La Toscano IGT o Toscana IGT, oggi registrata come Indicazione Geografica Protetta, è la grande denominazione regionale della Toscana, estesa all’intero territorio amministrativo delle province di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. È quindi una denominazione di sintesi, capace di comprendere l’intera complessità vitivinicola toscana: la dorsale appenninica e preappenninica, la Lunigiana, la Garfagnana, il Mugello, il Casentino, il Pratomagno, il Chianti, il Valdarno, la Val di Pesa, la Val d’Elsa, la Val d’Orcia, la Val di Chiana, le colline senesi, pisane e lucchesi, la Maremma, la Costa Toscana, l’Amiata, le Colline Metallifere, l’Arcipelago Toscano e le aree costiere affacciate sul mar Tirreno. Dal punto di vista ambientale, la denominazione riunisce contesti molto diversi: colline argilloso-calcaree, suoli marnosi, arenacei e sabbiosi, terreni galestrosi e alberesi, depositi alluvionali, zone vulcaniche e aree costiere più sciolte e ventilate. Il clima varia sensibilmente tra l’interno appenninico, più fresco e piovoso, le colline centrali, caratterizzate da buone escursioni termiche e maturazioni lente, e la fascia tirrenica, più mite, luminosa e mediterranea. Questa varietà di condizioni spiega la grande elasticità della Toscano o Toscana IGT, che può dare vini molto diversi per struttura, profilo aromatico, grado alcolico, freschezza e capacità evolutiva.
La storia della vite in Toscana è antichissima e affonda le radici nel mondo etrusco, prosegue con la viticoltura romana, si consolida nel Medioevo attraverso monasteri, pievi, castelli, città mercantili e poderi rurali, e raggiunge una precoce consapevolezza territoriale con i bandi granducali del 1716, che delimitarono alcune aree di produzione di vini ritenuti particolarmente pregiati. Il disciplinare stesso collega la nascita della moderna IGT Toscana, sancita nel 1995, all’evoluzione del concetto di vino tipico e alla necessità di dare una cornice normativa più flessibile a una produzione regionale ampia e articolata. Proprio questa flessibilità ha avuto un ruolo decisivo nella storia recente del vino toscano: accanto ai vini quotidiani, bianchi, rossi e rosati, la denominazione ha permesso anche la valorizzazione di interpretazioni aziendali più libere, compresi molti vini nati fuori dai disciplinari delle denominazioni storiche e poi divenuti celebri sui mercati internazionali con la stagione dei cosiddetti Supertuscans.
La Toscano o Toscana IGT comprende, nel disciplinare vigente, vini bianchi, anche abboccati, vini rossi, anche novelli e abboccati, vini rosati, anche abboccati, vini frizzanti nelle tipologie bianco frizzante e rosato frizzante, vini passiti da uve appassite e vini da vendemmia tardiva ottenuti da uve stramature. Le tipologie possono essere accompagnate dalla specificazione di uno o più vitigni, purché questi siano idonei alla coltivazione nella Regione Toscana e rispettino le percentuali previste dalla normativa. La base ampelografica è quindi molto ampia e comprende sia vitigni storici della tradizione regionale, come Sangiovese, Canaiolo nero, Ciliegiolo, Colorino, Mammolo, Trebbiano Toscano, Malvasia bianca lunga, Vernaccia di San Gimignano, Vermentino e Ansonica, sia varietà nazionali e internazionali ormai radicate in Toscana, come Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Syrah, Petit Verdot, Pinot nero, Chardonnay, Sauvignon, Pinot bianco, Pinot grigio, Viognier, Riesling renano e altre varietà autorizzate. Le rese massime previste sono di 16 tonnellate per ettaro per rosso, rosso novello, rosso abboccato, rosato, rosato frizzante e rosato abboccato, 17 tonnellate per ettaro per bianco, bianco frizzante, bianco abboccato e passito, e 9 tonnellate per ettaro per i vini da uve stramature; la resa massima dell’uva in vino è dell’80%, ridotta al 60% per passito e vendemmia tardiva. Per i vini rossi è ammessa la pratica del governo all’uso toscano, cioè la rifermentazione del vino mediante aggiunta di uva rossa leggermente appassita, pratica storica della tradizione regionale.
I vini bianchi presentano in genere colore tenue con riflessi verdolini o giallo paglierino, profumi floreali, fruttati o varietali e gusto fresco, leggermente acidulo e armonico; le versioni bianco abboccato sono più morbide e segnate da frutta matura, mentre il bianco frizzante mostra perlage fine, profumi delicati e gusto vivace. I vini rossi esprimono tonalità dal violetto al rubino, con tendenza al granato con la maturazione, profumi primari e secondari che possono evolvere verso maggiore complessità, e gusto variabile da giovane e immediato a più strutturato e persistente; il rosso novello privilegia invece freschezza, frutto e immediatezza. I vini rosati mostrano colore tenue, profumi prevalentemente primari e gusto equilibrato tra componente acida e polifenolica, mentre il rosato frizzante aggiunge vivacità, freschezza e note di piccoli frutti rossi. I passiti da uve bianche assumono colori dal giallo paglierino carico al dorato, mentre quelli da uve rosse tendono a tonalità più brune; i vini da vendemmia tardiva valorizzano maturità, concentrazione zuccherina, morbidezza e persistenza. Nel complesso, la Toscano o Toscana IGT è una denominazione fondamentale per comprendere la viticoltura regionale contemporanea: non sostituisce le DOC e DOCG toscane, ma offre una piattaforma produttiva ampia, capace di accogliere vini semplici e territoriali, interpretazioni varietali, tagli aziendali, rossi di grande struttura, bianchi freschi, rosati, frizzanti, passiti e vendemmie tardive, mantenendo come elemento comune il legame con la Toscana e con la sua straordinaria pluralità di paesaggi viticoli. Il disciplinare vigente riporta come zona di produzione l’intero territorio amministrativo regionale e indica le tipologie ammesse, la base ampelografica, le rese, le norme di vinificazione e le caratteristiche al consumo della denominazione. È opportuno segnalare che nel 2026 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale una proposta di modifica dell’Unione che prevede il cambio del nome della IGP da “Toscano o Toscana” a “Toscana” e l’introduzione delle categorie vino spumante e vino spumante di qualità; trattandosi di proposta pubblicata in procedura, non la considero qui come ultima modifica definitivamente vigente del disciplinare.
Toscano o Toscana IGT
| Creata nel | 1995 |
| Prima approvazione | Approvata con DM 09.10.1995, G.U. 250 del 25.10.1995 |
| Ultimi aggiornamenti | Provvedimento Ministeriale 12.07.2019 |
| Regione | Toscana |
| Province | Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena |
| Tipo di denominazione | IGT |
| Zona di produzione | l’intero territorio della regione Toscana |
| Merceologia | Vino |
| Vitigno | Colore bacca |
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