Il Chianti DOCG รจ una delle denominazioni vinicole italiane piรน conosciute nel mondo. Viene prodotto in unโampia area collinare della Toscana centrale, distinta dal territorio del Chianti Classico DOCG, che possiede una denominazione e un disciplinare autonomi. Il vino nasce principalmente dal Sangiovese, vitigno capace di esprimere profili differenti secondo i suoli, le altitudini e le condizioni climatiche delle diverse zone di produzione.
La viticoltura nella Toscana centrale ha origini molto antiche, risalenti almeno allโepoca etrusca. Durante il Medioevo il vino divenne uno dei prodotti agricoli piรน importanti del territorio e il nome Chianti iniziรฒ progressivamente a identificare vini rossi apprezzati anche fuori dalla regione.
Nel 1716 il granduca Cosimo III deโ Medici delimitรฒ una prima zona ufficiale di produzione del Chianti. Con lโaumento della notorietร del vino, tuttavia, il nome iniziรฒ a essere utilizzato anche per produzioni provenienti dai territori circostanti.
Nel XIX secolo il barone Bettino Ricasoli contribuรฌ alla definizione del moderno vino Chianti, attribuendo al Sangiovese un ruolo centrale e affiancandogli tradizionalmente Canaiolo e uve bianche.
Nel 1932 la zona di produzione venne notevolmente ampliata e suddivisa in aree geografiche piรน specifiche. Il Chianti ottenne la DOC nel 1967 e la DOCG nel 1984. Dal 1996 il territorio storico รจ tutelato separatamente dalla denominazione Chianti Classico DOCG e non puรฒ essere utilizzato per produrre Chianti DOCG. Il disciplinare del Chianti รจ stato nuovamente modificato nel giugno 2026, con lโintroduzione della tipologia Rosรฉ e della sottozona Terre di Vinci.
La zona del Chianti DOCG si estende nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, occupando una vasta parte della Toscana centrale. Il territorio comprende ambienti molto differenti, dalle colline prossime agli Appennini alle aree piรน miti influenzate dalla valle dellโArno e dalla vicinanza del Mar Tirreno.
Il paesaggio รจ prevalentemente collinare, con vigneti alternati a oliveti, boschi, seminativi e borghi storici. I vigneti destinati alla denominazione devono trovarsi su terreni collinari con giacitura e orientamento adatti alla produzione di uve di qualitร .
I suoli sono estremamente variabili. Nelle zone interne prevalgono formazioni di galestro, alberese, arenarie, marne e argille, mentre nelle aree piรน occidentali sono frequenti depositi sabbiosi, limosi e di origine marina.
Anche il clima cambia sensibilmente da una zona allโaltra. Le aree piรน elevate e interne presentano maggiori escursioni termiche e maturazioni piรน lente, mentre quelle occidentali e meridionali godono generalmente di condizioni piรน calde e mediterranee. Questa diversitร ambientale spiega la pluralitร degli stili compresi nella denominazione.
Il Chianti DOCG, escluse le versioni Rosรฉ, deve essere prodotto con una percentuale di Sangiovese compresa tra il 60 e il 100%.
Possono concorrere altri vitigni idonei alla coltivazione in Toscana. Le varietร a bacca bianca, utilizzate singolarmente o congiuntamente, non possono superare il 10%, mentre Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon non possono superare complessivamente il 15%. Per la sottozona Colli Senesi il limite complessivo dei due Cabernet รจ ridotto al 10%.
Tra i vitigni complementari piรน diffusi figurano Canaiolo, Colorino, Ciliegiolo, Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Trebbiano Toscano e Malvasia Bianca Lunga.
Il Sangiovese apporta aciditร , tannini e profumi di ciliegia, viola ed erbe aromatiche. Il Canaiolo contribuisce con morbidezza e frutto, mentre Colorino e Cabernet possono aumentare intensitร cromatica e struttura. Le uve bianche, oggi utilizzate meno frequentemente, possono alleggerire il colore e rendere il vino piรน fragrante.
I nuovi impianti devono avere una densitร minima di 4.100 ceppi per ettaro, che sale a 4.500 per la sottozona Rufina. ร vietato lโallevamento a tendone, mentre รจ consentita lโirrigazione di soccorso.
La resa massima della tipologia Chianti รจ di 11 tonnellate di uva per ettaro. Per il Chianti Superiore e per le sottozone sono previste rese inferiori, comprese tra 9 e 9,5 tonnellate per ettaro, mentre per Colli Fiorentini, Colli Senesi e Terre di Vinci il limite รจ fissato a 9 tonnellate.
La vinificazione avviene tradizionalmente in rosso, mediante fermentazione e macerazione del mosto sulle bucce. La durata del contatto varia secondo lo stile ricercato, dalla versione giovane e fruttata ai vini piรน strutturati destinati allโinvecchiamento.
Il disciplinare ammette la tradizionale pratica del governo allโuso toscano, consistente nella lenta rifermentazione del vino appena svinato con una quantitร di uve leggermente appassite. Questa tecnica puรฒ aumentare morbidezza, vivacitร e rotonditร del vino, ma non รจ ammessa per la tipologia Rosรฉ.
