GUIDA ALLA DEGUSTAZIONE DEI VINI ITALIANI – Quattrocalici

Vini bianchi passiti: La Degustazione

Indice

La Degustazione del Vino : Vini bianchi passiti

I vini bianchi passiti sono ottenuti da uve a bacca bianca sottoposte a un processo di appassimento, naturale o indotto, che ha lo scopo di concentrare zuccheri, aromi e sostanze estrattive all’interno degli acini. Il risultato è un vino di grande ricchezza aromatica, dolcezza naturale e, nei migliori casi, finezza e longevità, capace di esprimere con intensità il legame tra vitigno e territorio.

Il metodo di produzione si basa sull’utilizzo di uve accuratamente selezionate e vendemmiate tardivamente, oppure raccolte al giusto grado di maturazione e lasciate ad appassire su graticci, cassette o appese in locali ben ventilati (appassimento statico) o direttamente sulla pianta, in vendemmia tardiva. In alcuni casi, come per i passiti da muffa nobile, le uve vengono attaccate da Botrytis cinerea, che favorisce un’ulteriore disidratazione e arricchimento aromatico. La vinificazione avviene lentamente, con fermentazioni che possono protrarsi anche per mesi, a causa della concentrazione zuccherina elevata.

Nel bicchiere, i passiti bianchi si presentano con colori che vanno dal giallo dorato all’ambrato, talvolta con riflessi ramati. Il profilo olfattivo è complesso e ampio, con sentori di albicocca disidratata, fichi secchi, miele, mandorla tostata, frutta candita, erbe aromatiche, spezie dolci, resine, fino a note eteree e ossidative, soprattutto nei vini più invecchiati. Al gusto si distinguono per una dolcezza intensa ma equilibrata, acidità variabile, corpo denso, persistenza aromatica e una trama gustativa ricca e stratificata.

In Italia, numerose denominazioni tutelano la produzione di vini bianchi passiti, tra cui spiccano: Moscato Passito di Pantelleria (da Zibibbo), Passito di Noto e di Lipari in Sicilia; Vin Santo in Toscana e in Trentino; Recioto di Soave in Veneto; Erbaluce di Caluso Passito in Piemonte; Malvasia delle Lipari, Picolit in Friuli-Venezia Giulia; Greco di Bianco in Calabria. Ogni territorio propone interpretazioni diverse per varietà, tecnica, grado zuccherino e struttura.

I vini bianchi passiti sono spesso consumati come vini da meditazione o da dessert, ma si esprimono magnificamente anche in abbinamenti gastronomici raffinati, come con formaggi erborinati, pâté di fegato, foie gras, crostate di frutta secca, dolci a base di mandorle, biscotti speziati o cioccolato bianco. Alcuni, per struttura e acidità, possono reggere anche preparazioni salate complesse.

Grazie alla loro capacità di invecchiamento, i passiti bianchi rappresentano una delle massime espressioni della tradizione enologica artigianale, testimoniando una sapienza antica nella lavorazione delle uve e una volontà di esprimere la ricchezza sensoriale del vino in chiave dolce ma mai banale.

Le Caratteristiche del Vino: Vini bianchi passiti

I vini bianchi passiti si ottengono da uve sottoposte a disidratazione naturale o forzata, allo scopo di concentrare zuccheri, acidi e sostanze aromatiche, dando origine a vini dolci di grande ricchezza e complessità. Alla vista si presentano con un colore che varia dal giallo dorato intenso all’ambrato, a seconda del grado di ossidazione e della durata dell’affinamento.

Al naso offrono un bouquet opulento e stratificato, con note di albicocca disidratata, fichi secchi, miele, frutta candita, frutta tropicale matura, scorze di agrumi, zafferano, vaniglia, caramello e nocciola, a cui si aggiungono sfumature di resina, , fiori appassiti o idrocarburi, a seconda dello stile e del vitigno utilizzato.

Al palato si distinguono per una dolcezza ampia e avvolgente, sostenuta da una freschezza residua e, nei migliori esempi, da una spiccata sapidità che conferisce equilibrio e vitalità al sorso. La struttura è piena, la consistenza vischiosa e la persistenza aromatica lunghissima, con un finale che richiama la frutta secca e le spezie dolci.

