitivo, Refosco dal peduncolo rosso, Riesling italico, Riesling renano, Sangiovese, Sauvignon, Sémillon, Susumaniello, Sylvaner verde, Syrah, Uva di Troia, Verdeca, Verdicchio e Vermentino.

I vini bianchi della denominazione presentano generalmente colore giallo paglierino più o meno intenso, profumi gradevoli e delicati, gusto fresco, da secco ad abboccato; nelle versioni frizzante e spumante emergono fragranza, sapidità e finezza della rifermentazione, mentre passito e vino da uve stramature mostrano colore dal paglierino al dorato, profumi persistenti e gusto dal secco al dolce. I vini rossi vanno dal rubino al granato, con profumi caratteristici e gusto armonico, e possono esprimere maggiore struttura quando derivano da Primitivo, Negroamaro, Aglianico, Susumaniello, Merlot, Cabernet Sauvignon o Syrah; le versioni passito e da uve stramature concentrano alcol, estratto e morbidezza, mentre il novello privilegia intensità aromatica e immediatezza. I vini rosati presentano colore rosato più o meno intenso, profumi fruttati e gusto armonico, con possibilità di versione frizzante e novello. Nel complesso, la Valle d’Itria IGT è una denominazione di forte identità paesaggistica e agronomica, nella quale terre rosse calcaree, clima caldo-arido, viticoltura collinare, Bianco d’Alessano, Verdeca, tradizione dei muretti a secco e pluralità ampelografica concorrono alla produzione di vini freschi, sapidi, fruttati e, nelle tipologie più concentrate, di maggiore complessità.

La Valle d’Itria IGT nei dettagli

Valle d’Itria IGT

Creata nel1995
Prima approvazioneApprovata con D.M. 12.09.1995, G.U. 237 del 10.10.1995
Ultimi aggiornamentiUltime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014
RegionePuglia
ProvinceBari, Brindisi, Taranto
Tipo di denominazioneIGT
Zona di produzioneVari comuni nelle provincie di Bari e di Taranto.
MerceologiaVino

Il Disciplinare della Valle d’Itria IGT

Il link rimanda alla pagina del disciplinare della denominazione Valle d’Itria IGT, con il pdf della versione aggiornata del disciplinare.

Le Tipologie Vini della Valle d’Itria IGT

I disciplinari delle denominazioni di origine dei vini prevedono una o più “Tipologie di vino” coperte nell’ambito della stessa denominazione. La tabella riporta tutte le tipologie previste dalla denominazione Valle d’Itria IGT, ottenute vinificando le uve dei vitigni autorizzati nell’ambito della stessa denominazione. I link rimandano alle pagine dedicate alle singole tipologie di vino, nelle quali si possono trovare tutti i dettagli relativi ai procedimenti di vinificazione e alle caratteristiche organolettiche dei vini.

Le Cantine nel territorio della Valle d’Itria IGT

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