Le prime attestazioni storiche certe risalgono al XVI secolo, quando cronache agrarie piemontesi citano un’uva “erbaluce” o “albaluce” coltivata attorno ai borghi di Caluso, Agliè e Cuceglio. L’area canavesana, plasmata dalle imponenti morene del ghiacciaio Balteo, offriva un ambiente unico: suoli acidi, sabbiosi, ricchi di ciottoli, clima ventilato e marcate escursioni termiche. In questo contesto l’Erbaluce sviluppò progressivamente il suo carattere peculiare: acidità vivissima, struttura minerale e note aromatiche fini.
Tra Settecento e Ottocento il vitigno divenne centrale per l’economia agricola del Canavese, sia per la produzione di vini secchi, sia — e soprattutto — per quella dei celebri vini passiti locali, tra i più apprezzati del Piemonte storico. Nel Novecento, con la creazione della DOC Caluso e poi della DOCG Erbaluce di Caluso, la varietà è stata definitivamente riconosciuta come uno dei grandi vitigni bianchi italiani, capace di coniugare ancestralità e modernità enologica.
Zone di coltivazione
L’Erbaluce è coltivato quasi esclusivamente in Piemonte, nel cuore del Canavese, nelle province di Torino e, marginalmente, di Biella e Vercelli. Le zone più vocate gravitano attorno ai comuni di:
– Caluso e le colline circostanti;
– Settimo Rottaro, Piverone, Azeglio;
– Agliè, San Giorgio, Cuceglio;
– i rilievi morenici che circondano il Lago di Candia.
Il vitigno è presente in tre tipologie disciplinate dalla DOCG Erbaluce di Caluso:
– fermo secco,
– spumante metodo classico,
– passito, storica eccellenza del territorio.
Fuori dal Piemonte il vitigno rimane marginale, con micro-coltivazioni sperimentali in Lombardia orientale e in Valle d’Aosta, ma è nel Canavese che l’Erbaluce raggiunge la sua espressione più autentica, grazie al connubio tra clima freddo-ventilato e suoli morenici estremamente drenanti.
Caratteristiche ampelografiche
La pianta di Erbaluce ha vigoria medio-elevata e portamento semieretto. Le foglie sono medio-grandi, trilobate o pentalobate, con lembo consistente e superficie lievemente ondulata.
Il grappolo è medio, conico o cilindrico-conico, spesso alato e di densità variabile; tende talvolta alla compattezza nelle vendemmie più generose. Gli acini sono medio-piccoli, sferici, con buccia spessa giallo-verde che vira facilmente al dorato in esposizioni soleggiate.
La polpa è succosa, con sapore neutro ma acidità elevata, tratto distintivo del vitigno. Germoglia in epoca media e matura abbastanza tardi, tra fine settembre e inizio ottobre, caratteristiche che favoriscono un lento accumulo aromatico e un profilo fenolico equilibrato.
Caratteristiche colturali e agronomiche
L’Erbaluce è un vitigno robusto e adattabile, ma esprime il meglio in suoli acidi, sabbiosi, ricchi di ciottoli e di origine morenica. Mostra ottima tolleranza alla siccità e buona resistenza alla botrite, grazie alla buccia consistente.
Soffre invece ristagni idrici e terreni troppo fertili, che favoriscono eccessi vegetativi e ritardi di maturazione. Le forme tradizionali di allevamento nel Canavese includono la pergola canavesana, ancora presente in vigneti storici; nei nuovi impianti prevale il guyot semplice o doppio, più adatto alla viticoltura moderna.
Le rese devono essere controllate per ottenere finezza aromatica e mineralità: carichi eccessivi appiattiscono il profilo gustativo e riducono la qualità del passito.
Caratteristiche enologiche del vitigno
Le uve di Erbaluce generano mosti con acidità molto elevata, pH basso e ottima struttura minerale. Si tratta di una varietà estremamente duttile:
– nei vini secchi, l’acidità brillante offre vini tesi e verticali;
– negli spumanti metodo classico, garantisce freschezza e longevità;
– nei passiti, la buccia spessa permette lunghi appassimenti, con concentrazioni zuccherine notevoli e complessità aromatica crescente.
La vinificazione avviene principalmente in acciaio, spesso con soste prolungate sui lieviti per aumentare volume e finezza. L’uso del legno è raro e discreto, per evitare di coprire la fragranza varietale.
L’aromaticità è sottile: agrumi, mela verde, fiori bianchi, erbe officinali, talvolta cenni minerali e idrocarburici nell’evoluzione.
Caratteristiche organolettiche dei vini
I vini da Erbaluce presentano colore giallo paglierino brillante con riflessi verdolini. Al naso emergono profumi di agrumi, mela, fiori di campo, erbe alpine e una caratteristica impronta minerale. Al palato sono freschi, taglienti, energici, con acidità marcata e struttura sottile ma persistente. Il finale è sapido, teso, spesso con note leggermente amaricanti che appartengono alla tipicità del vitigno. Le versioni spumante sono eleganti, molto fresche, con ottima tenuta nel tempo. Il passito, invece, rappresenta la massima espressione della varietà: dorato, intenso, con aromi di frutta candita, miele, erbe essiccate e una sorprendente acidità che bilancia perfettamente la dolcezza.
