Nel corso del Medioevo il nome “Greco” compare diffusamente nei documenti agrari e monastici come sinonimo di vini pregiati, forti e adatti alla conservazione. Nel Rinascimento e nell’età moderna il Greco Bianco assume un ruolo specifico nelle colline ioniche della Calabria e dell’Irpinia, diventando una componente essenziale degli uvaggi locali e dei vini destinati al commercio costiero.
Il XIX e il XX secolo consolidano la sua reputazione: il vitigno entra stabilmente nella produzione dei vini storici calabresi (come il Greco di Bianco) e, parallelamente, rappresenta una delle basi tradizionali dei bianchi campani. Oggi il Greco Bianco è considerato una delle varietà simbolo dell’Italia meridionale, apprezzato per la sua freschezza, la vocazione territoriale e la capacità di generare vini dalle forti connotazioni mediterranee.
Zone di coltivazione
La maggiore concentrazione del Greco Bianco si trova in Calabria, in particolare nelle province di Reggio Calabria e Catanzaro. La sua interpretazione più celebre è il Greco di Bianco DOC, vino passito ottenuto lungo la costa ionica, tra Bianco e Casignana. È diffuso anche nel Lametino, nel Crotonese e nell’area di Cirò come varietà complementare.
In Campania è coltivato in forma minore, spesso in uvaggi storici, nelle aree del Sannio, dell’Irpinia e della provincia di Avellino, da cui si distingue nettamente dal Greco di Tufo (geneticamente diverso).
Il vitigno preferisce terreni calcarei o argillo-calcarei, suoli marini o collinari ben drenati e climi caldi, asciutti e ventilati, tipici del Mediterraneo meridionale. Fuori dall’Italia è praticamente assente.
Caratteristiche ampelografiche
La pianta di Greco Bianco presenta vigoria medio-elevata e portamento espanso. Le foglie sono medio-grandi, trilobate o pentalobate, con lembo spesso e superficie leggermente ondulata.
Il grappolo è medio o grande, conico o cilindrico-conico, spesso alato e tendenzialmente compatto. Gli acini sono medio-piccoli, sferici, con buccia di colore giallo-verde che tende al dorato a piena maturazione, ricca di sostanze fenoliche e zuccherine. La polpa è succosa, dolce e con buona acidità.
La maturazione avviene solitamente in epoca medio-tardiva, tra fine settembre e inizio ottobre.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il Greco Bianco è un vitigno tipicamente mediterraneo: sopporta bene la siccità, le alte temperature e i terreni poveri, adattandosi a pendii scoscesi e a condizioni climatiche anche severe.
È moderatamente sensibile alla botrite a causa della compattezza del grappolo, mentre mostra buona resistenza alla peronospora e discreta reattività agli stress idrici.
Le rese possono essere elevate e richiedono una gestione attenta tramite potatura e diradamento per ottenere concentrazione e qualità, soprattutto nelle versioni passite. Le forme di allevamento più diffuse comprendono guyot, cordone speronato e, nelle zone costiere più tradizionali, l’alberello.
Caratteristiche enologiche del vitigno
Le uve di Greco Bianco generano mosti ricchi in zuccheri, dotati di buona acidità e discreta massa estrattiva. Questa combinazione lo rende un vitigno molto versatile: eccelle nei vini passiti, per i quali è particolarmente vocato, ma dà ottimi risultati anche nei bianchi secchi.
La vinificazione avviene prevalentemente in acciaio per preservare freschezza e aromaticità, ma il vitigno può sostenere anche brevi affinamenti in legno. Il profilo aromatico presenta note di frutta bianca, agrumi, miele, fiori mediterranei ed erbe aromatiche, con una componente minerale spesso marcata nelle zone costiere.
Caratteristiche organolettiche dei vini
I vini secchi da Greco Bianco mostrano colore giallo paglierino brillante, profumi di fiori bianchi, agrumi, pesca, erbe aromatiche e accenti minerali. Al palato sono freschi, sapidi e strutturati, con acidità viva e una buona combinazione di morbidezze e mineralità.
Le versioni passite — in particolare il Greco di Bianco DOC — esprimono grande complessità: profumi di miele, fichi, datteri, scorza d’arancia, zagara e spezie dolci; il gusto è avvolgente, ricco, sostenuto da un’acidità che equilibra perfettamente la dolcezza.
