Le Denominazioni di Origine in Europa

Il Quadro Legislativo delle Denominazioni di Origine a livello Europeo.

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Sistemi Nazionali e Normativa Europea per le Denominazioni di Origine

Il sistema  introdotto dalla legislazione Europea è stato costruito sulla base di analoghi sistemi già in precedenza presenti in alcuni Stati Europei: In Italia le DOC esistono dal 1963, in Francia il sistema di AOC (Appellation d’origine contrôlée) esiste dal 1935, in Spagna esistono le DO (Denominación de Origen) e così via nei vari paesi. I regolamenti Europei hanno quindi armonizzato le diciture presenti nei vari Paesi, che pur mantenendo la loro specificità trovano adesso precisa corrispondenza a livello Comunitario.

Il Settore vinicolo

La base normativa Europea per la disciplina delle denominazioni di origine nel settore vinicolo è attualmente costituita dal Regolamento del Consiglio n.479 del 29 Aprile 2008 (OCM, organizzazione comune del mercato), che al suo interno stabilisce la disciplina delle denominazioni di origine per il settore vitivinicolo, recepito con il D.L. 61 del 08/04/2010, con il quale DOCG e DOC sono fatte ricadere sotto l’ombrello delle DOP come “menzioni tradizionali”, e di fatto le IGT vengono fatte corrispondere alle IGP. In Europa, la certificazione di qualità dei prodotti vitivinicoli si basa su due Regolamenti Comunitari: il Regolamento Nr. 822/87 che stabilisce le regole per la produzione ed il commercio vitivinicolo, ed il Regolamento 823/87 che riguarda le disposizioni atte a disciplinare la produzione dei vini VQPRD.

I Prodotti Agroalimentari

Il Regolamento CEE Nr. 510 del 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli ed alimentari prevede tra l’altro, che le regole in vigore per il settore agroalimentare vengano estese anche al settore vitivinicolo, nel rispetto delle attuali normative. Il Regolamento Nr. 2081/92 stabilisce, tra l’altro, le diciture comunitarie consentite per i prodotti agroalimentari, cioè DOP e IGP.  Lo scopo di questi marchi è quello di proteggere e tutelare i prodotti vitivinicoli e agroalimentari, e l’Italia è in prima fila dal momento che detiene a livello europeo il primato per il numero di denominazioni protette. Questo tipo di marchiatura non comporta la registrazione di un dato prodotto, ma obbliga il produttore che lo usa a sottostare ad un “Disciplinare” che ha forma di Decreto Legge e viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Per quanto riguarda i prodotti agroalimentari, gli sviluppi più recenti hanno portato al Regolamento UE 1152/2012, che individua le tipologie (DOP e IGP) delle denominazioni agroalimentari e precisa le caratteristiche dei relativi disciplinari. Questo regolamento è stato recepito in Italia con il Decreto del 14 Ottobre 2013.

L'autore

marcello leder
Laureato in Chimica, Sommelier AIS. Si interessa di biochimica ed enologia, di enografia e storia del vino e della vite, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti che legano la produzione vitivinicola al territorio e alla vicende umane. Ha fondato Quattrocalici nel 2011 ed è l'autore della struttura e del progetto del portale e di tutti i suoi contenuti. Fin da allora si occupa attivamente di marketing e comunicazione del vino e di divulgazione nel campo dell'enogastronomia.

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