Giร in epoca romana le aree oggi vocate allโAglianico erano note per i loro vini di pregio. Il celebre Falernum, citato da Orazio, Marziale e Plinio il Vecchio, proveniva dalle pendici del Monte Massico, tra lโattuale Caserta e il confine con il Lazio, e molti studiosi ritengono che fosse prodotto, almeno in parte, da progenitori diretti dellโattuale vitigno. Con la decadenza dellโImpero e le invasioni barbariche, la coltivazione della vite conobbe un periodo di stasi, ma venne mantenuta nei monasteri benedettini e cistercensi, che contribuirono a preservare la varietร fino al Medioevo. Nel Rinascimento, il vino di Aglianico veniva servito sulle tavole nobili napoletane e citato nei trattati agronomici come uno dei migliori dโItalia. La sua fama rimase alta nei secoli successivi, e la varietร si adattรฒ progressivamente ai terreni vulcanici e collinari del Meridione, trovando in Campania e Basilicata il suo habitat ideale.
Geograficamente, lโAglianico si radica in territori contraddistinti da un clima continentale-mediterraneo, con estati calde e asciutte e inverni rigidi, mitigati dalle altitudini e dallโinfluenza dei rilievi appenninici. Lโinterazione con i suoli di origine vulcanica e tufacea โ in particolare nellโarea dellโIrpinia e del Vulture โ ha contribuito a definire vini di grande complessitร e personalitร . Culturale e identitario, il vitigno รจ divenuto nel tempo il simbolo della viticoltura dellโItalia meridionale, capace di rappresentare con rigore e profonditร la rinascita enologica del Sud. La sua importanza รจ tale da essere riconosciuta come uno dei pochi vitigni italiani con piรน denominazioni di origine controllata e garantita dedicate, e da costituire una base fondamentale per la ricerca genetica e clonale condotta negli ultimi decenni nel Mezzogiorno vitivinicolo.
Zone di coltivazione in Italia e nel mondo
Il cuore produttivo dellโAglianico si trova in Campania e Basilicata, dove raggiunge le sue espressioni piรน celebri. In Campania, รจ protagonista assoluto della DOCG Taurasi, nella provincia di Avellino, dove prospera su suoli vulcanici e argillosi a unโaltitudine compresa tra 350 e 600 metri. Altre importanti aree di coltivazione sono il Taburno nel Beneventano e il Cilento, dove il vitigno assume sfumature piรน fruttate e immediate. In Basilicata, il Monte Vulture โ un antico vulcano spento โ ospita la DOCG Aglianico del Vulture Superiore, dove le caratteristiche geologiche e climatiche determinano vini di profonda struttura e spiccata mineralitร . Altri areali di rilievo si trovano in Puglia, nel nord della regione, e in Molise, mentre piccole superfici sono segnalate anche in Calabria. Allโestero, la presenza dellโAglianico รจ ancora marginale, ma crescente: in California, Australia e Argentina si conducono sperimentazioni che confermano la sua capacitร di adattarsi a climi caldi senza perdere aciditร e complessitร aromatica.
Caratteristiche ampelografiche
Il vitigno si presenta vigoroso, a portamento semi-eretto, con tralci robusti e internodi corti. Le foglie sono di dimensioni medio-grandi, orbicolari o trilobate, di colore verde intenso e con superficie liscia o leggermente bollosa. Il grappolo รจ compatto, di forma conico-piramidale, spesso con unโala laterale, e gli acini sono piccoli o medi, di forma sferoidale, con buccia spessa e consistente. LโAglianico germoglia precocemente e matura tardi โ spesso oltre la metร di ottobre โ rendendolo una varietร esigente in termini di luce e calore. Le bacche possiedono un alto contenuto di antociani e tannini, responsabili dellโintenso colore rubino e della notevole longevitร dei vini. La grande variabilitร clonale ha consentito di selezionare biotipi piรน equilibrati e adatti a diversi contesti pedoclimatici, pur mantenendo lโidentitร genetica originaria.
Caratteristiche colturali e agronomiche
LโAglianico si adatta perfettamente ai suoli vulcanici, calcarei o argillosi, purchรฉ ben drenati e poveri in sostanza organica. Richiede potature accurate per limitare la produzione e favorire la concentrazione dei composti fenolici. Le migliori rese qualitative si ottengono con impianti a media densitร e forme di allevamento tradizionali come il cordone speronato o il guyot. ร una varietร che beneficia di escursioni termiche marcate, capaci di mantenere elevata lโaciditร e preservare gli aromi. Moderatamente sensibile allโoidio e alla botrite, resiste bene alla siccitร , ma teme gli eccessi di umiditร . La maturazione fenolica lenta e completa conferisce alle uve un equilibrio ideale tra zuccheri, acidi e polifenoli, condizione indispensabile per la produzione di vini strutturati e longevi.
Caratteristiche enologiche del vitigno
Le uve di Aglianico sono tra le piรน ricche di polifenoli nel panorama viticolo italiano, con un elevato contenuto di tannini e antociani che conferiscono ai vini profonditร cromatica e potenziale dโinvecchiamento. Lโaciditร naturale sostenuta permette di realizzare vini equilibrati anche in zone calde, mentre la vinificazione richiede tempi di macerazione prolungati per estrarre pienamente il corredo fenolico. Il lungo affinamento in legno, spesso in botti grandi di rovere, consente di ammorbidire la trama tannica e di sviluppare una complessitร aromatica fatta di spezie, frutta matura e note terrose. Nei processi piรน moderni si adottano anche vinificazioni parzialmente in acciaio o anfore, volte a preservare la componente fruttata e floreale. LโAglianico puรฒ cosรฌ esprimersi in vini potenti e austeri oppure in versioni piรน eleganti e contemporanee, a seconda delle scelte enologiche e del terroir di provenienza.
Caratteristiche organolettiche dei vini
I vini da Aglianico presentano un colore rosso rubino intenso con riflessi granato e una straordinaria concentrazione visiva. Al naso si distinguono profumi di amarena, prugna, mora, accompagnati da sentori di tabacco, cuoio, cacao e spezie dolci, che si evolvono con il tempo in note balsamiche e minerali. In bocca sono vini strutturati, con tannini fitti ma eleganti e una viva aciditร che ne sostiene lโequilibrio. La persistenza รจ lunga, con ritorni di frutta scura, grafite e liquirizia. Le versioni giovani mostrano potenza e verticalitร , mentre le riserve, dopo lunghi affinamenti, esprimono armonia, complessitร e profonditร paragonabili ai grandi rossi piemontesi. La longevitร puรฒ superare facilmente i ventโanni, rendendo lโAglianico uno dei vini italiani piรน capaci di raccontare il tempo e il territorio da cui nasce.
