La Marca Trevigiana IGT o Marca Trevigiana IGP è una denominazione del Veneto riferita all’intero territorio amministrativo della provincia di Treviso, e rappresenta una delle indicazioni geografiche più ampie e flessibili dell’area trevigiana. Il suo areale comprende tanto la pianura quanto la fascia collinare e pedemontana della provincia: dalla zona del Piave al Montello, dall’area di Asolo alle colline di Conegliano e Valdobbiadene, dalla campagna trevigiana centrale alle zone orientali verso il Livenza, fino ai territori più prossimi alle Prealpi trevigiane. Si tratta di un paesaggio viticolo molto articolato, nel quale convivono suoli alluvionali di pianura, depositi ghiaiosi e sabbiosi, terreni argillosi o limosi, colline marnoso-arenacee, substrati morenici e aree più drenanti poste sui rilievi. Il clima è temperato, con influssi mediterranei mitigati dalla pianura veneta e dalla relativa vicinanza dell’Adriatico, ma anche con una chiara influenza prealpina nelle aree settentrionali, dove le escursioni termiche e la ventilazione favoriscono la conservazione degli aromi e dell’acidità. La denominazione riflette quindi l’intera pluralità della viticoltura trevigiana, non limitandosi alle aree collinari più celebri, ma includendo anche la viticoltura di pianura, tradizionalmente legata a produzioni fresche, fragranti e di buona immediatezza commerciale.
La storia della vite nella Marca Trevigiana è molto antica e si intreccia con la storia agricola della Repubblica di Venezia, della pianura trevigiana e delle colline prealpine. Il territorio era già noto come Marca Gioiosa, espressione che richiama la fertilità della campagna, il carattere operoso della popolazione e la centralità dell’agricoltura nell’economia locale. Nei secoli la coltivazione della vite si è sviluppata accanto a cereali, gelsi, allevamento e colture promiscue, passando poi progressivamente a una viticoltura più specializzata. La provincia di Treviso ha avuto un ruolo decisivo nella storia enologica italiana anche grazie alla presenza di Conegliano, dove nel 1876 nacque la prima Scuola di Viticoltura ed Enologia d’Italia, e alla successiva attività di sperimentazione viticola ed enologica che ha contribuito alla modernizzazione delle tecniche di coltivazione e di vinificazione. La Marca Trevigiana IGT svolge una funzione complementare rispetto alle denominazioni più specifiche del territorio, come Prosecco DOC, Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, Asolo Prosecco DOCG, Montello, Piave, Colli di Conegliano e Colli Trevigiani, offrendo ai produttori una cornice più elastica per vini bianchi, rossi, rosati, frizzanti, novelli e vini con indicazione di vitigno.
Le tipologie previste comprendono Marca Trevigiana bianco, anche nella tipologia frizzante, Marca Trevigiana rosso, anche nelle tipologie frizzante e novello, e Marca Trevigiana rosato, anche nella tipologia frizzante. I vini senza indicazione varietale devono essere ottenuti da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la provincia di Treviso, con bacca di colore corrispondente alla tipologia prodotta; le versioni con specificazione di vitigno richiedono almeno l’85% della varietà dichiarata, con possibilità di concorso fino al 15% di altri vitigni idonei alla coltivazione provinciale. È ammessa anche l’indicazione di due vitigni, purché il vino derivi esclusivamente dalle due varietà indicate, che l’ordine in etichetta rispecchi l’effettivo apporto delle uve e che il vitigno presente in quantità minore non scenda sotto il 15%. Tra i vitigni espressamente previsti dal disciplinare figurano Bianchetta trevigiana, Chardonnay, Incrocio Manzoni 2.14, Incrocio Manzoni 2.15, Incrocio Manzoni 2-3, Malvasia istriana, Müller Thurgau, Pinot bianco, Glera, Riesling renano, Riesling italico, Sauvignon, Traminer, Verdiso, Verduzzo friulano, Verduzzo trevigiano, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Manzoni bianco, Malbech, Marzemino, Merlot, Pinot nero, anche vinificato in bianco, Raboso Piave, Raboso Veronese, Refosco dal peduncolo rosso, Wildbacher, Tai, Boschera, Carmenère, Syrah, Marzemina bianca, Rebo, Petit Verdot, Glera lunga, Manzoni rosa e Manzoni moscato. Per la tipologia Cabernet possono concorrere Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Carmenère, da soli o congiuntamente. Le tipologie con indicazione di uno o due vitigni possono essere prodotte anche come frizzanti, mentre quelle ottenute da vitigni a bacca rossa possono essere prodotte anche come novello. Il disciplinare vieta però di riportare nella designazione e presentazione dei vini Marca Trevigiana il riferimento alla varietà Pinot grigio, pur disciplinandone la resa quando le uve sono destinate a vini bianchi senza menzione varietale. Le rese massime sono generalmente elevate, coerenti con la natura di una IGT di ampia base produttiva: il disciplinare prevede limiti ordinari fino a 25 tonnellate per ettaro, con soglie inferiori per diversi vitigni, tra cui Pinot bianco, Chardonnay, Pinot nero, Cabernet Franc, Riesling renano, Traminer, Manzoni bianco, Sauvignon, Boschera, Carmenère, Marzemina bianca, Rebo, Petit Verdot, Incroci Manzoni, Syrah, Manzoni rosa e Pinot grigio destinato alla produzione di vini bianchi.
I vini bianchi della Marca Trevigiana IGT presentano generalmente colore dal bianco carta al giallo paglierino, talvolta con riflessi verdognoli, profumi freschi, floreali, fruttati o varietali, gusto da leggero a più strutturato, con buona sapidità e freschezza; le versioni frizzanti valorizzano la componente più immediata, vivace e fragrante della produzione trevigiana. I vini rossi possono variare dal rosso rubino tenue al rubino più intenso, con profili che vanno dalla morbidezza fruttata di Merlot e Marzemino alla maggiore struttura di Cabernet, Raboso, Refosco, Syrah e Petit Verdot; la versione novello privilegia colore vivo, profumi giovani, frutto e facilità di beva. I rosati, anche frizzanti, interpretano in chiave più fresca e agile le uve a bacca nera, con colore rosato più o meno intenso, profumi fruttati e gusto armonico. Nel complesso, la Marca Trevigiana IGT è una denominazione di grande duttilità, nella quale Treviso, Piave, Montello, Asolo, Conegliano, Valdobbiadene, pianura veneta, colline prealpine, suoli alluvionali e marnoso-arenacei, vitigni locali e varietà internazionali concorrono alla produzione di vini bianchi, rossi, rosati, frizzanti e novelli, spesso orientati a freschezza, immediatezza, riconoscibilità varietale e forte legame con la tradizione agricola trevigiana. Il disciplinare consolidato conferma che la zona di produzione comprende l’intero territorio della provincia di Treviso, definisce tipologie, base ampelografica, rese, norme di vinificazione, divieto d’uso della menzione Pinot grigio e caratteristiche al consumo della denominazione.
Marca Trevigiana IGT
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