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Abruzzo

vino e vini in abruzzo
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Il vino in Abruzzo in cifre

Il territorio vitivinicolo dell’Abruzzo

L’Abruzzo è una regione molto varia ed interessante, sia dal punto di vista dei vini che vi si producono, sia da quello della gastronomia regionale. L’Abruzzo è una regione prevalentemente montuosa o collinare, limitata a nord dal fiume Tronto, che segna il confine con le Marche, a est dall’Appennino Centrale che la divide dal Lazio, a sud dal fiume Trigno, oltre il quale c’è il Molise, e ad ovest dal Mare Adriatico. Ad ovest abbiamo la fascia montuosa formata dai Monti della Laga, dal Gran Sasso e dal Massiccio della Maiella, che degrada dolcemente verso una fascia collinare subapenninica, fino a raggiungere l’Adriatico.Il clima della regione è mite, soprattutto sul versante adriatico. Diventa più continentale andando verso l’interno e con l’aumentare dell’altitudine. Il livello medio delle precipitazioni è buono, più scarse sulla costa e maggiori all’interno.

Vini d'Abruzzo

La viticoltura in Abruzzo

La superficie vitata in Abruzzo supera i 35.000 ettari, di cui quasi il 90% si trova in collina, mentre il 10% è rappresentato da viticoltura montana. Come tipo di allevamento, ancora molto diffusa è la Pergola, localmente chiamata “Capanna”, mentre sistemi obsoleti come le Alberate maritate hanno lasciato il posto a forme di allevamento più moderne, quali Controspalliera, Cordone speronato e Guyot. La produzione totale di vino supera in 2,5 milioni di ettolitri, di cui oltre il 30% a denominazione DOC e DOCG.

I vitigni coltivati in Abruzzo

Il panorama enologico è caratterizzato dalla presenza di vitigni autoctoni, sia a bacca nera che a bacca bianca. Il vitigno più famoso è il Montepulciano, diffuso in tutto il territorio regionale e delle regioni limitrofe, dove va a costituire la base di vini DOC quali il Rosso Piceno e il Rosso Conero nelle Marche e il Rosso Biferno nel Molise. Questo vitigno presenta una certa rusticità, è resistente ai parassiti (nonostante presenti una certa sensibilità all’oidio) e nella media collina abruzzese esalta al meglio le sue caratteristiche, soprattutto per quanto riguarda il contenuto di sostanze polifenoliche, in particolare antociani e tannini responsabili del colore rosso. Il Montonico è un vitigno autoctono, coltivato tra i comuni di Bisenti e Cermignano, alle pendici del Gran Sasso, dove l’escursione termica giorno-notte è ragguardevole soprattutto in estate. Da esso si produce un vino con caratteristiche uniche, sia nella versione ferma che in quella spumantizzata con il metodo classico. La Passerina èprincipalmente coltivata nel teramano nei comuni di Controguerra e limitrofi, fino ad oltre Giulianova (oggi in tutta la regione). Il Trebbiano d’Abruzzo è noto per la sua grande acidità e viene di solito usato come taglio per conferire freschezza agli uvaggi. La Cococciola è un vitigno a bacca bianca, con acino grosso della provincia di Chieti, coltivato in particolare nei comuni di Vacri e Villamagna. Il Pecorino è tipico della dorsale Piceno-Aprutina, sebbene la sua origine sembri essere quella dei comuni montani quali Visso, Arquata del Tronto e limitrofi. Il Sangiovese è immancabile anche in Abruzzo, come in tutte le regini del centro Italia. Tra i vitigni internazionali a bacca bianca, ChardonnayPinot bianco e Pinot grigio MerlotCabernet franc e Cabernet sauvignon a bacca nera.

Le denominazioni di origine e i vini Abruzzesi

Il vino più famoso è il Montepulciano d’Abruzzo delle Colline Teramane DOCG che rispetto al corrispondente vino Montepulciano d’Abruzzo DOC deve fare un anno di maturazione in legno prima dell’immissione sul mercato. Dal Montepulciano si ottiene inoltre il rosato Cerasuolo d’Abruzzo DOC,  fruttato, fresco, morbido, di buon corpo e di facile beva, che accompagna tutti i piatti.

