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Il corso sulle birre di Quattrocalici

Kellerbier

Lo stile Kellerbier

Le Kellerbier sono birre leggere e maltate, con attenuazione completa, un marcato carattere luppolato, dall’aspetto leggermente velato, una piccola nota burrosa di diacetile. La versione ambrata ha un colore intermedio tra la Helles e la Märzen, con interpretazioni diverse, anche di tonalità più scure, ma con un contenuto alcolico che raramente supera il 4,8% in volume, rimanendo quindi sempre una birra molto bevibile. Le versioni ambrate possono aver colore dall’oro antico fino all’ambra scuro o più decisamente brune. Nei casi più comuni, si tratta di versioni giovani, non filtrate e non pastorizzate della Helles, o di una Pils fatta con lo scopo di essere bevuta giovane.

La degustazione delle Kellerbier

kellerbier caratteristiche

Le Kellerbier alla vista

La trasparenza delle Kellerbier va da una leggera fino ad una decisa velatura, senza mai arrivare al torbido. La schiuma è cremosa, da bianca per le versioni Pale a biancastra per le Amber. Il colore delle Pale è da giallo a oro chiaro, per le Amber da dorato a rosso ambrato. Se spillate dalla botte, presentano bassa carbonatazione e poca schiuma.

Le Kellerbier all’olfatto

All’olfatto le Kellerbier sono da leggermente fino a decisamente speziate, floreali o erbacee. Il diacetile è appena percettibile e si sente una nota fruttata di mela e altri lievi profumi di origine fermentativa. Il malto conferisce una leggera nota dolce di cereale, sempre molto pulita. Le versioni ambrate non devono dare sensazioni marcate di tostatura o di caramello.

Le Kellerbier al palato

Al palato le Kellerbier presentano una maltatura moderata e un profilo morbido. La luppolatura è da leggera a moderatamente elevata, con retrogusto speziato, floreale ed erbaceo. La finitura è croccante e secca, ma nel finale prevale la morbidezza del malto. Le note di diacetile, o retrogusti fruttati di origine fermentativa rimangono solitamente ad un livello molto lieve.

La storia della Kellerbier

La Kellerbier, come dice il nome, deriva dalle semplici birre servite nelle locande, che maturavano in cantina, ma per un periodo non sufficientemente lungo per far sedimentare le sostanze in sospensione, risultando così leggermente velate nell’aspetto. In Franconia, durante i festival estivi, si usava bere le birre conservate in cantina dall’inverno direttamente dalle botti, da cui deriva la tradizione. Queste birre erano in origine più forti e con un grado alcolico più elevato rispetto alle Kellerbier odierne, con l’idea che dovessero essere conservabili fino all’estate (da cui il sinonimo Sommerbier), in botti lasciate in cantina e servita direttamente da queste. Spesso ai nostri giorni, il termine Kellerbier è più un riferimento ad un stile di spillatura dalla botte che allo stile birrario propriamente detto e viene usato anche a Monaco per le Helles o nella stessa Franconia per le Märzen. Spesso oggigiorno il termine viene usato anche semplicemente a scopo di marketing, per indicare dei prodotti da considerarsi speciali.

Le materie prime impiegate nelle Kellerbier

Per la produzione delle Kellerbier chiare si impiega luppolo tedesco, lievito lager tedesco, come nelle Helles. I cereali per le birre prodotte in Germania sono solitamente malti Franconia, prodotti localmente, chiari o scuri. L’elevata qualità del cereale di partenza si riflette nelle caratteristiche organolettiche della birra. Il luppolo di Spalt (città vicino a Norimberga) o altri luppoli speziati locali impartiscono alle birre il loro caratteristico aroma. I birrifici artigianali della Franconia usano raramente la decoszione, per limitare il consumo di energia.

Le più famose Kellerbier in commercio

Kellerbier chiare:  Ayinger Kellerbier, Hacker-Pschorr Munchner Kellerbier Anno 1417, Hofbrau Munchner Sommer Naturtrub, Wolnzacher Hell Naturtrüb

Kellerbier ambrate: Hebendanz Buttenheimer Kaiserdom Kellerbier, Kulmbacher Monchshof Kellerbier, Leikeim Kellerbier, Löwenbräu Kellerbier, Mahr’s Kellerbier, St. Georgen Kellerbier, Tucher Kellerbier Naturtrub

Marcello Leder
Marcello Leder

Laureato in Chimica, Sommelier AIS. Si interessa di biochimica ed enologia, di enografia e storia del vino e della vite, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti che legano la produzione vitivinicola al territorio e alla vicende umane. Ha fondato Quattrocalici nel 2011 ed è l'autore della struttura e del progetto del portale e di tutti i suoi contenuti. Fin da allora si occupa attivamente di marketing e comunicazione del vino e di divulgazione nel campo dell'enogastronomia.

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