I vini bianchi passiti, prodotti con tecniche tradizionali o moderne, esprimono spesso un forte legame con il territorio d’origine e sono ideali come vini da meditazione, ma anche in abbinamento con formaggi erborinati, pasticceria secca, dolci alla frutta o foie gras, grazie alla loro profondità aromatica e al loro carattere distintivo.

Colorebianco
Tipo vinoVino liquoroso, passito
Strutturadi corpo, robusto
Qualitàarmonico, elegante, fine
Temperatura di servizio10-12°C, 8-10°C
Bicchierebicchiere da vino passito

Tutti i vini della categoria Vini bianchi passiti

nella Guida Quattrocalici

Vini bianchi passiti: Guida alla Degustazione

il servizio dei vini bianchi passiti

I vini bianchi passiti si ottengono da uve a bacca bianca sottoposte a disidratazione (su pianta, su graticci, in fruttaia o con muffa nobile), allo scopo di concentrare zuccheri, acidi e sostanze aromatiche. Sono vini che possono esprimere grande profondità aromatica, intensità gustativa e capacità di invecchiamento. Si servono a 12–14°C per i più giovani e a 14–16°C per quelli evoluti, in calici piccoli a tulipano o da vino dolce da meditazione, in grado di concentrare i profumi e accompagnare la lenta ossigenazione nel bicchiere. La stappatura va eseguita con cura: si consiglia di aprire la bottiglia almeno 15–30 minuti prima per favorire lo sviluppo aromatico, specialmente nei passiti più complessi o longevi.

 

Vini bianchi passiti: Esame Visivo

L'esame visivo dei vini bianchi passiti

Nel calice i bianchi passiti si presentano con colorazioni intense e calde, che spaziano dal giallo dorato luminoso al topazio, fino all’ambra carico nei vini più maturi o botritizzati. Il vino si muove con lentezza e densità, rivelando una consistenza importante, con archetti spessi e regolari. La limpidezza è solitamente perfetta, la brillantezza tipica dei vini ricchi di estratti e zuccheri. L’aspetto è sontuoso, evocativo della concentrazione e della dolcezza.

 

I descrittori per l'esame visivo del vino Vini bianchi passiti:

(Clicca per visualizzare il significato del termine)

Vino giallo dorato. Tutti i termini per il colore dei vini

Il colore giallo dorato è tipico dei vini bianchi di elevata concentrazione (in questo caso è dovuto alla quantità di estratti presenti nel vino) o di lungo affinamento (in questo caso deriva anche da effetti dovuti a microossidazione dei composti organici presenti nel vino, oppure può ricondursi a vitigni caratterizzati da elevata pigmentazione nelle bucce, che viene poi trasferita al vino (come ad esempio il Gewürztraminer).

Vino giallo ambrato. Tutti i termini per il colore dei vini

Il colore giallo ambrato rappresenta una tonalità molto scura che non è presente nei vini ottenuti per semplice spremitura delle uve mature. Il giallo ambrato è caratteristico per i vini bianchi passiti e sottoposti a lungo affinamento in legno, per vini sottoposti a processi ossidativi come i vin santi, o liquorosi e ossidati come i marsala o i madeira. Può anche essere dovuto a processi di ossidazione non voluti e quindi indicare un difetto del vino. In questo caso però è accompagnato solitamente da velatura e non si presenta con la brillantezza che è invece indicatore di un vino qualitativamente sotto controllo.

Vino brillante. Tutti i termini della scala di limpidezza dei vini

In alcuni vini la limpidezza lascia il posto alla brillantezza. Questa può essere dovuta alla presenza di bollicine, che aumentano la riflessione della luce nel vitno, o alla elevata concentrazione zuccherina di alcuni vini passiti, che produce lo stesso effetto.

Vino cristallino. Tutti i termini della scala di limpidezza dei vini

Per cristallino intendiamo un vino la cui trasparenza è massima, in combinazione con un colore chiaro e una tenue intesità di colorazione. Sono in genere vini freschi e leggeri, dotati di buona acidità e sapidità.

