La Colli Trevigiani IGT o Colli Trevigiani IGP è una denominazione del Veneto riferita alla fascia collinare della provincia di Treviso, in un’area che comprende alcuni dei paesaggi viticoli più rappresentativi del Veneto orientale: il Montello, i rilievi di Asolo, le colline di Conegliano, Valdobbiadene, Vittorio Veneto, Follina, Miane, Tarzo, Farra di Soligo, Pieve di Soligo, San Pietro di Feletto e le dorsali prealpine che segnano il passaggio dalla pianura veneta ai primi rilievi alpini. La zona di produzione delle uve ricade, in tutto o in parte, nei comuni di Asolo, Caerano di San Marco, Cappella Maggiore, Castelcucco, Cavaso del Tomba, Cison di Valmarino, Colle Umberto, Conegliano, Cordignano, Cornuda, Crocetta del Montello, Farra di Soligo, Follina, Fonte, Fregona, Giavera del Montello, Maser, Miane, Monfumo, Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Paderno del Grappa, Pederobba, Pieve di Soligo, Possagno, Refrontolo, Revine Lago, San Fior, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, San Zenone degli Ezzelini, Sarmede, Segusino, Sernaglia della Battaglia, Susegana, Tarzo, Valdobbiadene, Vidor, Vittorio Veneto e Volpago del Montello. Il territorio è formato da una successione di rilievi collinari disposti in parte da nord a sud e in parte da est a ovest, separati da piccole valli e corsi d’acqua; a nord la catena prealpina protegge l’area dalle correnti più fredde, mentre a sud l’apertura verso la pianura e la relativa vicinanza alla laguna di Venezia contribuiscono a un clima più mite. I vigneti si collocano spesso su pendii ben esposti, con giaciture rivolte a sud, forte pendenza e buona intercettazione della luce solare, condizioni che favoriscono una maturazione regolare delle uve e una particolare finezza aromatica. I suoli derivano dal sollevamento di antichi fondali marini, successivamente modellati dall’azione dei ghiacciai e dei fiumi, e sono costituiti prevalentemente da arenarie, marne, depositi morenici e materiali alluvionali; questa struttura garantisce buon drenaggio, equilibrio idrico e contenimento naturale della vigoria. Il clima è temperato, con stagioni ben definite, precipitazioni estive utili al ciclo vegetativo e marcate escursioni termiche tra giorno e notte nel periodo di maturazione, favorite dalla discesa di aria fresca dalle Prealpi lungo i pendii collinari.
La storia della viticoltura nei Colli Trevigiani è antichissima: il disciplinare richiama testimonianze scritte già nelle lapidi dei coloni romani, poi negli Statuti Coneglianesi del 1282, nei documenti della Repubblica di Venezia e nelle fonti che attestano l’apprezzamento dei vini provenienti da queste colline. Un passaggio fondamentale della storia enologica locale è la nascita a Conegliano, nel 1876, della prima Scuola di Viticoltura ed Enologia d’Italia, seguita nel 1923 dalla prima Stazione Sperimentale di Viticoltura ed Enologia, elementi che hanno dato alla zona un ruolo di riferimento nazionale per la ricerca, la sperimentazione e la formazione vitivinicola. Il nome Colli Trevigiani era già utilizzato e riconosciuto commercialmente prima del riconoscimento formale, e dal 1977 venne impiegato sistematicamente come indicazione geografica per vini da tavola con origine dichiarata; nel 1995 è stato poi approvato il disciplinare della IGT.
La denominazione comprende vini bianchi, anche nella tipologia frizzante, vini rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello, e vini rosati, anche nella tipologia frizzante. I vini Colli Trevigiani bianco, rosso e rosato devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la provincia di Treviso, a bacca di colore corrispondente alla tipologia prodotta; le versioni con specificazione di vitigno richiedono almeno l’85% della varietà dichiarata, con possibilità di concorso fino al 15% di altri vitigni idonei. È ammessa anche l’indicazione di due vitigni, purché il vino derivi esclusivamente dalle due varietà indicate, che l’ordine in etichetta rispetti l’effettivo apporto delle uve e che la varietà presente in misura minore non sia inferiore al 15%. Tra i vitigni espressamente previsti dal disciplinare figurano Bianchetta trevigiana, Chardonnay, Incrocio Manzoni 2.14, Incrocio Manzoni 2.15, Incrocio Manzoni 2-3, Malvasia istriana, Müller Thurgau, Pinot bianco, Glera, Riesling renano, Riesling italico, Sauvignon, Traminer, Verdiso, Verduzzo friulano, Verduzzo trevigiano, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Manzoni bianco, Malbech, Marzemino, Merlot, Pinot nero, anche vinificato in bianco, Raboso Piave, Raboso Veronese, Refosco dal peduncolo rosso, Wildbacher, Tai, Boschera, Carmenère, Syrah, Marzemina bianca, Rebo, Petit Verdot, Glera lunga, Manzoni rosa e Manzoni moscato. Nella preparazione del vino Cabernet possono concorrere Cabernet franc, Cabernet Sauvignon e Carmenère; le tipologie con indicazione di uno o due vitigni possono essere prodotte anche come frizzanti, mentre quelle derivate da vitigni a bacca rossa possono essere prodotte anche come novello. Va segnalato che il disciplinare vieta di riportare nella designazione e presentazione dei vini Colli Trevigiani il riferimento alla varietà Pinot grigio, pur disciplinando la resa della varietà quando destinata alla produzione di vini bianchi. Le rese massime sono generalmente fissate a 25 tonnellate per ettaro, ma scendono a 19 tonnellate per ettaro per numerose varietà, tra cui Pinot bianco, Pinot nero, Chardonnay, Cabernet franc, Riesling renano, Traminer, Manzoni bianco, Sauvignon, Boschera, Carmenère, Marzemina bianca, Rebo, Petit Verdot e gli Incroci Manzoni, a 15 tonnellate per Syrah e a 12 tonnellate per Manzoni rosa.
I vini bianchi della Colli Trevigiani IGT sono generalmente caratterizzati da colore giallo chiaro o paglierino, talvolta con riflessi verdognoli, profumi varietali, floreali o fruttati, freschezza, sapidità e buona persistenza gustativa. I vini rossi variano dal rosso tenue al rubino, talvolta con tendenza al granato, e possono esprimere frutta rossa, frutti di sottobosco, note erbacee o speziate secondo il vitigno, con gusto da fresco a pieno, buona tannicità, equilibrio acido e consistenza sapida. I rosati e i frizzanti valorizzano invece immediatezza, vivacità, profilo fruttato e bevibilità, mentre il novello privilegia colore vivo, profumi giovani e carattere fragrante. Nel complesso, la Colli Trevigiani IGT interpreta una viticoltura collinare veneta di grande tradizione, nella quale Treviso, Conegliano, Valdobbiadene, Asolo, Montello, Prealpi, suoli marnosi, arenacei, morenici e alluvionali, escursioni termiche e un vasto patrimonio di vitigni locali e internazionali concorrono alla produzione di vini bianchi, rossi, rosati, frizzanti e novelli di forte impronta territoriale. Il disciplinare consolidato conferma zona di produzione, tipologie, base ampelografica, rese, norme di vinificazione, caratteristiche al consumo e legame storico-geografico della denominazione.
Colli Trevigiani IGT
Crea subito il tuo account
100% libero – no spam
cancella quando vuoi
Iscriviti subito:
è facilissimo!
Avrai:
e in più sarai parte della nostra community di wine lovers!
Entra a far parte della nostra Community !
Crea subito il tuo account
100% libero – no spam
cancella quando vuoi