L'atlante delle denominazioni di origine di Quattrocalici

Salento IGT

Salento IGT Cartina

La Denominazione Salento IGT

La Salento IGT o Salento IGP è la denominazione a Indicazione Geografica Tipica che identifica l’area vitivinicola più meridionale della Puglia, comprendente l’intero territorio amministrativo delle province di Brindisi, Lecce e Taranto. Il suo areale coincide con una parte molto ampia della penisola salentina e dell’Arco Ionico, un territorio proteso tra mare Adriatico e mare Ionio, caratterizzato da morfologie prevalentemente pianeggianti o debolmente ondulate, rilievi calcarei bassi e allungati, le cosiddette Serre salentine, superfici subpianeggianti tra Lecce e Brindisi, scarpate che degradano verso la costa ionica, sistemi dunali e depressioni retrodunali. Il disciplinare descrive l’Arco Ionico come un paesaggio a “gradinata”, modellato da cicli sedimentari marini e da scarpate digradanti verso la linea di costa, mentre la penisola salentina alterna piani calcarei, rilievi dolomitici, solchi erosivi e aree più aperte, in un ambiente fortemente esposto alla luce, al vento e all’influenza marina. Il clima è mediterraneo, con inverni miti, estati calde e piovosità concentrata soprattutto nel periodo invernale; nell’Arco Ionico il disciplinare indica precipitazioni medie attorno ai 650 mm annui, mentre nella penisola salentina l’umidità è più percepibile rispetto alla Puglia settentrionale per la forte esposizione ai mari, anche se non si traduce necessariamente in precipitazioni abbondanti. I suoli sono variabili ma generalmente vocati alla viticoltura di qualità: nella parte occidentale dell’area predominano terreni franco-argillosi profondi, lungo la fascia costiera compaiono suoli più sabbiosi e sottili, nel Brindisino sono frequenti suoli franco-sabbiosi-argillosi a medio impasto e buon drenaggio, mentre in molte aree interne i terreni diventano più profondi e meno limitanti per l’apparato radicale. Il disciplinare sottolinea che l’intero areale è considerato estremamente adatto alla coltivazione della vite, grazie alla combinazione di luminosità, ventilazione, clima mite, esposizione dei vigneti e substrati calcareo-argillosi, capaci di conferire ai vini equilibrio analitico, intensità aromatica e riconoscibilità territoriale.

La storia della viticoltura salentina è millenaria e si lega alla più ampia storia del vino in Puglia, dallo sbarco dei Greci fino all’età contemporanea, passando per l’epoca romana e medievale; il disciplinare richiama documenti e reperti archeologici, tra cui anfore vinarie, come testimonianza della continuità della produzione e del commercio del vino. In questo paesaggio agricolo, segnato tradizionalmente da vigneti, oliveti e seminativi, la vite ha trovato un ambiente particolarmente favorevole e l’uomo ha affinato nel tempo sistemi di allevamento, potatura, selezione delle uve e tecniche di vinificazione, passando da una viticoltura in passato orientata anche alla produzione di vini da taglio a una produzione moderna più attenta all’identità varietale e territoriale.

La Salento IGT comprende vini bianchi, anche nelle tipologie frizzante, spumante, uve stramature e passito, vini rossi, anche nelle tipologie frizzante, uve stramature, passito e novello, e vini rosati, anche nelle tipologie frizzante, spumante e novello; i vini base devono essere ottenuti da uno o più vitigni idonei alla coltivazione nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto, a bacca di colore corrispondente. Le versioni con specificazione di vitigno richiedono almeno l’85% della varietà dichiarata, con possibilità di concorso di altri vitigni idonei fino al 15%; è inoltre ammesso il riferimento a due vitigni, purché il vino derivi al 100% dalle varietà indicate e il vitigno presente in quantità minore superi il 15%.

Tra i vitigni previsti figurano Aglianico, Aleatico, Barbera, Bianco d’Alessano, Bombino bianco, Bombino nero, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Falanghina, Fiano, Francavilla, Greco, Greco bianco, Impigno, Incrocio Manzoni 6.0.13, Lacrima, Lambrusco Maestri, Malbech, Malvasia bianca, Malvasia nera, Merlot, Moscatello selvatico, Moscato bianco, Negroamaro, Negroamaro precoce cannellino, Notardomenico, Pampanuto, Petit Verdot, Piedirosso, Pinot bianco, Pinot grigio, Pinot nero, Primitivo, Refosco dal peduncolo rosso, Riesling italico, Riesling renano, Sangiovese, Sauvignon, Sémillon, Susumaniello, Sylvaner verde, Syrah, Uva di Troia, Verdeca, Vermentino e Verdicchio.

I vini bianchi della denominazione presentano generalmente colore giallo paglierino più o meno intenso, profumi delicati e gusto fresco, da secco ad abboccato; le versioni spumante e frizzante valorizzano fragranza, freschezza e finezza gustativa, mentre passito e uve stramature assumono tonalità dal paglierino al dorato, profumi persistenti e gusto dal secco al dolce. I vini rossi spaziano da interpretazioni giovani e fruttate a vini più intensi e strutturati, con colore dal rubino al granato, profumi caratteristici, talvolta complessi, e gusto armonico; in questo ambito hanno particolare rilievo Negroamaro, Primitivo, Susumaniello, Malvasia nera, Aglianico, Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah. Le versioni rosso passito e da uve stramature concentrano alcol, estratto, morbidezza e persistenza, mentre il novello privilegia immediatezza aromatica e frutto. I vini rosati, centrali nella tradizione salentina, mostrano colore rosato più o meno intenso, profumi fruttati e gusto armonico, fresco e caratteristico; possono essere prodotti anche come frizzanti, spumanti e novelli, interpretando una vocazione storica del territorio alla vinificazione in rosa di uve a bacca nera, in particolare Negroamaro. Nel complesso, la Salento IGT è una denominazione ampia ma fortemente riconoscibile, fondata sull’interazione tra clima mediterraneo, influsso marino, suoli calcareo-argillosi, intensa luminosità, antica cultura vitivinicola e grande patrimonio ampelografico locale, capace di generare vini bianchi freschi, rosati fragranti, rossi strutturati, spumanti, frizzanti, passiti, novelli e vini da uve stramature. )

La Salento IGT nei dettagli

Salento IGT

Creata nel1995
Prima approvazioneApprovata con D.M. 12.09.1995, G.U. 237 del 10.10.1995
Ultimi aggiornamentiUltime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014
RegionePuglia
ProvinceBrindisi, Lecce, Taranto
Tipo di denominazioneIGT
Zona di produzioneL’intero territorio delle province di Brindisi, Lecce e Taranto.
MerceologiaVino

Il Disciplinare della Salento IGT

Il link rimanda alla pagina del disciplinare della denominazione Salento IGT, con il pdf della versione aggiornata del disciplinare.

Le Tipologie Vini della Salento IGT

I disciplinari delle denominazioni di origine dei vini prevedono una o più “Tipologie di vino” coperte nell’ambito della stessa denominazione. La tabella riporta tutte le tipologie previste dalla denominazione Salento IGT, ottenute vinificando le uve dei vitigni autorizzati nell’ambito della stessa denominazione. I link rimandano alle pagine dedicate alle singole tipologie di vino, nelle quali si possono trovare tutti i dettagli relativi ai procedimenti di vinificazione e alle caratteristiche organolettiche dei vini.
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