I Profumi del vino
Una delle caratteristiche piรน importanti di un vino รจ il suo profumo. Il cosiddetto “bouquet” ci permette di valutare il vino nei suoi aspetti sia qualitativi che produttivi ed รจ alla base, assieme al gusto, della compatibilitร all’abbinamento con determinati piatti. I sentori olfattivi di un vino anticipano il suo gusto, lasciandoci immaginare le sue sensazioni al palato e sono ciรฒ che al primo impatto di permette di definire un vino gradevole o meno, prima e durante la sua degustazione. Il sommelier che riconosce un vino dai suoi profumi e sfumature รจ un’immagine entrata a far parte dell’immaginario legato alla degustazione dei vini: tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo provato a indovinare il profumo e il gusto di un vino, ma non sempre abbiamo la consapevolezza delle nostre percezioni. In questo articolo e nei successivi andremo a conoscere l’origine dei profumi del vino e la loro classificazione.
L’origine dei profumi nel vino
Il profumo dei vini dipende da diverse categorie di sostanze volatili disciolte nel vino stesso. A contatto con l’aria, tali sostanze evaporano e possono venir percepite come profumi. La roteazione del bicchiere prima dell’esame olfattivo aumentaย la superficie di contatto tra il vino e l’aria, favorendo la diffusione degli aromi (รจ questo il secondo motivo per il quale si effettua questa caratteristica manovra, diventata simbolo per antonomasia della degustazione del vino). Queste sostanze, responsabili dei profumi dei vini, hanno origini diverse, ed in base alla loro origine i profumi vengono classificati come primari, secondari e terziari.
La classificazione dei profumi del vino
Profumi primari del vino
I profumi primari nel vino sono quelli caratteristici del vitigno di origine. Sono presenti soltanto in alcuni vitigni, per questo detti “aromatici” ed in questo caso sono percettibili anche assaggiandone una bacca matura. I profumi primari sono riconducibili a sostanze che chimicamente appartengono al gruppo dei terpeni, di cui nelle uve se ne contano circa un centinaio, tra cui il geraniolo, il linalolo e il nerolo. I terpeni, che si trovano soprattutto nella buccia dellโacino, sono responsabili quindi delle forti note di salvia, muschio, rosa, pera, pesca e altri frutti che caratterizzano le uve aromatiche.
Profumi secondari del vino
I profumiย secondari, presenti in tutti i vini, sono prodotti ad opera di enzimi giร a partire dalla fase di pigiatura dell’uva (profumi prefermentativi) e, in seguito, duranteย ย la fermentazione alcolica e malolattica, indipendentemente dallโorigine della materia fermentata, ed appartengono alle classi chimiche degli esteri, caratterizzati da note fruttate del tipo banana, mela, melone, ananas, ecc. e degli alcoli superiori, associati generalmente alla cosiddetta โvinositร โ riscontrabile in alcuni vini. Questiย in pratica sono responsabili del fondo aromatico di qualsiasi bevanda di origine fermentativa.
Profumi terziari del vino
I profumiย terziari vengono acquisiti da un vino durante il suo affinamento. Durante lโinvecchiamento del vino, ย le sostanze di origine varietale o fermentativa danno vita a tutta una serie di reazioni di ossidazione, esterificazione, acetilazione che hanno come prodotto sostanze con profilo olfattivo diverso. Inoltre in alcuni casi lo stesso contenitore (barrique) cede al vino sostanze odorose contenute nelle sue fibre, sia di provenienza resinosa che indotta dalla tostatura alla quale le doghe vengonoย sottoposte. Molte sono le variabili che determinano quali aromi vengano percepiti in un vino a partire da una determinata fase del suo affinamento, ma questo รจ un processo di in continua evoluzione che avviene in ogni caso. Nel caso di un vino dotato di un corredo aromatico e di estratti importante, esiste la possibilitร che i fenomeni di cui sopra contribuiscano ad aumentarne la finezza e lโeleganza (in questo caso parleremo di โevoluzioneโ). In caso contrario, lโaffinamento si riduce ad un vero e proprio invecchiamento degenerativo, ed il risultato sarร altrettanto efficace anche se meno piacevole.