Vino consistente. Tutti i termini per la consistenza del vino

Consistente è un vino che manifesta una discreta resistenza alla rotazione nel bicchiere, che una volta fermata, dà origine ad una serie di archetti ben marcati sulla superficie del vetro. Indica buona struttura nel vino, un vino concentrato con una quantità di estratti superiore alla media.

Vini bianchi passiti: Esame olfattivo

L'esame olfattivo dei vini bianchi passiti

Il profilo aromatico è tra i più complessi e profondi del mondo del vino. L’intensità è marcata e la complessità si sviluppa su più livelli, con progressione evolutiva nel tempo.

Ogni passito ha una propria firma olfattiva: alcuni sono ariosi e floreali, altri ricchi e ossidativi, altri ancora profondamente minerali o balsamici.

 

I descrittori per l'esame olfattivo del vino Vini bianchi passiti:

(Clicca per visualizzare il significato del termine)

Vino ampio.

Nell'ambito della degustazione olfattiva, si definisce "molto complesso" o anche "ampio"un vino che presenta molteplici riconoscimenti olfattivi e la cui complessità olfattiva risulti superiore alle aspettative presentate dal vino in esame anche in riferimento alla tipologia di appartenenza.

Vino etereo. La Descrizione dei Profumi nel Vino.

Vino etereo. Le note eteree nel vino, che riportano a fragranze di idrocarburi, solvente, smalto, ceralacca, iodio, etc. sono di origine sia fermentativa che post fermentativa (aromi secondari e terziari) e sono in genere dovuti a sostanze organiche delle famiglie degli esteri, acetali ed eteri, combinazione quindi di alcoli con acidi organici. In alcuni casi, come nel Riesling, possono avere origine varietale, più o meno accentuata a seconda della provenienza e del tipo di vinificazione. Vini sottoposti a macerazioni particolarmente lunghe come gli Orange Wines, vini biodinamici e naturali, nei quali spesso le fermentazioni sono dovute a lieviti indigeni e vengono scarsamente controllate, possono più facilmente presentare profili olfattivi di questo tipo.

Vino floreale. La Descrizione dei Profumi nel Vino.

Vino floreale. Le note floreali sono tra le più comuni, presenti in moltissimi vini, sia bianchi che rossi o rosati. Sono di origine quasi sempre fermentativa, anche se possono essere legate a marcatori caratteristici di determinati vitigni. In genere, profumi di fiori bianchi sono presenti nei vini bianchi, profumi di fiori rossi nei vini rossi e così via. Nei vini giovani i profumi ricordano il fiore appena sbocciato, nei vini sottoposti a lunghe maturazioni troveremo più facilmente profumi di fiori secchi o appassiti.

Vino fruttato. La Descrizione dei Profumi nel Vino.

Vino fruttato. Le note fruttate sono tra le più comuni, presenti in moltissimi vini, sia bianchi che rossi o rosati. Sono di origine quasi sempre fermentativa, anche se possono essere legate a marcatori caratteristici di determinati vitigni. In genere, profumi di frutta bianca sono presenti nei vini bianchi, profumi di frutta rossa nei vini rossi e così via. Nei vini giovani i profumi ricordano la frutta fresca, nei vini sottoposti a lunghe maturazioni troveremo più facilmente note di confettura o di frutta secca, nei vini fortificati note di frutta sotto spirito.

Vino speziato. La Descrizione dei Profumi nel Vino.

Vino speziato. Le note speziate sono piuttosto diffuse in quei vini, sia bianchi che rossi o rosati, che sono stati sottoposti a periodi di maturazione più o meno lunghi, soprattutto in legno. Sono dunque di origine quasi sempre terziaria, anche se possono essere in alcuni casi legate a marcatori caratteristici di determinati vitigni.

Tutti i termini per la Intensità Olfattiva dei Vini

Vino intenso. Nell'ambito della degustazione olfattiva, si definisce "intenso" un vino la cui intensità olfattiva risulti in linea con le aspettative presentate dal vino in esame anche in riferimento alla tipologia di appartenenza. Varietà del vitigno e tipologia di vinificazione e  aturazione/affinamento influiscono grandemente sull’intensità olfattiva di un vino, comunque possiamo dire che in generale i vini intensi provengono da vigneti a rese medio basse e sono sottoposti a processi di vinificazione di buon livello qualitativo.

