L'atlante delle denominazioni di origine di Quattrocalici

Etna DOC

Etna DOC cartina

La Denominazione Etna DOC

L’Etna DOC è una delle denominazioni più identitarie della Sicilia e comprende vini bianchi, rossi, rosati e spumanti prodotti sui versanti del vulcano Etna, in provincia di Catania. Il territorio è caratterizzato da vigneti spesso situati ad altitudini elevate, forti escursioni termiche, suoli vulcanici di epoche differenti e una straordinaria frammentazione geografica, storicamente espressa attraverso le 133 contrade riconosciute dal disciplinare.

I vitigni simbolo sono il Nerello Mascalese per i rossi e i rosati e il Carricante per i bianchi. Il disciplinare prevede inoltre la tipologia Etna Bianco Superiore, riservata esclusivamente alle uve provenienti dal territorio di Milo.

Storia e origine della denominazione

La viticoltura sull’Etna ha origini antichissime. La vite era coltivata nella Sicilia orientale già in epoca greca e romana e, nei secoli successivi, il vino prodotto sulle pendici del vulcano divenne una delle principali risorse agricole del territorio.

Tra Settecento e Ottocento la viticoltura etnea conobbe una forte espansione, favorita anche dalla vicinanza dei porti di Catania e Riposto, attraverso i quali grandi quantità di vino venivano esportate verso l’Italia continentale e numerosi mercati europei.

La crisi fillosserica e i cambiamenti economici del Novecento portarono a una drastica riduzione della superficie vitata. La particolare natura sabbiosa e vulcanica di alcuni terreni consentì tuttavia la sopravvivenza di vigneti molto vecchi e, in alcuni casi, ancora franchi di piede.

L’Etna DOC fu riconosciuta nel 1968, diventando la prima denominazione di origine controllata della Sicilia. Negli ultimi decenni il recupero dei vitigni autoctoni, dei vecchi vigneti ad alberello e delle singole contrade ha riportato l’Etna tra i territori vitivinicoli italiani di maggiore interesse.

Il territorio

La zona della Etna DOC si sviluppa sui versanti settentrionale, orientale e meridionale del vulcano e ricade interamente nella provincia di Catania.

Il disciplinare interessa territori appartenenti a 20 comuni: Biancavilla, Santa Maria di Licodia, Paternò, Belpasso, Nicolosi, Pedara, Trecastagni, Viagrande, Aci Sant’Antonio, Acireale, Santa Venerina, Giarre, Mascali, Zafferana Etnea, Milo, Sant’Alfio, Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia e Randazzo.

L’elemento fondamentale del territorio è il vulcano stesso. I suoli derivano da colate laviche, ceneri e materiali piroclastici di epoche differenti e possono cambiare profondamente anche nell’arco di poche centinaia di metri.

La diversità è ulteriormente accentuata dall’altitudine e dall’esposizione. I vigneti si distribuiscono generalmente da alcune centinaia di metri fino a circa 1.000 metri e oltre, creando condizioni climatiche molto differenti.

Il versante nord presenta generalmente un clima più fresco e continentale; quello orientale riceve maggiori precipitazioni e una più forte influenza del mare Ionio; i settori meridionali risultano generalmente più caldi e luminosi.

Le 133 contrade

Una delle caratteristiche più peculiari della Etna DOC è la suddivisione del territorio in 133 contrade, riconosciute dal disciplinare dal 2011 e giuridicamente assimilate a unità geografiche aggiuntive.

Le contrade non sono state create appositamente per la denominazione. Derivano dalla storica suddivisione rurale e catastale del territorio etneo, utilizzata per secoli per identificare poderi, appezzamenti, frazioni rurali e parti specifiche delle campagne attorno ai diversi comuni.

Nomi come Feudo di Mezzo, Santo Spirito, Rampante, Montelaguardia, Monte Ilice, Carpene, Campo Re, Sciarelle e Cavaliere appartengono quindi alla toponomastica storica dell’Etna e conservano spesso riferimenti a famiglie, caratteristiche del paesaggio, antiche proprietà o usi agricoli.

