Agostino Gallo (Cadignano, prima del 14 maggio 1499 โ Brescia, prima del 6 settembre 1570) รจ stato un agronomo italiano e uno dei principali protagonisti dell’agronomia cinquecentesca.
Agostino Gallo: il padre dellโagricoltura razionale e la sua ereditร nella viticoltura moderna
Nella complessa transizione tra Medioevo e Rinascimento, pochi uomini hanno avuto il merito di traghettare il sapere agrario verso una forma sistematica, empirica e profondamente innovativa. Tra questi, Agostino Gallo (1499โ1570), agronomo bresciano, occupa un posto dโonore. Figura colta e pratica al tempo stesso, Gallo รจ oggi riconosciuto come uno dei primi pensatori dellโagricoltura โmodernaโ, non solo per la sua attenzione alla tecnica e allโefficienza produttiva, ma anche per la sua visione organica del rapporto tra agricoltura, economia e territorio.
Originario della campagna bresciana, Gallo si muove in un contesto storico dinamico: lโItalia del Cinquecento รจ un mosaico di stati, ma anche un crocevia di innovazioni scientifiche e di fermenti intellettuali. Lโagricoltura, fino ad allora dominata da consuetudini medievali e testi classici ripetuti senza verifica sul campo, comincia a liberarsi da una visione dogmatica. ร in questo contesto che si colloca la sua opera piรน celebre, “Le Venti Giornate dellโAgricoltura e deโ Piaceri della Villa”, pubblicata tra il 1550 e il 1569.
Il titolo, che echeggia lo stile dei dialoghi rinascimentali, si riferisce alle venti โgiornateโ (capitoli) in cui lโautore espone le sue osservazioni agronomiche sotto forma di conversazioni tra gentiluomini di campagna. Questo espediente letterario non deve trarre in inganno: sotto la patina elegante del dialogo, Gallo sviluppa un pensiero lucido, metodico, basato sullโesperienza diretta e sullโosservazione dei fenomeni naturali. ร un approccio che lo rende, a tutti gli effetti, un precursore del metodo scientifico applicato allโagricoltura.
Allโinterno dellโopera, la viticoltura occupa un ruolo di primo piano. Gallo dedica ampio spazio alla coltivazione della vite, affrontandone non solo gli aspetti colturali (sistemi di potatura, impianto, esposizione dei vigneti), ma anche le problematiche della produzione, della conservazione e della qualitร del vino. ร uno dei primi a sottolineare lโimportanza del suolo e del clima nella riuscita di un vigneto โ concetti oggi centrali nel concetto di terroir โ e a sostenere la necessitร di scegliere le varietร di vite piรน adatte a ciascun ambiente.
In unโepoca in cui si mescolano ancora vitigni senza criterio e si vinifica con tecniche rudimentali, Gallo propone la separazione dei ceppi, lโosservazione delle differenze tra vitigni, lโadozione di criteri empirici per selezionare le varietร piรน resistenti, piรน produttive o piรน pregiate dal punto di vista enologico. In questo senso, รจ un antesignano di quella che oggi chiameremmo viticoltura di precisione, ben prima che la tecnologia rendesse possibile la sua attuazione in scala.
Le sue osservazioni sulla potatura, in particolare, sono di straordinaria attualitร : Gallo consiglia interventi mirati, volti a contenere la vigoria della pianta, a favorire lโarieggiamento del grappolo e a migliorare la maturazione dellโuva, precorrendo concetti che si sarebbero affermati solo nei secoli successivi. Allo stesso modo, affronta il tema delle malattie della vite e delle pratiche colturali per prevenirle, dimostrando una conoscenza profonda delle interazioni tra pianta e ambiente.
Ma Gallo non si limita alla vigna: la sua visione รจ sistemica. La villa rustica del suo modello non รจ solo luogo di produzione, ma di piacere, bellezza e equilibrio. Il paesaggio agricolo viene ripensato come organismo vivente, fatto di colture razionali, alberature ordinate, filari ben distanziati. Lโagricoltura, da atto di sopravvivenza, diventa arte del coltivare, armonia tra uomo e natura. Anche in questo, il suo pensiero รจ straordinariamente moderno e anticipa la sensibilitร paesaggistica che solo in epoca contemporanea ha ritrovato piena espressione.
Lโinfluenza di Gallo, per quanto oggi poco nota al grande pubblico, fu significativa. Le sue โventi giornateโ furono lette e ristampate in tutta Italia, ispirarono generazioni di agricoltori colti e influenzarono opere successive, come quelle di Giovan Vittorio Soderini e del piรน celebre Andrea Bacci. Anche se con il tempo lโagronomia prese direzioni piรน scientifiche, lo spirito osservativo e razionale di Gallo restรฒ un faro per la tradizione agricola italiana.
Oggi, mentre la viticoltura affronta le sfide del cambiamento climatico, della biodiversitร e della sostenibilitร , lโereditร di Agostino Gallo torna a essere sorprendentemente attuale. La sua fiducia nel valore dellโesperienza, nella conoscenza del territorio, nella selezione ragionata dei vitigni e nellโarmonia tra uomo e paesaggio continua a ispirare chi, nella vigna, cerca ancora il giusto equilibrio tra tradizione e innovazione.



















