La Marche IGT o Marche IGP è una delle indicazioni geografiche più ampie e rappresentative dell’Italia centrale adriatica, poiché la zona di produzione comprende l’intero territorio amministrativo delle province di Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Pesaro-Urbino, cioè sostanzialmente l’intera regione Marche. Il territorio della denominazione si sviluppa dal versante orientale dell’Appennino umbro-marchigiano fino al mare Adriatico, attraverso una successione molto regolare di dorsali montuose, colline, valli fluviali trasversali e brevi pianure costiere; questa conformazione determina una viticoltura fortemente legata all’esposizione, all’altitudine e alla distanza dal mare. Le aree interne, più fresche e ventilate, sono segnate da escursioni termiche più evidenti e da maturazioni lente, particolarmente adatte a vini bianchi dotati di freschezza, tensione acida e profilo aromatico fine; le zone collinari mediane, spesso impostate su suoli argilloso-calcarei, marnosi o arenacei, offrono condizioni equilibrate per vitigni a bacca bianca e vitigni a bacca nera; le fasce più prossime alla costa beneficiano invece dell’influenza mitigatrice dell’Adriatico, con maturazioni più regolari e vini generalmente più morbidi e immediati. Il disciplinare sottolinea l’idoneità dell’ambiente marchigiano alla coltivazione dei diversi vitigni ammessi alla IGT Marche, in un contesto dove la vite ha accompagnato a lungo l’economia agricola regionale e si è integrata con il paesaggio mezzadrile, fatto di piccoli poderi, case coloniche, colture promiscue e vigneti distribuiti sulle pendici meglio esposte.
La storia vitivinicola delle Marche è antica e stratificata: la coltivazione della vite era già presente in età preromana e romana, si consolidò nel Medioevo attorno ai centri agricoli, religiosi e mercantili dell’entroterra e trovò poi una forte continuità nella civiltà mezzadrile, che per secoli ha modellato il paesaggio agrario marchigiano.
La Marche IGT nasce come strumento flessibile di valorizzazione regionale, capace di affiancare le denominazioni storiche più specifiche, come quelle legate al Verdicchio, al Rosso Piceno, al Rosso Conero, al Bianchello, alla Lacrima, al Pecorino e alla Passerina, consentendo ai produttori di esprimere vini territoriali anche al di fuori degli schemi più rigidi delle DOC e DOCG. Le tipologie comprese nella denominazione includono Marche bianco, Marche rosso e Marche rosato, anche nelle versioni frizzante, novello, passito e spumante, comprese le categorie di spumante di qualità e spumante di qualità di tipo aromatico, oltre alle versioni con indicazione di vitigno, ottenute da varietà idonee alla coltivazione nella regione Marche.
Tra i vitigni più rappresentativi del territorio possono rientrare, a seconda delle tipologie e delle scelte produttive, Verdicchio, Pecorino, Passerina, Trebbiano, Bianchello, Maceratino, Malvasia, Chardonnay, Sauvignon, Pinot bianco, Pinot grigio, Sangiovese, Montepulciano, Lacrima, Vernaccia nera, Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet franc, Syrah e Pinot nero.
I vini bianchi della denominazione possono esprimere un profilo fresco, floreale, fruttato e sapido, con esiti più neutri o più aromatici secondo il vitigno impiegato; i vini rossi spaziano da versioni giovani, fragranti e di medio corpo a interpretazioni più strutturate, fondate sulla maturità fenolica delle uve e sulla componente tannica; i vini rosati si collocano generalmente su registri di freschezza, frutto rosso e bevibilità; i vini frizzanti e gli spumanti valorizzano la componente acida e la vocazione alla rifermentazione di alcune basi bianche e rosate; i passiti concentrano zuccheri, struttura e complessità aromatica attraverso l’appassimento delle uve; i novelli privilegiano immediatezza, profumo fruttato e morbidezza. La Marche IGT rappresenta quindi una denominazione regionale di sintesi, capace di raccontare l’intero arco viticolo marchigiano, dalla montagna alla costa, dalla tradizione dei vitigni locali alla sperimentazione con varietà internazionali, mantenendo come elemento distintivo il rapporto tra collina, influsso adriatico, suoli calcareo-argillosi, viticoltura appenninica e pluralità stilistica.
Marche IGT
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