La resa massima dellโuva in vino รจ fissata al 70%. Il Chianti base puรฒ essere immesso al consumo dal 1ยบ marzo successivo alla vendemmia. Date piรน avanzate sono previste per alcune sottozone e per il Superiore.
Il Chianti Riserva, anche con indicazione di sottozona, deve essere sottoposto ad almeno due anni di invecchiamento, calcolati dal 1ยบ gennaio successivo allโannata di produzione delle uve. Il disciplinare non impone uno specifico recipiente, consentendo lโimpiego di acciaio, cemento, botti grandi, tonneaux o barrique.
Il disciplinare contempla le seguenti tipologie:
Il Chianti base deve presentare un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 11,5% vol., che sale a 12,5% per la Riserva e il Superiore. I vini con indicazione di sottozona devono raggiungere almeno 12% vol.; per le Riserve di sottozona il minimo รจ generalmente 12,5% vol., elevato a 13% per il Chianti Colli Senesi Riserva.
La nuova tipologia Chianti Rosรฉ DOCG, introdotta nel 2026, deve contenere almeno il 60% di Sangiovese e puรฒ essere completata da specifici vitigni bianchi e neri autorizzati dal disciplinare. ร caratterizzata da colore rosa tenue, profumi fruttati e gusto secco e fresco.
Le sottozone sono aree geografiche delimitate allโinterno della piรน ampia denominazione Chianti. La loro indicazione in etichetta consente di precisare lโorigine delle uve e identifica vini sottoposti a norme generalmente piรน restrittive rispetto al Chianti senza specificazione geografica.
Il disciplinare vigente riconosce otto sottozone:
Il Chianti Colli Aretini proviene dalle colline della provincia di Arezzo e presenta generalmente un profilo fresco, fruttato e moderatamente strutturato.
Il Chianti Colli Fiorentini รจ prodotto nelle colline che circondano Firenze, escluse le aree appartenenti al Chianti Classico. ร spesso caratterizzato da equilibrio, profumi floreali e buona trama tannica.
Il Chianti Colli Senesi occupa una vasta area della provincia di Siena, esterna alle zone del Chianti Classico, Brunello di Montalcino e Vino Nobile di Montepulciano. La varietร dei territori dร origine a vini differenti, generalmente dotati di struttura e calore.
Il Chianti Colline Pisane nasce nelle aree collinari della provincia di Pisa, influenzate dal clima piรน mite e dalle correnti provenienti dal Tirreno. I vini risultano spesso morbidi, fruttati e di pronta bevibilitร .
Il Chianti Montalbano รจ prodotto sulle colline comprese tra Firenze, Prato e Pistoia. Il clima relativamente mite e i terreni diversificati favoriscono vini armonici, fragranti e di media struttura.
Il Chianti Montespertoli interessa il territorio dellโomonimo comune fiorentino. ร stato riconosciuto come sottozona nel 1997 e produce vini generalmente sapidi, fruttati e caratterizzati da buona freschezza.
Il Chianti Rufina, prodotto nelle colline a nord-est di Firenze, รจ influenzato dallโaltitudine e dalla vicinanza dellโAppennino. Le escursioni termiche e la maturazione piรน lenta favoriscono vini eleganti, freschi, tannici e particolarmente adatti allโinvecchiamento.
La nuova sottozona Chianti Terre di Vinci, introdotta nel 2026, comprende aree viticole legate al territorio natale di Leonardo da Vinci. Il disciplinare le assegna rese piรน contenute e unโimmissione al consumo non anteriore al 1ยบ settembre dellโanno successivo alla vendemmia.
Lโindicazione della sottozona in etichetta รจ riservata ai vini ottenuti da uve provenienti dal relativo territorio. Anche vinificazione, invecchiamento, affinamento e imbottigliamento devono rispettare le condizioni territoriali stabilite dal disciplinare, fatte salve le deroghe espressamente autorizzate. Le sottozone possono essere utilizzate anche per le versioni Riserva e, in base al disciplinare del 2026, per la tipologia Rosรฉ.
Chianti DOCG
| Creata nel | 1996 |
| Prima approvazione | Approvata DOC con D.P.R. 09.08.1967, G.U. 217 del 30.08.1967 |
| Approvata come DOCG | Approvata DOCG con D.P.R. 02.07.1984, G.U. 290 del 20.10.1984 |
| Ultimi aggiornamenti | Ultime modifiche introdotte dal Decreto ministeriale 5 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 134 del 12 giugno 2026 |
| Regione | Toscana |
| Province | Arezzo, Firenze, Siena, Pisa, Pistoia, Prato |
| Tipo di denominazione | DOCG |
| Zona di produzione | Vari comuni in provincia di Arezzo, Firenze, Siena, Pisa, Pistoia, Prato |
| Merceologia | Vino |
| Sottozone | Chianti DOCG sottozona Colli Aretini, Chianti DOCG sottozona Colli Fiorentini, Chianti DOCG sottozona Colli Senesi, Chianti DOCG sottozona Colline Pisane, Chianti DOCG sottozona Montalbano, Chianti DOCG sottozona Montespertoli, Chianti DOCG sottozona Rufina, Chianti DOCG sottozona Terre di Vinci |
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