Il Cavatappi

Il Cavatappi è lo strumento più importante per la degustazione del vino

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Funzione del cavatappi

Il cavatappi o levatappi è per tutti gli amanti del vino qualcosa di molto di più di un semplice strumento o utensile da cucina. Assieme al Tastevin è il simbolo della professione del Sommelier ma, a differenza di quest’ultimo, la sua funzione non è relegata al simbolismo, ma assolve una funzione pratica primordiale: aprire le bottiglie. L’apertura delle bottiglie, cosa scontata per poter degustare il vino, è in realtà un’operazione delicata che va portata a termine seguendo delle regole precise, e utilizzando gli strumenti idonei.

Storia del cavatappi

I primi esemplari di cavatappi per il vino nacquero intorno alla metà del 1700, in seguito all’apparire delle prime chiusure in sughero per le bottiglie in vetro, che a loro volta avevano iniziato a diffondersi ai primi del ‘700, inizialmente chiuse da tappi in legno e stoppa, come usava fin dall’antichità per le anfore. Attrezzi di foggia simile venivano fin dal 1400 utilizzati nelle armerie o per la rimuovere la stoppa nella pulizia delle canne di fucili e pistole. Nel 1680 l’armeria Holtzapffel di Charing Cross (sobborgo di Londra), escogitò un primo rudimentale “attrezzo” per aprire le bottiglie di vino. Il primo brevetto ufficiale per il cavatappi arriverà più avanti, alla fine del 1700 ad opera del reverendo inglese Samuel Henshall. Il cavatappi si diffuse soprattutto quando si iniziò a far invecchiare il vino nelle botti e conservarlo in bottiglie con i tappi in sughero, diventando uno strumento utile ed indispensabile per la vita quotidiana. Da allora, in tutto il mondo si fece a gara per creare strumenti dalle forme più bizzarre, anche utilizzando materiali costosi come l’argento e l’oro, cesellati finemente e impreziositi ulteriormente con avorio, onice, pietre dure e madreperla e validi scultori e incisori ne fecero delle vere opere d’arte. Comunque, i più ricercati erano quelli tascabili, detti oggi “da cameriere” che noi definiremmo “professionali” o “da Sommelier“, che all’epoca erano presentati in raffinati astucci decorati. In questa configurazione del cavatappi il “verme”, ossia la spirale metallica destinata ad essere inserita nel tappo, rientrava nell’impugnatura, con lo stesso concetto di un coltello a serramanico. Finalmente, nel XIX secolo il modello venne perfezionato ulteriormente, facendo in modo che l’impugnatura stessa fungesse da leva. Era nato il cavatappi moderno.

tipi di cavatappi

Il cavatappi professionale

Contrariamente a quello che comunemente si pensa, il cavatappi più indicato per l’apertura di una bottiglia è proprio quello più semplice, che risale al 1700: il cavatappi a leva. Di fatto questo è l’unico modello professionale, usato da tutti i Sommeliers, dai barman e dagli addetti alla ristorazione, poiché permette di aprire la bottiglia con sicurezza e velocità.

Levatappi
Il cavatappi professionale

L’importanza che il cavatappi riveste nella nostra quotidianità rende necessario descrivere le singole componenti di questo indispensabile strumento professionale. Esso è costituito da un manico al centro del quale è inserita una spirale appuntita lunga intorno ai 6 centimetri che andrà inserita al centro del tappo (questa spirale viene chiamata anche “verme“).   All’estremità del manico troviamo da un una lama a coltellino che serve a incidere e rimuovere la capsula di alluminio, dall’altro lato la leva che può presentarsi ad 1 oppure 2 tacche: il modello a 2 tacche permette un’estrazione del tappo meno faticosa e più efficace perché si esegue in due passi.

L'autore

Laureato in Chimica, Sommelier AIS. Si interessa di biochimica ed enologia, di enografia e storia del vino e della vite, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti che legano la produzione vitivinicola al territorio e alla vicende umane. Ha fondato Quattrocalici.it nel 2011 ed è l'autore della struttura e del progetto del portale, nonchè della struttura e dell'impostazione della maggior parte dei suoi contenuti. Fin da allora si occupa attivamente di marketing e comunicazione del vino e di divulgazione nel campo dell'enogastronomia.

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