Le prime testimonianze scritte risalgono al XVIII secolo, ma la diffusione del nome โBonardaโ potrebbe essere molto piรน antica. In epoca medievale, vini denominati โbonardeโ erano apprezzati per la loro morbidezza e facilitร di beva, qualitร che ancora oggi caratterizzano le versioni moderne. Nel tempo, il vitigno รจ diventato un emblema della viticoltura lombarda e piemontese, capace di coniugare tradizione contadina e identitร territoriale. La Croatina โ che rappresenta la โBonardaโ piรน nota e coltivata โ ha contribuito in modo decisivo alla definizione dello stile dei vini rossi dellโOltrepรฒ Pavese e delle Colline Piacentine, trovando anche impieghi significativi in Piemonte e nel Nord-Est.
Dal punto di vista storico e culturale, il Bonarda ha incarnato per secoli il vino quotidiano delle campagne padane: un rosso sincero, schietto, spesso frizzante, destinato al consumo locale. Nelle osterie lombarde e piemontesi del Novecento, la โBonardaโ era sinonimo di convivialitร , di un vino da tavola allegro ma non banale. Oggi, grazie alla riscoperta dei vitigni autoctoni e alla modernizzazione delle tecniche di vinificazione, il nome Bonarda designa vini di grande qualitร , capaci di esprimere eleganza e complessitร , pur mantenendo un profilo genuino e territoriale. Il suo carattere poliedrico โ capace di generare rossi vivaci, morbidi o longevi โ รจ ciรฒ che ne ha assicurato il successo e la continuitร nel tempo.
Zone di coltivazione
La maggiore estensione del Bonarda si trova in Lombardia, nellโOltrepรฒ Pavese, dove la varietร corrisponde alla Croatina ed รจ protagonista della denominazione Bonarda dellโOltrepรฒ Pavese DOC. ร ampiamente coltivata anche nelle Colline Piacentine (Emilia-Romagna), dove contribuisce a vini come il Gutturnio DOC insieme al Barbera, e in Piemonte, soprattutto nelle province di Alessandria e Torino, con la Bonarda Piemontese. In misura minore, il vitigno รจ presente anche nel Veneto e nel Friuli, oltre che in Argentina, dove รจ giunto probabilmente attraverso lโemigrazione italiana e ha trovato buoni risultati nella provincia di Mendoza.
I terreni ideali per il Bonarda sono collinari, calcareo-argillosi e ben drenati, con esposizioni soleggiate ma ventilate. Il vitigno si adatta bene ai climi temperati e alle forti escursioni termiche tra giorno e notte, che ne favoriscono lโequilibrio acido e lโespressione aromatica. Nelle zone piรน calde, รจ in grado di mantenere freschezza e tannini equilibrati, producendo vini di grande equilibrio e versatilitร .
Caratteristiche ampelografiche
La pianta di Bonarda (nelle sue varianti principali) presenta vigoria medio-elevata, con portamento eretto e tralci robusti. Le foglie sono di medie dimensioni, pentagonali o trilobate, con margine dentato e lembo di colore verde intenso. Il grappolo รจ medio o grande, conico o cilindrico, compatto e talvolta alato. Gli acini sono medio-piccoli, sferici, con buccia di medio spessore di colore blu-nero intenso, ricoperta da pruina. La polpa รจ succosa, di sapore dolce e neutro. Germoglia in epoca media e matura tra fine settembre e inizio ottobre, a seconda della zona. La varietร mostra una buona fertilitร e unโelevata resa, che deve essere contenuta per ottenere vini di qualitร superiore.
Dal punto di vista fenolico, il Bonarda รจ ricco di antociani e possiede tannini dolci e maturi, che contribuiscono alla morbidezza e alla piacevolezza dei vini. Lโequilibrio tra zuccheri e aciditร รจ generalmente buono, e le uve mantengono freschezza anche in annate calde.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il Bonarda รจ un vitigno rustico e adattabile, resistente al freddo e alla siccitร , ma moderatamente sensibile alla botrite e allโoidio in condizioni di umiditร elevata. Predilige terreni collinari ben esposti e ventilati, con moderata fertilitร . Le forme di allevamento piรน diffuse sono il guyot e il cordone speronato, con potature corte per controllare la produttivitร e migliorare la concentrazione. Le rese ottimali per la qualitร si attestano intorno ai 70โ80 quintali per ettaro. Il vitigno beneficia di un ciclo vegetativo piuttosto lungo, che gli consente una maturazione fenolica completa e una buona colorazione anche nelle annate fresche. ร una varietร versatile, adatta sia a vini giovani e frizzanti sia a versioni piรน strutturate e longeve, grazie al suo equilibrio naturale tra corpo, aciditร e dolcezza dei tannini.
Caratteristiche enologiche del vitigno
Le uve di Bonarda producono mosti di ottima intensitร colorante e con aciditร equilibrata. I vini che se ne ottengono possono essere vinificati in diversi stili: frizzanti, fermi o leggermente abboccati. La vinificazione tradizionale prevede fermentazione in acciaio inox con macerazioni brevi (per i vini giovani) o piรน prolungate (per quelli da invecchiamento). In alcune versioni, lโaffinamento avviene in botti grandi o in barrique, che arricchiscono il bouquet con note speziate e di vaniglia. Lโaroma varietale รจ fruttato e floreale, con sentori di ciliegia, mora, prugna e violetta. Il Bonarda esprime il meglio delle sue potenzialitร quando le rese sono contenute e la maturazione fenolica รจ completa: in queste condizioni, dร vini pieni, morbidi e di sorprendente longevitร , capaci di evolvere verso profumi di liquirizia, cuoio e spezie dolci.
Caratteristiche organolettiche dei vini
I vini da Bonarda si presentano di colore rosso rubino intenso con riflessi violacei da giovani, tendenti al granato con lโaffinamento. Al naso offrono profumi tipici di frutti rossi maturi, ciliegia, mora e lampone, accompagnati da note floreali di violetta e talvolta da leggere sfumature speziate. Al palato risultano morbidi, equilibrati e di medio corpo, con tannini dolci e unโaciditร viva che conferisce freschezza e bevibilitร . Le versioni frizzanti, tipiche dellโOltrepรฒ Pavese e delle Colline Piacentine, sono fragranti e vivaci, con un carattere immediato e conviviale; quelle ferme, piรน complesse, mostrano profonditร , struttura e una piacevole vena amarognola nel finale.