L’importanza vitivinicola delle contrade deriva dal fatto che questi antichi confini coincidono frequentemente con differenze molto concrete di quota, esposizione, pendenza e natura dei suoli.

Le continue eruzioni dell’Etna hanno infatti sovrapposto nel corso dei secoli colate laviche di età differenti. Vigneti appartenenti a contrade vicine possono quindi poggiare su substrati vulcanici formatisi in epoche molto diverse e mostrare caratteristiche pedologiche differenti.

A questo si aggiungono esposizione, altitudine, ventilazione e distanza dal mare. Per questo il sistema delle contrade viene spesso interpretato come una vera e propria lettura del terroir etneo: non una gerarchia qualitativa, ma uno strumento per identificare con maggiore precisione la provenienza del vino.

Vitigni e viticoltura

La composizione ampelografica varia secondo la tipologia.

Per l’Etna Bianco DOC:

Carricante minimo 60%;

Catarratto Bianco Comune e/o Catarratto Bianco Lucido fino al 40%.

Possono inoltre concorrere, entro i limiti previsti dal disciplinare, altri vitigni bianchi non aromatici idonei alla coltivazione in Sicilia.

Per l’Etna Bianco Superiore DOC:

Carricante minimo 80%;

possono concorrere altri vitigni bianchi non aromatici ammessi dal disciplinare.

Per Etna Rosso, Etna Rosso Riserva ed Etna Rosato:

Nerello Mascalese minimo 80%;

Nerello Cappuccio, detto anche Nerello Mantellato, fino al 20%;

possono inoltre concorrere entro i limiti stabiliti altri vitigni non aromatici autorizzati.

Per gli Etna Spumante bianco e rosato, il Nerello Mascalese deve rappresentare almeno l’80% dell’uvaggio.

Viticoltura etnea

Una delle forme di allevamento più caratteristiche è l’alberello etneo, tradizionalmente sostenuto da pali di castagno.

Nei nuovi impianti sono diffuse anche forme a controspalliera, ma l’alberello rimane uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio storico.

Molti vigneti sono coltivati su terrazze sostenute da muretti a secco in pietra lavica, necessarie per rendere coltivabili i pendii e contenere l’erosione.

L’altitudine rallenta la maturazione e determina forti escursioni termiche tra giorno e notte, favorendo acidità, finezza aromatica e una maturazione fenolica progressiva.

La presenza di vecchie vigne, talvolta ultracentenarie, costituisce un ulteriore elemento distintivo della denominazione.

Vinificazione e affinamento

Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nelle zone previste dal disciplinare.

Le tecniche variano sensibilmente secondo la tipologia. I bianchi possono essere fermentati e affinati in acciaio, cemento o legno, mentre i rossi vengono generalmente sottoposti a macerazione sulle bucce e possono maturare in recipienti di diversa capacità.

Per l’Etna Rosso Riserva è previsto un periodo di affinamento più lungo rispetto al rosso base.

Gli spumanti vengono prodotti sfruttando soprattutto la naturale acidità del Nerello Mascalese, particolarmente elevata nelle uve provenienti dai vigneti di alta quota.

Tipologie previste

Etna Bianco DOC

L’Etna Bianco è basato prevalentemente sul Carricante.

Il vino presenta generalmente elevata acidità, notevole sapidità e un profilo aromatico caratterizzato da agrumi, mela, fiori bianchi ed erbe aromatiche.

Con l’evoluzione può sviluppare note minerali, affumicate, di idrocarburo, miele e pietra focaia.

Etna Bianco Superiore DOC

La tipologia Bianco Superiore è riservata esclusivamente al territorio di Milo, mentre le 133 contrade possono essere utilizzate come indicazioni geografiche aggiuntive secondo le condizioni previste dal disciplinare

Il Carricante deve rappresentare almeno l’80% dell’uvaggio.

Le maggiori precipitazioni, l’altitudine e la vicinanza del mare Ionio contribuiscono a creare vini particolarmente freschi, tesi e longevi, spesso caratterizzati da forte acidità e sapidità.

Etna Rosso DOC

L’Etna Rosso è ottenuto prevalentemente da Nerello Mascalese.

