Complessità olfattiva del vino



Quando esaminiamo un vino dal punto di vista olfattivo, la prima sensazione che ci si presenta è legata all’intensità dei suoi profumi. Se l’intensità è la misura della quantità di sostanze odorose, la complessità misura invece il numero di diversi riconoscimenti che si presentano all’olfatto, a sua volta determinato dalla complessità del bagaglio di sostanze aromatiche presenti nel vino.
La capacità di valutare la complessità del vino è come già detto legata all’esperienza del degustatore e alla sua memoria sensoriale. In generale, per riconoscere qualcosa bisogna prima averlo conosciuto. Non saremo in grado di dire che un vino profuma di iris se a nostra volta non conosciamo il profumo dell’iris. Inoltre è anche richiesta la capacità di “navigare” nella memoria sensoriale creando gli opportuni collegamenti (“link”) del vino in esame con le nostre passate esperienze sensoriali, aiutati anche da fantasia ed intuito. Questa capacità viene con l’allenamento.
Non tutti i vini sono intensi e non tutti i vini sono complessi per loro intrinseca natura. Inutile cercare e soprattutto trovare (!) ciò che non c’è. La degustazione non è una gara che viene vinta da chi è in grado di spararla più grossa, ed è fondamentale mantenere coerenza ed obiettività di riscontro con il vino in esame.

Classicamente, la scala descrittiva per la complessità del vino è:

L'autore

Laureato in Chimica, Sommelier con interessi in campo biochimico ed enologico, appassionato di Enografia e storia del Vino e della Vite, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti che legano la produzione vitivinicola al territorio e alla vicende umane. Ha fondato Quattrocalici.it nel 2011 ed è l'autore della struttura e del progetto del portale, nonchè della struttura e dell'impostazione della maggior parte dei suoi contenuti. Fin da allora si occupa attivamente di marketing e comunicazione del vino e di divulgazione nel campo dell'enogastronomia.

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