Vini bianchi passiti: Riconoscimenti olfattivi

Vini bianchi passiti: Esame Gusto-Olfattivo

L'esame gusto-olfattivo dei vini bianchi passiti

Al sorso, i vini bianchi passiti sono dolci, morbidi, caldi, ma raramente stucchevoli: la grande qualità risiede nella loro freschezza residua e nella sapidità, che bilanciano l’alto contenuto zuccherino. La struttura è sempre importante, la persistenza aromatica intensa (PAI) lunga e avvolgente.
Le migliori espressioni mostrano profondità gustativa, progressione aromatica, equilibrio tra dolcezza e acidità, e un finale elegante, a volte con rimandi ammandorlati o speziati. Nei casi più nobili, il sorso è multidimensionale, con una stratificazione di sapori che evolve con l’ossigenazione nel calice.

 

I descrittori per l'esame gustativo del vino Vini bianchi passiti:

(Clicca per visualizzare il significato del termine)

Tutti i termini per la Scala di Dolcezza dei Vini

Vini dolci. Nei vini dolci la sensazione di dolcezza è decisamente prevalente rispetto alle altre sensazioni gustative. In generale si considerano "dolci" i vini che abbiano un contenuto in zuccheri residui superiore a 50 g/l. Questo valore può arrivare anche ad oltre 200 g/l per alcuni vini passiti o liquorosi, senza che si arrivi a sentirlo stucchevole, soprattutto grazie alla cosiddetta "spalla acida", ossia all'elevata acidità che accompagna in genere la dolcezza di questi vini, compensandola.

Tutti i termini per la Scala di Acidità dei Vini

Vino "fresco". Si definisce "fresco" un vino che lascia in bocca una decisa sensazione di freschezza, dovuta alla sua acidità, in grado di procurare un'abbondante salivazione. La maggior parte dei vini giovani e di buona fattura, oltre a praticamente tutti gli spumanti, ricade all'interno di questa categoria.
Tutti i termini della scala di morbidezza del vino.
Vino morbido. Nella valutazione della morbidezza del vino, un vino si dice "morbido" quando in esso è presente una buona concentrazione di polialcoli che compensano efficacemente le componenti più dure, grazie per esempio al lungo affinamento, specialmente in botte. Nel suo profilo gustativo le sensazioni di rotondità prevalgono marcatamente sulle durezze.

Vino di corpo o corposo

Si dice "di corpo" o "mediamente strutturato" o "corposo" un vino con un buon contenuto di sostanze estrattive. Parliamo quindi di un vino ottenuto da uve mature, ricche di zuccheri e di sostanze complementari. In termini di analisi si può far riferimento a vini il cui estratto secco sia compreso indicativamente tra i 29 e 44 g/l e il cui contenuto in alcol  tra i 13 e i 14° in volume.

Vino molto persistente o vino "lungo"

Per "molto persistente" si intende un vino il cui ricordo sensoriale dopo la deglutizione ha una durata decisamente superiore alla media. Convenzionalmente, si indica come "molto persistente" un vino la cui persistenza è superiore agli 8-10 secondi, ma per alcuni vini quali ad esempio certi passiti o rossi di lungo affinamento essa può anche arrivare a diversi minuti. In molti casi un sinonimo di molto persistente è "lungo", termine usato in contrapposizione a "corto", che indica invece quando la persistenza risulta inferiore alle aspettative per quella determinata tipologia di vino.

Vini bianchi passiti: Abbinamento con il Cibo

Gli abbinamenti al cibo dei vini bianchi passiti

I vini bianchi passiti si prestano sia a classici abbinamenti da dessert, sia a soluzioni gourmet e abbinamenti per contrasto.

 

I tipi di portata in abbinamento per il vino Vini bianchi passiti:

Vini bianchi passiti: Ricette in Abbinamento

Vi proponiamo una selezione di ricette da abbinare ai vini Vini bianchi passiti, scelte dal Ricettario di Quattrocalici.
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