Il vitigno produce generalmente vini dal colore relativamente trasparente ma dotati di buona struttura, acidità e tannini evidenti.

Il profilo aromatico richiama ciliegia, melograno, piccoli frutti rossi, violetta, spezie ed erbe mediterranee, spesso accompagnati da note minerali, ferrose o affumicate.

Etna Rosso Riserva DOC

La versione Riserva utilizza la stessa base ampelografica del rosso ma è sottoposta a un periodo di affinamento più lungo.

La maturazione favorisce l’integrazione dei tannini e lo sviluppo di profumi più complessi di spezie, tabacco, cuoio, sottobosco e note balsamiche.

Etna Rosato DOC

L’Etna Rosato è ottenuto prevalentemente da Nerello Mascalese.

La breve macerazione sulle bucce permette di ottenere vini generalmente di colore rosa più o meno intenso, caratterizzati da aromi di piccoli frutti rossi, melograno, agrumi e fiori.

Al palato sono normalmente secchi, freschi e sapidi, spesso dotati di una struttura superiore rispetto a molti rosati mediterranei.

Etna Spumante DOC

Il disciplinare contempla:

Etna Spumante Bianco DOC;

Etna Spumante Rosato o Rosé DOC.

Entrambe le tipologie sono ottenute prevalentemente da Nerello Mascalese, che deve rappresentare almeno l’80% dell’uvaggio.

L’acidità naturale del vitigno coltivato alle alte quote dell’Etna lo rende particolarmente adatto alla produzione di vini spumanti.

Caratteristiche organolettiche

L’Etna Bianco DOC presenta generalmente colore giallo paglierino e profumi di agrumi, fiori, frutta bianca ed erbe aromatiche. Al palato è secco, fresco e sapido, con una spiccata capacità di evoluzione.

L’Etna Bianco Superiore tende a mostrare maggiore tensione, struttura e longevità, mantenendo una marcata componente acida e salina.

L’Etna Rosso DOC presenta colore rubino più o meno intenso e profumi di ciliegia, melograno, piccoli frutti rossi, fiori, spezie ed erbe aromatiche. Al palato è secco, fresco, tannico e persistente.

La Riserva mostra maggiore profondità e complessità, con note evolutive di spezie, tabacco e sottobosco.

L’Etna Rosato è generalmente fresco e sapido, con sentori di piccoli frutti rossi, agrumi e fiori.

Gli spumanti sono caratterizzati da buona acidità, struttura e fragranza, con profumi di frutta e fiori accompagnati dall’evoluzione derivante dalla presa di spuma.

La Etna DOC nei dettagli

Etna DOC

Creata nel1968
Prima approvazioneApprovata con D.P.R. 11.08.1968, G.U. 244 del 25.09.1968
Ultimi aggiornamentiD.M. 19 gennaio 2022 – modifica ordinaria del disciplinare di produzione della DOC “Etna”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 28 del 3 febbraio 2022.
RegioneSicilia
ProvinceCatania
Tipo di denominazioneDOC
Zona di produzioneVari comuni in provincia di Catania
MerceologiaVino

Il Disciplinare della Etna DOC

Il link rimanda alla pagina del disciplinare della denominazione Etna DOC, con il pdf della versione aggiornata del disciplinare.

I Vitigni della Etna DOC

Nella tabella riportiamo i vitigni che rientrano nella composizione ampelografica delle tipologie di vino della denominazione Etna DOC. I link rimandano alle pagine dedicate alle singole varità della Guida ai Vitigni d’Italia di Quattrocalici.

Le Tipologie Vini della Etna DOC

I disciplinari delle denominazioni di origine dei vini prevedono una o più “Tipologie di vino” coperte nell’ambito della stessa denominazione. La tabella riporta tutte le tipologie previste dalla denominazione Etna DOC, ottenute vinificando le uve dei vitigni autorizzati nell’ambito della stessa denominazione. I link rimandano alle pagine dedicate alle singole tipologie di vino, nelle quali si possono trovare tutti i dettagli relativi ai procedimenti di vinificazione e alle caratteristiche organolettiche dei vini.

La Guida Vini di Quattrocalici

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