La Murgia IGT o Murgia IGP è una denominazione pugliese riferita all’area centro-settentrionale della regione, con zona di produzione comprendente l’intero territorio amministrativo della provincia di Bari e, nella provincia di Barletta-Andria-Trani, i comuni di Barletta, Andria, Trani, Bisceglie, Canosa di Puglia e Minervino Murge. Il territorio coincide con una parte rilevante dell’altopiano murgiano, in particolare con le Murge nord-occidentali, un paesaggio calcareo, carsico e collinare che digrada progressivamente verso l’Adriatico e che alterna rilievi tabulari, lame, valloni, pianori, versanti pietrosi e suoli sottili impostati su rocce calcaree. Il disciplinare richiama la natura geologica dell’area, formata da calcari compatti riconducibili all’unità del calcare di Bari e di Altamura, con quote che nelle parti più interne possono superare i 600 metri e con un’altitudine media spesso superiore ai 350 metri s.l.m.; questa struttura determina un ambiente di viticoltura mediterranea collinare, asciutto, luminoso e ventilato, nel quale il suolo calcareo, la limitata disponibilità idrica superficiale e le escursioni termiche tra giorno e notte contribuiscono alla maturazione equilibrata delle uve. La natura carsica del territorio, con assenza di corsi d’acqua perenni e presenza di una falda profonda, costringe la vite a radicarsi in profondità e favorisce naturalmente rese contenute, concentrazione aromatica e buona riconoscibilità dei vini; a ciò si aggiunge l’influenza dell’Adriatico, più evidente nelle aree orientali e costiere, che attenua gli eccessi termici estivi, mentre le zone interne dell’alta Murgia conservano un carattere più continentale e ventilato.
La storia vitivinicola della Murgia è antica e si lega alla lunga continuità agricola della Puglia centrale, dove la coltivazione della vite ha accompagnato la cerealicoltura, l’olivicoltura e la pastorizia, assumendo forme diverse tra vigneti specializzati, colture promiscue e piccoli appezzamenti familiari; nel corso dei secoli l’intervento umano ha selezionato sistemi di coltivazione adatti a un ambiente severo ma vocato, perfezionando progressivamente le tecniche di vinificazione e valorizzando sia i vitigni autoctoni sia varietà di più ampia diffusione. La Murgia IGT è riservata a vini bianchi, anche nelle tipologie frizzante, spumante, uve stramature e passito, a vini rossi, anche nelle tipologie frizzante, uve stramature, passito e novello, e a vini rosati, anche nelle tipologie frizzante, spumante e novello; i vini base devono provenire da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la provincia di Bari, a bacca di colore corrispondente, mentre le versioni con indicazione di vitigno richiedono almeno l’85% della varietà dichiarata e consentono il concorso di altri vitigni idonei fino al 15%.
Tra le varietà espressamente previste dal disciplinare figurano Aglianico, Aleatico, Barbera, Bianco d’Alessano, Bombino bianco, Bombino nero, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Falanghina, Fiano, Greco, Greco bianco, Incrocio Manzoni 6.0.13, Lacrima, Lambrusco Maestri, Malbech, Malvasia bianca, Malvasia nera di Brindisi, Malvasia nera di Lecce, Merlot, Montonico, Moscatello selvatico, Moscato bianco, Negroamaro, Negroamaro precoce cannellino, Notardomenico, Pampanuto, Petit Verdot, Piedirosso, Pinot bianco, Pinot grigio, Pinot nero, Primitivo, Refosco dal peduncolo rosso, Riesling italico, Riesling renano, Sangiovese, Sauvignon, Sémillon, Susumaniello, Sylvaner verde, Syrah, Uva di Troia, Verdeca, Verdicchio e Vermentino.
I vini bianchi della denominazione presentano generalmente colore giallo paglierino più o meno intenso, profumi delicati, talvolta fruttati o varietali, e gusto fresco, da secco ad abboccato; le versioni spumante e frizzante valorizzano la freschezza e la fragranza delle basi bianche, mentre il passito e il vino da uve stramature mostrano maggiore concentrazione, colore dal paglierino al dorato, profumi persistenti e gusto dal secco al dolce. I vini rossi possono esprimere colore intenso, talvolta con sfumature violacee, profumi fruttati e complessi, gusto armonico e struttura variabile secondo il vitigno impiegato, con particolare rilievo per varietà come Primitivo, Aglianico, Uva di Troia, Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah; i rosati si collocano invece su un registro di maggiore freschezza, colore cerasuolo o rosato più o meno intenso, profumi fruttati e sapore secco, caratteristico e immediato. La Murgia IGT rappresenta quindi una denominazione ampia e duttile, capace di interpretare il rapporto tra altopiano calcareo, carsismo, clima mediterraneo, influsso adriatico, viticoltura pugliese e pluralità ampelografica, offrendo una gamma che va dai bianchi freschi ai rossi strutturati, dai rosati ai vini frizzanti, spumanti, novelli, passiti e da vendemmia tardiva.
Murgia IGT
| Creata nel | 1995 |
| Prima approvazione | Approvata con D.M. 12.09.1995, G.U. 237 del 10.10.1995 |
| Ultimi aggiornamenti | Il disciplinare consolidato riporta come ultima modifica il D.M. 07.03.2014 |
| Regione | Puglia |
| Province | Bari, Barletta-Andria-Trani |
| Tipo di denominazione | IGT |
| Zona di produzione | L’intera provincia di Bari e alcuni comuni della provincia di Barletta-Andria-Trani |
| Merceologia | Vino |
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