LE PROVINCE DEL VINO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

La provincia di Forlì-Cesena e i suoi vini

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Vigneti a Bertinoro (FC) Image: Depositphotos.com

La provincia di Forlì-Cesena è una delle 9 province della regione Emilia-Romagna. La provincia di Forlì-Cesena ha una superficie di 2.378 kmq e conta 391.000 abitanti. La sua densità abitativa è di 164 ab./kmq.

Per quanto riguarda il vino, in provincia di Forlì-Cesena sono presenti le principali denominazioni di origine della Romagna. In particolare, la denominazione più importante in provincia di Forlì-Cesena è la Romagna Albana DOCG. L’Albana è un vitigno a bacca bianca, particolarmente adatto all’appassimento. L’Albana di Romagna può essere, secco, amabile, dolce e passito.

La denominazione più vasta in provincia di Forlì-Cesena è senz’altro la Romagna DOC, condivisa con le province di Ravenna e Rimini, con le sue sottozone, che contraddistinguono altrettante tipologie di vino. Il Romagna Cagnina DOC si ottiene dal Terrano, vitigno a bacca nera originario dal Friuli-Venezia-Giulia. Il colore del vino è rosso porpora, vivace, con spuma evanescente. Il profumo è vinoso ma anche ricco di sentori di frutta rossa, fragole, marasca e lamponi, morbido, con tannini appena accennati e dotato di buona intensità. Il Romagna Pagadebit DOC si ottiene dal vitigno Bombino Bianco. Il suo nome deriva dal fatto che un tempo le sue uve, particolarmente resistenti, permettevano di produrre vino anche nelle annate difficili e quindi di pagare i debiti. Il vino è di colore giallo paglierino tenue con leggeri riflessi verdolini, con profumi delicati di biancospino, fiori di campo, susine bianche. Al palato è secco e fresco, da consumarsi in gioventù. Il Romagna Trebbiano DOC rappresenta circa il 90% della produzione viticola della provincia di Ravenna. Il vino ha colore giallo paglierino più o meno intenso, a volte con sfumature dorate, i profumi sono poco intensi, di mela poco matura e di fiori di campo. Secco e leggero, evidenzia in modo appena percettibile le sensazioni di morbidezza e sapidità, mentre si distinguono molto bene quelle di freschezza. Se il vino viene prodotto da uve coltivate in terreni posti in collina, le sue doti di struttura e carattere risultano migliori.

I terreni delle zone di Bertinoro, Serra, Longiano, Modigliana, Cesena, San Vicinio, Predappio e Castrocaro-Terre del Sole caratterizzano anche le omonime sottozone di produzione del Sangiovese, il vitigno che dà vita ai più importanti vini rossi della Romagna DOC. A seconda dell’esposizione e della prevalenza di sabbia o argilla è possibile ottenere vini di grande struttura che acquisiscono la giusta morbidezza solo dopo un certo affinamento, oppure vini fruttati e floreali più pronti e di buon equilibrio.

La Colli Romagna Centrale DOC è invece situata interamente in provincia di Forlì-Cesena. Nell’area il rinnovo post-fillosserico dei vigneti si era concentrato su alcuni vitigni della tradizione come Sangiovese, Trebbiano romagnolo e Bombino bianco, cui si affiancarono vitigni come Barbera e Montepulciano, che in alcune situazioni potevano essere di aiuto per creare vini rossi più serbevoli e più strutturati del Sangiovese. Il più recente rinnovo dei vigneti ha introdotto in modo abbastanza deciso alcuni dei cosiddetti vitigni internazionali, quali Merlot, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Pinot bianco, Sauvignon.

In condivisione con la provincia di Ravenna c’è anche la Colli di Faenza DOC. I suoi vini si caratterizzano per la buona struttura, cui contribuisce anche una certa dotazione naturale in alcol, e per la prevalenza di note fruttate a comporre il profilo sensoriale. L’impiego del Trebbiano romagnolo, vitigno di antica coltivazione locale che mantiene un buon contenuto acido anche a maturazione avanzata, consente di ottenere vini bianchi di una certa freschezza pur con una struttura complessiva importante. Gli altri vitigni bianchi di più recente introduzione alla coltivazione (Chardonnay, Pinot bianco, Sauvignon e Pignoletto) sono particolarmente apprezzati per il risultato in termini di profilo olfattivo dei vini che se ne ottengono. Per quanto riguarda i vitigni a bacca nera, storicamente vi è sempre stata una certa predilezione per il Sangiovese, vitigno rustico e produttivo, mentre alle altitudini più elevate si preferiva il Ciliegiolo, simile al Sangiovese ma con una maturazione anticipata di almeno una settimana. Spesso si mettevano nei filari anche alcune piante di Ancellotta per migliorare l’intensità, ma soprattutto la stabilità del colore di Sangiovese e Ciliegiolo. Per la ricostruzione della viticoltura dopo l’ultimo conflitto mondiale, si è puntato anche sui vitigni internazionali, quali Cabernet e Merlot, dando l’avvio alla produzione di vini rossi ancora più strutturati e adatti all’invecchiamento di quelli realizzati con il solo Sangiovese.

La denominazione Forlì IGT e la Rubicone IGT raccolgono tutte le tipologie di vino rese possibili dalla combinazione dei vitigni autorizzati alla coltivazione in provincia di Ravenna.

La Guida Vini di Quattrocalici per la provincia di Forlì-Cesena

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