La classificazione dei vitigni in base ai profumi del vino
Nel mondo del vino, il profilo aromatico dei vitigni rappresenta una delle chiavi interpretative piรน utili per comprendere la personalitร dei vini. Alcune varietร possiedono un patrimonio aromatico immediatamente riconoscibile giร nellโacino e nel mosto; altre, invece, rivelano il loro carattere solo dopo la fermentazione o durante lโevoluzione del vino. Per comoditร descrittiva, la tradizione enologica distingue i vitigni in aromatici, semiaromatici e neutri, una classificazione che non riguarda la qualitร ma la natura e lโintensitร dei composti aromatici presenti nelle uve.
Vitigni aromatici
I vitigni aromatici sono caratterizzati da un patrimonio odoroso intenso e chiaramente percepibile giร negli acini maturi e nel mosto. Lโaroma varietale รจ cosรฌ marcato che il vino conserva quasi integralmente il profilo aromatico originario dellโuva anche dopo la fermentazione alcolica. Questo fenomeno รจ dovuto alla presenza di elevate concentrazioni di composti terpenici e altre molecole aromatiche libere o facilmente liberabili durante la vinificazione.
Il risultato sono vini immediatamente riconoscibili al naso, nei quali emergono profumi netti e persistenti di fiori, agrumi, frutta esotica, erbe aromatiche o spezie. I vitigni aromatici sono particolarmente adatti alla produzione di vini bianchi giovani e profumati, spesso vinificati in acciaio per preservarne la fragranza varietale.
Tra i vitigni aromatici piรน noti si trovano Moscato bianco, Gewรผrztraminer, Malvasie aromatiche, Brachetto, Riesling, Zibibbo e Sauvignon blanc. In questi casi il legame tra uva e vino รจ molto diretto: il profilo aromatico dellโacino si trasferisce quasi senza mediazioni nel calice.
Vitigni semiaromatici
I vitigni semiaromatici occupano una posizione intermedia tra le varietร aromatiche e quelle neutre. Possiedono un patrimonio odoroso percepibile ma meno dominante rispetto ai vitigni aromatici. I loro profumi varietali sono presenti nellโuva, ma emergono nel vino in modo piรน equilibrato e spesso si integrano con gli aromi sviluppati durante la fermentazione.
Dal punto di vista chimico, questi vitigni contengono composti aromatici varietali in quantitร piรน moderata, spesso sotto forma di precursori aromatici che si liberano durante i processi enzimatici della fermentazione. Il vino che ne deriva presenta quindi un profilo olfattivo piรน complesso, in cui i caratteri varietali si fondono con le note fermentative e, talvolta, con quelle derivanti dallโaffinamento.
Esempi tipici di vitigni semiaromatici sono Sauvignon, il Prosecco, lo Chardonnay, il Kerner, il Sylvaner, e a bacca rossa come il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Cabernet Franc.ย I vini ottenuti da queste varietร offrono spesso un equilibrio tra eleganza, complessitร e capacitร evolutiva.
Vitigni neutri
I vitigni neutri sono tutte le altre varietร , che presentano un patrimonio aromatico varietale piรน limitato. Gli acini maturi e il mosto non esprimono profumi particolarmente intensi o caratterizzanti. Di conseguenza, nei vini ottenuti da questi vitigni il profilo aromatico dipende in larga misura dai processi di vinificazione, dalle fermentazioni e dallโeventuale affinamento, tutti fenomeni che permettono l’evolversi di composti cosiddetti precursori, presenti nei singoli vitigni e caratteristici di ciascuno di essi, nelle molecole odorose del vino.
Questa apparente neutralitร rappresenta in realtร una grande risorsa enologica. I vitigni neutri sono estremamente sensibili allโinfluenza del terroir, delle tecniche di cantina e dei processi di maturazione. Il risultato sono vini che possono esprimere con grande precisione le caratteristiche del suolo, del clima e dello stile produttivo.
Tra i vitigni neutri piรน diffusi si possono citare Trebbiano, Ugni blanc, Airรฉn, Garganega, Sangiovese e Barbera. In questi casi il vino non รจ definito tanto da un aroma varietale dominante, quanto dalla combinazione di fattori agronomici ed enologici che ne modellano il profilo finale.





