Giuseppe Acerbi รจ stato un ampelografo senza dubbio originale, oltre che una figura eclettica del Romanticismo italiano. Acerbi nasce a Castelgoffredo, in provincia di Mantova, e in questa cittadina finisce la sua vita, dopo un’esistenza ricca di avvenimenti e di avventure. Tra queste si deve ricordare una curiosa spedizione a Capo Nord, fatta nel 1798, cui fa seguire un ampio e scrupoloso resoconto che suscita la curiositร dei lettori dell’epoca e gli dร fama europea. Giuseppe Acerbi in seguito cerca di intraprendere la carriera diplomatica, non senza incontrare grandi difficoltร causate dalle vicende politiche europee che hanno segnato il periodo storico tra Settecento e Ottocento. Nello stesso periodo asseconda la propensione per le attivitร letterarie e scientifiche. Fu intorno al 1820 che iniziรฒ la sua attivitร come ampelografo, riuscendo a creare in breve tempo presso il podere di famiglia nei dintorni di Castelgoffredo una collezione di ben 1552 varietร di vite, di cui 619 presunte italiane, 400 di origine ungherese o di altri stati dell’impero asburgico e 503 provenienti dal resto dei paesi europei (Francia e penisola iberica in particolare). Nel 1823, prima che le viti messe a dimora nella coltivazione arrivassero a fruttificare (e pertanto prima che fosse possibile descriverle in modo compiuto), pubblicรฒ un catalogo, dal titolo “Delle viti italiane“, contenente appunti per la classificazione, monografia e sinonimia, preceduti da un tentativo di una classificazione delle viti, stampato dall’Editore Silvestri di Milano. Tre anni piรน tardi, mosso dal desiderio di avventura che ha sempre caratterizzato la sua esistenza, lasciรฒ l’Italia per trasferirsi in Egitto con la carica di console generale austriaco. Abbandonรฒ cosรฌ a se stessa la collezione di vitigni, insieme agli studi ampelografici, tanto che quando fece ritorno a Castelgoffredo, nel 1836, della collezione non si sapeva piรน nulla. Trascorse gli ultimi dieci anni di vita nel paese natale, dividendo il suo tempo tra la coltivazione del podere e la sistemazione delle numerosissime carte e dei volumi della biblioteca.



















