L'atlante delle denominazioni di origine di Quattrocalici

Daunia IGT

Daunia IGT Cartina

La Denominazione Daunia IGT

La Daunia IGT o Daunia IGP è una denominazione pugliese riferita alla parte settentrionale della regione, con zona di produzione che comprende l’intero territorio amministrativo della provincia di Foggia e, per la provincia di Barletta-Andria-Trani, i comuni di Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli. Il territorio coincide in larga parte con la Capitanata storica e con l’antica area della Daunia, distesa tra il Gargano, il Tavoliere delle Puglie, i rilievi dei Monti Dauni, la valle dell’Ofanto e la fascia costiera adriatica. Si tratta di un paesaggio viticolo molto articolato, nel quale convivono pianure calde e luminose, colline interne più ventilate, aree subappenniniche con maggiori escursioni termiche e zone prossime al mare, dove l’influsso dell’Adriatico mitiga in parte le temperature estive. Il disciplinare sottolinea il ruolo dei terreni calcareo-argillosi e delle condizioni pedoclimatiche favorevoli, che contribuiscono a vini generalmente equilibrati dal punto di vista analitico e riconoscibili per profili organolettici legati sia al vitigno sia all’ambiente di coltivazione.

La denominazione si inserisce in un’area dalla storia vitivinicola antichissima, con radici che il disciplinare collega alla Magna Grecia, al Medioevo e alla lunga continuità della coltivazione della vite nella Puglia settentrionale; particolare rilievo assume il rapporto con l’Uva di Troia, vitigno storico del territorio, la cui origine è circondata da varie ipotesi e leggende, tra cui quella del mito di Diomede, che avrebbe portato tralci di vite sulle coste pugliesi dopo la guerra di Troia. Il disciplinare richiama anche la fama del “vino di Troia” in età federiciana e l’incremento delle coltivazioni nel territorio di Troia dopo l’acquisto della città da parte dei marchesi D’Avalos nel 1533, elementi che testimoniano il radicamento storico della produzione vinicola locale.

La Daunia IGT è una denominazione volutamente ampia e flessibile, pensata per comprendere vini bianchi, anche nelle tipologie frizzante, spumante, uve stramature e passito, vini rossi, anche nelle tipologie frizzante, uve stramature, passito e novello, e vini rosati, anche nelle tipologie frizzante, spumante e novello. I vini Daunia bianco, Daunia rosso e Daunia rosato devono essere ottenuti da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la provincia di Foggia, con bacca di colore corrispondente; le versioni con indicazione di vitigno richiedono almeno l’85% della varietà dichiarata, con possibilità di concorso fino al 15% di altri vitigni idonei di colore analogo. Tra le varietà espressamente previste dal disciplinare figurano Aglianico, Aleatico, Barbera, Bianco d’Alessano, Biancolella, Bombino bianco, Bombino nero, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Coda di Volpe, Falanghina, Fiano, Greco, Greco bianco, Incrocio Manzoni 6.0.13, Lambrusco Maestri, Lambrusco, Malbech, Malvasia bianca, Malvasia nera di Brindisi, Malvasia nera di Lecce, Merlot, Montonico, Moscatello selvatico, Moscato bianco, Negroamaro, Pampanuto, Petit Verdot, Piedirosso, Pinot bianco, Pinot grigio, Pinot nero, Primitivo, Refosco dal peduncolo rosso, Riesling italico, Riesling renano, Sangiovese, Sauvignon, Sémillon, Sylvaner verde, Syrah, Trebbiano, Trebbiano giallo, Uva di Troia, Verdeca, Verdicchio e Vermentino.

I bianchi della denominazione possono presentare colore giallo paglierino più o meno intenso, profumi delicati e gusto fresco, da secco ad abboccato; i rossi esprimono generalmente maggiore struttura, colore e maturità fruttata, soprattutto quando derivano da Uva di Troia, Aglianico, Montepulciano, Sangiovese, Primitivo, Merlot, Cabernet Sauvignon o Syrah; i rosati valorizzano invece freschezza, immediatezza e componente fruttata, in una zona dove la tradizione dei rosati pugliesi trova condizioni climatiche e ampelografiche favorevoli. Le tipologie frizzante e spumante permettono di utilizzare basi bianche e rosate con maggiore vivacità gustativa, mentre le versioni passito e da uve stramature derivano da uve sottoposte ad appassimento, anche sulla pianta, con resa massima in vino ridotta rispetto alle tipologie ordinarie. In sintesi, la Daunia IGT interpreta una delle aree più vaste e storicamente stratificate della viticoltura pugliese, dove il rapporto tra Tavoliere, Monti Dauni, Gargano, Ofanto, clima mediterraneo, suoli calcareo-argillosi, Uva di Troia e pluralità di vitigni locali e internazionali consente una produzione molto ampia, dai vini bianchi freschi ai rossi strutturati, dai rosati ai vini frizzanti, spumanti, novelli, passiti e da uve stramature.

La Daunia IGT nei dettagli

Daunia IGT

Creata nel1995
Prima approvazioneApprovata con D.M. 12.09.1995, G.U. 237 del 10.10.1995
Ultimi aggiornamentiIl disciplinare consolidato della Daunia IGT riporta come ultima modifica il D.M. 11.06.201
RegionePuglia
ProvinceFoggia, Barletta-Andria-Trani
Tipo di denominazioneIGT
Zona di produzioneL’intera provincia di Foggia e alcuni comuni in provincia Barletta-Andria-Trani
MerceologiaVino

Il Disciplinare della Daunia IGT

Il link rimanda alla pagina del disciplinare della denominazione Daunia IGT, con il pdf della versione aggiornata del disciplinare.

Le Tipologie Vini della Daunia IGT

I disciplinari delle denominazioni di origine dei vini prevedono una o più “Tipologie di vino” coperte nell’ambito della stessa denominazione. La tabella riporta tutte le tipologie previste dalla denominazione Daunia IGT, ottenute vinificando le uve dei vitigni autorizzati nell’ambito della stessa denominazione. I link rimandano alle pagine dedicate alle singole tipologie di vino, nelle quali si possono trovare tutti i dettagli relativi ai procedimenti di vinificazione e alle caratteristiche organolettiche dei vini.
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