I vini passiti
I vini passiti sono spesso considerati una categoria a sรจ stante, ma dal punto di vista tecnico sono vini normali, dal momento cheย sono prodotti utilizzando le stesse tecniche di vinificazione, con la sola differenza che le uve, prima di essere vinificate, vengono sottoposte per un periodo di tempo piรน o meno lungo ad appassimento, cioรจ a una riduzione o eliminazione dell’acqua (disidratazione) presente nell’acino, che ne fa aumentare il contenuto zuccherino e di tutte le sostanze non fermentescibili. I mosti ottenuti da queste uve sono particolarmente concentrati e adatti alla produzione di vini passiti dolci, cioรจ che presentano un residuo zuccherino significativo (puรฒ arrivare anche a 200 g/l o piรน). Nel caso la fermentazione venga portata a completamento, i vini passiti cosรฌ ottenuti risultano secchi ma particolarmente alcolici e ricchi in polialcoli, che conferiscono loro una morbidezza al sapore molto caratteristica. L’Amarone della Valpolicella e lo Sforzato di Valtellina sono i due esempi piรน famosi di vini passiti secchi.
I vini da vendemmia tardiva
Un effetto del tutto simile si puรฒ ottenere con la surmaturazione, ossia ritardando la vendemmia oltre la maturazione tecnica, cioรจ dopo il raggiungimento del punto di equilibrio tra aciditร e concentrazione zuccherina, a scapito della prima e a vantaggio della seconda, ottenendo quindi di concentrare nella bacca numerosi composti quali zuccheri, acidi organici, sali minerali e profumi. I vini che si ottengono in seguito a questo processo sono detti “vendemmie tardive” e sono solitamente caratterizzati da uno spiccato contenuto alcolico e da un residuo zuccherino piรน o meno elevato.
I vini passiti liquorosi
I passiti liquorosi sono vini ottenuti da uve appassite, ai qualiย รจ stata fermata aggiunta una opportuna quantitร di distillato di vino in modo da arrestare la fermentazione alcolica, preservando quindi un residuo zuccherino. Il contenuto in alcool finale arriva in genere tra i 19 e i 22ยฐ vol. . Nell’ambito delle denominazioni, il passito liquoroso italiano piรน famoso รจ senz’altro la versione liquorosa del Passito di Pantelleria DOC.
Le tecniche di appassimento
Per poter essere idonee all’appassimento, le uve devono appartenere a vitigni caratterizzati da una naturale elevata aciditร e avere una buccia particolarmente resistente in modo da non essere predisposti alla formazione di muffe indesiderate. In molti casi si utilizzano vitigni aromatici, nei quali maggiore รจ la presenza di composti aromatici liberi, come il Moscato, Aleatico, Malvasie e Brachetto. La formazione della cosiddetta muffa nobile (botrytis cinerea) che avviene in particolari condizioni di bassa umiditร su uve vendemmiate molto tardivamente (anche negli Ice-wines) e i vini che se ne ottengono vengono chiamati anche “muffati“. Le tecniche di appassimento richiedono una particolare attenzione nel preservare l’uva da contaminazioni batteriche e fungine, oltre che nell’assicurare che la disidratazione sia omogenea su tutta l’uva da lavorare, in modo tale da preservare la qualitร del prodotto finito. Le diverse tecniche di appassimento possono essere ricondotte a due principali categorie: l’appassimento on-vine e off-vine (in vigna e in cantina).
Appassimento delle uve on-vine
La prima consiste nel lasciare appassire gli acini d’uva direttamente sulla pianta, di modo che, durante il processo di sovramaturazione, gli acini continuino ad essere nutriti dalla pianta, che si oppone alla continua disidratazione con il rifornimento di nutrienti, tra cui ovviamente gli zuccheri, con il risultato che i vini ottenuti con questa tecnica saranno piรน dolci rispetto a quelli appassiti off-vine.ย In una fase successiva si recide il peduncolo ed eventualmente si attende la successiva aggressione degli acini da parte della cosiddetta muffa nobile (botrytis cinerea). La muffa nobile รจ in grado di rendere piรน morbido l’acino e aumentarne il contenuto in glicerina e polialcoli.ย Se gli acini sono lasciati sulle piante fino all’arrivo delle prime brinate, otteniamo i cosiddetti Ice-wines (soprattutto in Austria e Germania, ma anche in Canada). La formazione di ghiaccio all’interno degli acini allontana una elevata quantitร d’acqua, cosa che dร a questi vini una concentrazione intrinseca particolarmente elevata.
Appassimento delle uve off-vine
La seconda tecnica lasciare appassire i grappoli o gli acini d’uva, dopo la vendemmia, in ambiente ventilato su stuoie o graticciย del tipo un tempo usato per la bachicoltura (arรจle), oppure appesi a corde (picร i), oppure piรน diffusamente nell’era moderna, in ambienti opportunamente areati (fruttai) posti su cassette impilate in modo tale da fornire idonei canali di ventilazione e prevenire l’ammuffimento indesiderato degli acini. L’appassimento forzato viene attuato applicando ai fruttai un sistema di ventilazione con aria riscaldata intorno ai 30 ยฐC, con umiditร circa al 55-60%, al fine di evitare lโinsorgere di forme di marciumi indesiderati. Questo permette una diminuzione di tempo richiesto per lโappassimento che puรฒ essere addirittura di 10 giorni contro gli 80 richiesti dal metodo naturale.
La fermentazione nei vini passiti
La fermentazione di un mosto estremamente ricco di zucchero รจ molto lenta e in casi estremi potrebbe anche non avvenire o produrre una quantitร di alcool molto bassa, come caso dei vini Trockenbeerenausleseย o dei Tokaji Eszencia, in cui il grado alcolico puรฒ anche essere inferiore al 6%. La fermentazione puรฒ essere fermata abbassando la temperatura, aggiungendo anidride solforosa o trattando il mosto con una filtrazione sterile in modo da eliminare completamente i lieviti responsabili della fermentazione. I vini dolci una volta ottenuti possono essere sottoposti a maturazione in legno per arricchire ancor piรน le proprie qualitร organolettiche.








