LE PROVINCE DEL VINO DELLA REGIONE LOMBARDIA

La provincia di Bergamo e i suoi vini

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Vigneti del Monastero di Astino a Bergamo Image: Depositphotos.com

La provincia di Bergamo è una delle 12 province della regione Lombardia. La provincia di Bergamo ha una superficie di 2.746 kmq e conta 1.086.000 abitanti. La sua densità abitativa è di 396 ab./kmq.

Le prime tracce della presenza della vite e del vino in provincia di Bergamo risalgono all’epoca dei Romani, con testimonianze di vigenti nella zona di Scanzorosciate. Per i Romani la viticoltura a Bergamo diventò così importante che fu dedicato un tempio a Bacco nell’antico borgo di San Lorenzo. Nel 569 i Longobardi invasero la città costringendo la gente a fuggire ed in conseguenza di ciò la viticoltura ebbe un notevole tracollo. Fondamentale per la sua sopravvivenza fu la cura che ne ebbero gli ecclesiali nelle loro proprietà. Risale al 750 d.C. la prima menzione alla viticoltura in un atto ufficiale e nel 1243 si trova menzione di vigneti nell’area di Seriate. Nel 1398 un gruppo di Guelfi saccheggiò i vigneti dei Ghibellini di Scanzo. Tra il 1400 e il 1600  i vini della provincia di Bergamo vennero collocati sul mercato milanese dove acquisirono ampi consensi e nel 1491, quando i Benedettini si insediarono nelle abbazie di Pontida e di San Paolo d’Argon, il vino fece un nuovo salto in avanti.

A partire dal 1700, come avvenne in altre province Lombarde, la viticoltura venne in parte sostituita dalla produzione di bachi da seta e gelsi ed il vino dovette essere importato da altre regioni. La ripartenza della viticoltura risale alla fine dell’800, con la creazione della prima accademia agricola italiana, l’Accademia degli Arvali, dei Comizi Agrari e della prestigiosa scuola di Grumello del Monte. Nel 1886, portata da Milano e da Como, giunse anche in provincia di Bergamo la fillossera, che in poco tempo distrusse tutti i vigneti.

La ricostruzione della viticoltura in provincia di Bergamo risale agli anni successivi al 1950, ad opera della locale Camera di Commercio, che incentivò l’impianto nei vigneti di vitigni Merlot, Barbera, Incrocio Terzi n.1, Marzemino gentile e Schiava grossa. La Cantina sociale di Pontida (Val San Martino), iniziò a funzionare nel 1959, e quella di San Paolo d’Argon (Bergamasca) nel 1960. L’industrializzazione e il cambio di abitudine dei consumatori, negli ultimi decenni hanno fatto ridurre la superficie dedicata a vigneto di ben quattro volte, fenomeno accompagnato però dal miglioramento degli impianti e dell’enologia locale.

In provincia di Bergamo sono presenti una denominazione DOCG e due DOC.

La Scanzo o Moscato di Scanzo DOCG è dedicata al vino dolce, anche passito, prodotto con il vitigno autoctono Moscato di Scanzo, nell’area del comune di Scanzorosciate.

I vitigni della Valcalepio DOC affiancano al tradizionale Moscato di Scanzo, utilizzato per la produzione di vini dolci passiti, vitigni a bacca nera internazionali (Merlot, Cabernet) e a bacca bianca quali Chardonnay, Pinot bianco e Pinot grigio, per dare origine alle tipologia bianco, rosso e rosso riserva.

La Terre del Colleoni DOCvini rossi dai vitigni Schiava, Merlot, Cabernet, Marzemino, Franconia ed Incrocio Terzi. I bianchi si producono invece con i vitigni Incrocio Manzoni 6.0.13 e Moscato giallo.

La provincia di Bergamo e i suoi vini

Le Denominazioni del vino nella provincia di Bergamo

La provincia di Bergamo come tutte le province d’Italia, vanta un numero rilevante di denominazioni di origine dedicate al vino. Di seguito l’elenco completo, che riporta anche le altre province di ciascuna denominazione, quando presenti.

La Guida Vini di Quattrocalici per la provincia di Bergamo

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