Altre DOC della regione sono il Trebbiano d’Abruzzo DOC, il Controguerra DOC (con le sue diverse tipologie di prodotto che vanno dal passito allo spumante, con vitigni autoctoni o internazionali, puntando tutto sulla territorialità del prodotto visto che i comuni interessati sono solo cinque). Da due anni è stata introdotta una ulteriore denominazione, la Abruzzo DOC, che include tutti i vitigni autoctoni del territorio abruzzese, anche nella tipologia spumanti e passiti.

Il vino Trebbiano d’Abruzzo DOC viene ottenuto dall’uvaggio di uve Trebbiano abruzzese con altre varietà quali la Cococciola, la Passerina, il Pecorino, la Malvasia ed altri. Con il Montonico si produce anche uno spumante metodo classico, unico ed inimitabile, dai caratteri organolettici netti, e lafreschezza che gli consente tempi di maturazione medio-lunghi. Con le uve Passerina si ottengono vini sia fermi che spumantizzati, che risultano freschi, fruttati, con leggero sentore floreale di fiori bianchi in gioventù, di buon corpo e ben strutturati. La Cococciola dà un vino dai caratteri inizialmente erbacei, ma che evolvono con la maturazione, ricco di acidità e quindi di grande freschezza. Oggi viene usato sia in uvaggio (anche per la spumantizzazione) ed in qualche realtà anche in purezza. Il Pecorino dà un vino bianco fortemente strutturato per la buona gradazione zuccherina che le uve garantiscono, accompagnato da una buona acidità che lo rende fresco e vivace.

Un derivato dell’uva tipico della regione è il vino cotto, non commerciabile come vino vero e  proprio, ma come prodotto della agroalimentare tradizionale. Il vino cotto comporta la cottura del mosto con riduzione di circa il 30% in volume, che porta ad un colore ambrato più o meno chiaro dovuto alla caramellizzazione degli zuccheri. Il mosto viene fatto fermentare ed il vino che ne deriva è dolce, con note di confettura, radice di liquirizia e  spezie. Si accompagna con i dolci secchi tipici del territorio. Il mosto cotto è anche utilizzato per la produzione di dolci particolari quali ad esempio le nevole.

In Abruzzo c’è quindi  una sola DOCG, Il Montepulciano d’Abruzzo delle Colline Teramane DOCG7 DOC e 8 IGT. Vi sono inoltre 6 DOP  agroalimentari, di cui 4 solamente per l’Olio Extravergine di Oliva, produzione importantissima che affianca quella dei vini. Da segnalare lo Zafferano dell’ Aquila DOP e una sola IGP agroalimentare.

La cucina Abruzzese

Pane e i prodotti da forno ricoprono un ruolo di rilievo nella gastronomia abruzzese, con un vasto assortimento di prodotti quali il pane di mais, la ricca Pizza di Pasqua, il pane con le patate e la panonta, preparata con un impasto unto nell’olio di frittura della pancetta.

Fra i primi piatti ricordiamo i celebri spaghetti alla chitarra (noti anche come tonnarelli o maccheroni alla chitarra), pasta all’uovo a sezione quadrata diffusa anche nel Molise e in Puglia. In Abruzzo gli spaghetti alla chitarra vengono tradizionalmente accompagnati da ricchi sughi a base di carni miste. Le scrippelle,originarie dell’area limitrofa a Teramo, sono frittatine sottilissime simili alle crêpes francesi. Possono essere servite cosparse di pecorino e immerse nel brodo di pollo, farcite con carne e cotte al forno, o costituire la base di gustosi timballi.

Tra i piatti di carne ricordiamo i classici arrosticini di pecora, semplici dadini di carne ovina disposti su uno spiedino e cotti sulla brace.La produzione locale di formaggi offre diverse varietà di pecorino, caciotte e mozzarelle; fra i salumi spiccano invece le diverse tipologie di salsicce di fegato di maiale.

Tra i dolci, accanto alle diverse tipologie di taralli, troviamo i bocconotti, le ferratelle, il pan ducale, il fiadone e i torroni. I confetti di Sulmona godono di fama mondiale.

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