L’Aglianico del Taburno rappresenta una delle più importanti espressioni del vitigno Aglianico in Campania e costituisce il principale simbolo enologico del territorio del Sannio beneventano. Le origini della viticoltura nell’area risalgono all’epoca romana, quando le fertili colline che circondano il massiccio del Taburno erano già coltivate a vite e producevano vini apprezzati nei mercati dell’Italia meridionale.
L’origine del vitigno Aglianico è oggetto di dibattito tra gli studiosi. Secondo la teoria più diffusa, esso sarebbe stato introdotto nell’Italia meridionale dai coloni greci tra il VII e il VI secolo a.C., mentre altri autori ritengono che si tratti di una varietà autoctona sviluppatasi successivamente nel Mezzogiorno. In ogni caso, la presenza dell’Aglianico nel territorio campano è documentata da molti secoli e ha contribuito in modo determinante alla reputazione vitivinicola della regione.
Nel territorio del Taburno la coltivazione dell’Aglianico ha assunto un ruolo centrale soprattutto a partire dall’Ottocento, quando la viticoltura locale iniziò a specializzarsi nella produzione di vini rossi di qualità. Nel corso del Novecento il crescente interesse per il potenziale del vitigno portò a una progressiva valorizzazione della zona.
La denominazione Aglianico del Taburno ottenne il riconoscimento DOC nel 1986. Successivamente, grazie alla costante crescita qualitativa dei vini prodotti e al consolidamento della loro reputazione, la tipologia rosso fu elevata nel 2011 alla Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), divenendo una delle quattro DOCG della Campania.
L’area della denominazione si sviluppa attorno al massiccio del Monte Taburno, nell’entroterra della provincia di Benevento, all’interno della più ampia regione storica del Sannio.
La zona di produzione comprende numerosi comuni situati sulle pendici e nelle aree collinari circostanti il Taburno, tra cui Bonea, Campoli del Monte Taburno, Castelvenere, Cautano, Foglianise, Montesarchio, Paupisi, Ponte, Sant’Agata de’ Goti, Torrecuso e altri centri limitrofi.
I vigneti sono collocati prevalentemente tra i 200 e i 600 metri di altitudine, in un contesto caratterizzato da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Queste condizioni favoriscono una maturazione lenta e completa delle uve, contribuendo allo sviluppo della complessità aromatica e alla conservazione dell’acidità naturale.
Dal punto di vista geologico, i terreni presentano una notevole varietà. Sono frequenti suoli argilloso-calcarei, marne, depositi vulcanici e formazioni ricche di scheletro. Tale diversità consente di ottenere interpretazioni differenti dell’Aglianico, accomunate tuttavia da struttura, longevità e intensità aromatica.
Il clima è di tipo mediterraneo-continentale, con estati calde e asciutte, inverni relativamente freddi e precipitazioni concentrate nei mesi autunnali e invernali.
Il disciplinare della DOCG prevede l’utilizzo esclusivo del vitigno Aglianico.
I vigneti destinati alla produzione devono essere situati nelle aree riconosciute dal disciplinare e coltivati secondo tecniche tradizionali atte a garantire l’equilibrio vegeto-produttivo delle piante.
Le forme di allevamento maggiormente utilizzate sono il Guyot e il cordone speronato, sistemi che consentono un adeguato controllo della produzione e favoriscono la maturazione uniforme dei grappoli.
Le rese massime per ettaro sono rigorosamente limitate al fine di preservare la qualità delle uve. Le pratiche agronomiche devono inoltre garantire una corretta esposizione dei grappoli e un’adeguata aerazione della vegetazione.
La vendemmia avviene generalmente tra la seconda metà di ottobre e l’inizio di novembre, rendendo l’Aglianico uno dei vitigni a maturazione più tardiva dell’intero panorama viticolo italiano.
La vinificazione dell’Aglianico del Taburno è finalizzata a valorizzare il patrimonio polifenolico e aromatico del vitigno.
Dopo la raccolta, le uve vengono diraspate e sottoposte a fermentazione con macerazione sulle bucce. La durata della macerazione può essere piuttosto lunga per favorire l’estrazione di colore, tannini e sostanze aromatiche.
Terminata la fermentazione alcolica, il vino svolge normalmente la fermentazione malolattica, fondamentale per ammorbidire la naturale acidità dell’Aglianico.
L’affinamento rappresenta una fase essenziale nella produzione della DOCG. Il disciplinare prevede infatti specifici periodi minimi di maturazione prima dell’immissione al consumo. Molti produttori utilizzano botti grandi di rovere, tonneaux o barrique, con tempi di permanenza variabili in funzione dello stile aziendale.
Per la tipologia Riserva il periodo di affinamento è ulteriormente prolungato, consentendo al vino di sviluppare maggiore complessità e armonia.
Costituisce la tipologia principale della denominazione. È ottenuto esclusivamente da uve Aglianico e deve rispettare i requisiti minimi di maturazione previsti dal disciplinare.
È sottoposto a un periodo di invecchiamento più lungo rispetto alla versione base e rappresenta l’espressione più complessa e longeva della denominazione.
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso, spesso molto concentrato, che tende a evolvere verso tonalità granato con il trascorrere degli anni.
Il profilo olfattivo è ampio e complesso, con note di amarena, prugna matura, mora, viola, spezie nere, pepe, liquirizia, cacao, tabacco e leggere sfumature balsamiche.
Al palato è secco, caldo, strutturato e dotato di una notevole trama tannica. L’acidità, sempre ben presente, contribuisce a sostenere il sorso e a garantire una lunga capacità di evoluzione. Il finale è persistente e caratterizzato da richiami speziati e minerali.
La versione Riserva presenta una maggiore complessità aromatica e una struttura ancora più importante.
Con l’affinamento emergono sentori di cuoio, tabacco, cacao amaro, sottobosco, erbe officinali, goudron e spezie orientali.
In bocca il vino mantiene energia e freschezza, ma sviluppa una tessitura tannica più fine e integrata. La persistenza aromatica è molto lunga e le migliori interpretazioni possono evolvere positivamente per oltre quindici o vent’anni, esprimendo tutta la nobiltà del vitigno Aglianico e del territorio del Taburno.
Aglianico del Taburno o Taburno DOCG
| Creata nel | 2011 |
| Prima approvazione | Approvata DOC con D.P.R. 29.10.1986 |
| Approvata come DOCG | Approvata DOCG con D.M. 30.09.2011, G.U. 236 del 10.10.2011 |
| Ultimi aggiornamenti | Ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014 |
| Regione | Campania |
| Province | Benevento |
| Tipo di denominazione | DOCG |
| Zona di produzione | Vari comuni in provincia di Benevento |
| Merceologia | Vino |
| Vitigno | Colore bacca | |
|---|---|---|
| Aglianico | ![]() | Bacca nera |
Ricerca un Produttore o un’Enoteca nella nostra Guida.
Crea subito il tuo account
100% libero – no spam
cancella quando vuoi
Iscriviti subito:
è facilissimo!
Avrai:
e in più sarai parte della nostra community di wine lovers!
Entra a far parte della nostra Community !
Crea subito il tuo account
100% libero – no spam
cancella quando vuoi