La Piramide della Qualità per il VIno

I Livelli di Qualità previsti dalla disciplina delle Denominazioni di Origine

La Piramide della Qualità per i vini in Italia

La Piramide della Qualità per i vini Italiani

Le diverse menzioni tradizionali che caratterizzano i vini che arrivano sulle nostre tavole sono organizzate in maniera tale da costituire una vera e propria “Piramide della Qualità“. A partire dal 2008, a questa si è sovrapposta la Classificazione Europea, con lo scopo di armonizzare le classificazioni nazionali e quelle relative a merceologie diverse in un sistema razionalmente omogeneo.

I Vini da Tavola (VdT)

Alla base della piramide vi sono i Vini da Tavola (VdT). Obbligatorio in etichetta il lotto di produzione, il volume del recipiente, i dati dell’imbottigliatore, il luogo di imbottigliamento e di vinificazione (se avvengono il luoghi diversi), la gradazione alcolica, la gassificazione (se esistente), la dizione “contiene solfiti” se si supera la soglia di 10mg/l di solforosa. L’indicazione del colore è facoltativa, la menzione del vitigno non è prevista.

I Vini IGT (Indicazione Geografica Tipica)

Per i vini IGT (IGP secondo la classificazione europea) è previsto un disciplinare secondo Regolamento Comunitario Nr.823 del 1987, cui i vini devono conformarsi. L’indicazione del vitigno, l’annata e la menzione della zona ed eventuale sottozona sono facoltativi.

I Vini DOC (Denominazione di Origine Controllata)

I disciplinari per i vini DOC (ora DOP secondo la classificazione europea) oltre a quanto previsto per gli IGT, devono prevedere delle zone più delimitate, non possono essere prodotti con uve destinate a vini IGT, devono venir sottoposti ad esame chimico-fisico ed organolettico in fase di produzione. Inoltre possono essere caratterizzati dall’indicazione di sottozone o zone più ristrette a seconda del disciplinare. Possono menzionare specificità del prodotto (es. classico, superiore) se previsto dal disciplinare. Obbligo dell’annata di produzione in etichetta.

I Vini DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita)

I vini DOCG (ora anch’essi sotto l’ombrello delle DOP)  hanno dei disciplinari più rigorosi: devono prendere una disciplina viticola ed enologica di norma più restrittiva rispetto a quella della DOC. La denominazione DOCG viene concessa ai vini già riconosciuti DOC da almeno cinque anni e che siano ritenuti di particolare pregio. In fase di imbottigliamento è prevista l’analisi chimico-fisica ed organolettica, partita per partita, e le bottiglie vengono contrassegnate con una fascetta di controllo disposta in maniera tale da rompersi in fase di apertura della bottiglia.

Ulteriori menzioni introdotte nella Classificazione Europea

Vini Varietali

I Vini Varietali sono vini senza denominazione di origine o indicazione geografica, ma riconducibili ad un determinato vitigno prevalente. Essi riportano in etichetta l’indicazione dell’annata e/o del nome di una o più varietà di uve da cui sono stati prodotti, senza alcun legame con il territorio di produzione. La certificazione si basa su una verifica documentale volta ad accertare che le indicazioni facoltative che si intende inserire in etichetta siano veritiere.

Vini Generici

I vini precedentemente classificati come “Vini da Tavola“. Essi sono prodotti con uve autorizzate, ma senza vincoli specifici di territorialità o tipologia di vitigno e senza particolari prescrizioni che ne regolano la produzione se non quelle di carattere igienico-sanitario. Sull’etichetta devono obbligatoriamente riportare la ragione sociale dell’imbottigliatore mentre è facoltativa l’indicazione del colore (rosso, bianco o rosato) e dell’annata. E’ espressamente vietato fare riferimento ai vitigni utilizzati.

L'autore

Laureato in Chimica, Sommelier AIS. Si interessa di biochimica ed enologia, di enografia e storia del vino e della vite, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti che legano la produzione vitivinicola al territorio e alla vicende umane. Ha fondato Quattrocalici.it nel 2011 ed è l'autore della struttura e del progetto del portale, nonchè della struttura e dell'impostazione della maggior parte dei suoi contenuti. Fin da allora si occupa attivamente di marketing e comunicazione del vino e di divulgazione nel campo dell'enogastronomia.

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