Tappi per il vino

Qual'è il migliore tappo per il vino? Vediamo le alternative

I tappi per il vino
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I vari tipi di tappo per il vino

Dispositivo fondamentale per la chiusura delle bottiglie, il tappo (o chiusura) è prodotto con materiali diversi e ha forme diverse a seconda del suo impiego. A seconda dell’impiego, i tappi da vino si distinguono in tappi da vino fermo e tappi da spumante. I primi devono assicurare la tenuta ermetica della bottiglia, con una durabilità diversa a seconda della tipologia di vino, i secondi devono anche assicurare la tenuta alla sovrapressione cui sono sottoposti, nel range di 6,5-8 bar.

Tappi per vini fermi

I tappi per vini fermi si distinguono sostanzialmente tra i tappi che chiudono la bottiglia dal suo interno e i sistemi di tappatura esterna. I primi sono tutti dei cilindri di materiale diverso, espandibile per cui dotato di una certa elasticità, che vengono introdotti nel collo della bottiglia per compressione e che espandendosi la sigillano. Il mantenimento delle proprietà elastiche nel tempo garantisce la durata della tenuta. I secondi sono di fatto i tappi a corona e i tappi a vite. Ambedue di materiale metallico e rivestiti internamente di guarnizioni (solitamente siliconiche), i primi sono monouso, i secondi invece sono riutilizzabili.

Tappi per vini spumanti e frizzanti

I tappi per i vini spumanti e frizzanti, oltre all’ermeticità, devono anche garantire la tenuta, cioè non devono “saltare” per effetto della pressione dovuta all’anidiride carbonica disciolta nel vino. Nel caso dei vini frizzanti questa sovrapressione è compresa tra i 2,5-4 bar e nel caso dei vini spumanti è superiore a 6,5 bar. Per ottenere questo risultato si impiegano materiali molto elastici, a grande capacità di espansione, eventualmente supportati da una gabbietta di sicurezza in filo metallico o da una legatura in corda.

I materiali utilizzati per i tappi da vino

I materiali di fabbricazione per i tappi da vino, oltre al tradizionale sughero, possono essere il silicone, il metallo (per i tappi a vite e a corona), il polietilene, il vetro.

I tappi da vino in sughero e i tappi sintetici

La tradizione vuole che il tappo di qualità sia di sughero, nonostante i rischi e le problematiche causate dall’eventualità del cosiddetto “sentore da tappo“. Il sughero può infatti essere intaccato da parassiti fungini che liberano una sostanza, il tricloroanisolo (TCA), responsabile del fastidioso odore. Inoltre la leggenda vuole che i tappi da vino di sughero consentano una “microssigenazione” che permetterebbe al vino di avere una migliore evoluzione rispetto al tappo a cosiddetta “chiusura ermetica”. In onore a questa tradizione, le chiusure sintetiche vengono più frequentemente utilizzate per i vini da bere in gioventù, mentre il tappo a sughero è quasi d’obbligo per i vini destinati all’invecchiamento. In realtà:

  • La “microssigenazione” non è possibile se la bottiglia è coricata (il vino fa da battente idraulico ed impedisce la diffusione di gas dall’esterno verso l’interno del contenitore).
  • L’evoluzione dei vini d’annata è dovuta a reazioni di polimerizzazione dei tannini e degli antociani presenti nel vino, favorita dall’azione di microrganismi contenuti nel vino stesso, che sono anche alla base di della decomposizione di sostanze organiche complesse in altre più semplici, che a loro volta portano a reazioni ossidoriduttive possibili anche in assenza di ossigeno disciolto.
  • Il rischio “sentore di tappo” per i vini destinati a lunghe permanenze in cantina si somma a quello di degradazione del tappo stesso. Se l’umidità è troppo bassa, il tappo tende a rinsecchire e perdere di elasticità, se ce n’è troppa potrebbe ammuffire o deteriorarsi. Da qui la necessità di rivestire di paraffina il collo delle bottiglie destinate a lunghi anni in cantina.

Poi per il resto, riconosciamo alla tradizione tutta l’importanza che le spetta. Il piacere di stappare una bottiglia con tappo tradizionale in sughero è assolutamente inarrivabile da qualsiasi altro tipo di chiusura.

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L'autore

Laureato in Chimica, Sommelier AIS. Si interessa di biochimica ed enologia, di enografia e storia del vino e della vite, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti che legano la produzione vitivinicola al territorio e alla vicende umane. Ha fondato Quattrocalici.it nel 2011 ed è l'autore della struttura e del progetto del portale, nonchè della struttura e dell'impostazione della maggior parte dei suoi contenuti. Fin da allora si occupa attivamente di marketing e comunicazione del vino e di divulgazione nel campo dell'enogastronomia.

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