Il Boschera è un vitigno a bacca bianca autoctono del Veneto, coltivato quasi esclusivamente nella fascia pedemontana delle Prealpi Trevigiane, in particolare nell’area tra Fregona, Vittorio Veneto e Serravalle. La sua origine è antica e incerta, ma è storicamente documentato nelle campagne dell’alto Trevigiano, dove veniva coltivato in piccole parcelle come uva da consumo fresco, da taglio nei vini da pasto e soprattutto per la produzione del tradizionale Torchiato di Fregona, vino passito di grande tipicità.
Il nome “Boschera” potrebbe derivare da “bosco”, a indicare la sua diffusione in ambienti marginali, di collina e di sottobosco, oppure da un termine dialettale locale. Per lungo tempo considerato un vitigno minore, ha conosciuto una nuova valorizzazione negli ultimi decenni grazie al recupero del Torchiato e all’attenzione crescente verso le varietà autoctone venete.
In Italia la sua coltivazione è limitata alla provincia di Treviso, soprattutto nei comuni di Fregona, Cappella Maggiore, Sarmede e Vittorio Veneto. È previsto nei disciplinari della DOC Colli di Conegliano, in particolare nella sottozona Torchiato di Fregona DOCG, dove deve costituire almeno il 20% dell’uvaggio, insieme a Glera e Verdiso. Si trova anche in alcune IGT locali, ma raramente viene vinificato in purezza.
Caratteristiche ampelografiche
La pianta ha vigoria elevata e portamento espanso. La foglia è media, trilobata o intera. Il grappolo è grande, conico, spargolo o mediamente compatto, e gli acini sono di media grandezza, dalla buccia spessa e consistente, di colore giallo-verde con tendenza al dorato in maturazione. Il ciclo vegetativo è medio-tardivo, con vendemmia generalmente a fine settembre.
Proprietà agronomiche
Il Boschera è adattato a terreni collinari freschi, spesso esposti a nord e di difficile lavorazione. La sua resistenza alla botrite e l’acidità naturale lo rendono adatto alla sovramaturazione e all’appassimento. Ha una produzione regolare e tende a mantenere buoni livelli di acidità anche in annate calde, elemento prezioso per l’equilibrio dei vini passiti.
Resistenze e sensibilità
Mostra buona resistenza alle piogge e tolleranza ai principali patogeni fungini, ma può essere sensibile all’oidio in condizioni di umidità persistente. La bucce robuste lo proteggono nelle fasi di maturazione prolungata e appassimento.
Proprietà enologiche
Il Boschera fornisce mosti dalla buona acidità, poveri in zuccheri se raccolti precocemente, ma concentrati e aromatici se sottoposti ad appassimento. Per questo motivo, è raramente utilizzato per vini bianchi secchi in purezza, ma piuttosto per la produzione del Torchiato di Fregona, dove conferisce freschezza, longevità e una trama aromatica fine.
Caratteristiche organolettiche dei vini da Boschera
Nei pochi casi in cui viene vinificato in purezza o in blend secco, il Boschera dà vini di colore giallo paglierino tenue, con profumi delicati di fiori bianchi, mela verde, erbe di campo e leggere note agrumate. In bocca si presenta fresco, leggero, con acidità spiccata e corpo sottile.
Nel Torchiato di Fregona, invece, il Boschera mostra il suo lato migliore: i vini sono dorati, intensi, con profumi di frutta disidratata, nocciola, miele di castagno, spezie dolci e un sottofondo balsamico e minerale. Al gusto risultano concentrati, ma sempre bilanciati da una vibrante acidità che ne sostiene la longevità e ne evita la stucchevolezza.
