ร un vitigno che per lungo tempo ha rischiato di scomparire, sopravvivendo in piccoli appezzamenti familiari e in vecchi vigneti promiscui, fino alla recente riscoperta nellโambito dei programmi di tutela della biodiversitร viticola piemontese. Le analisi genetiche ne hanno confermato lโappartenenza al gruppo dei vitigni autoctoni antichi della regione e hanno ipotizzato possibili legami con la famiglia del Nebbiolo, sebbene non di diretta parentela. LโAvarengo rappresenta dunque un raro testimone della viticoltura storica del Piemonte collinare, in cui ogni valle e ogni pendio conservava una varietร propria, adattata nei secoli al microclima e al suolo locale.
Dal punto di vista culturale e territoriale, lโAvarengo รจ espressione di un Piemonte agricolo autentico e preindustriale, in cui la diversitร varietale costituiva una forma di resilienza naturale. Il suo recupero odierno non ha solo un valore enologico, ma anche simbolico: restituire voce ai vitigni minori significa ridare identitร a territori che hanno visto la nascita di alcuni dei vini piรน celebri del mondo. Oggi lโAvarengo รจ oggetto di studio da parte di centri di ricerca e piccoli produttori che ne stanno esplorando le potenzialitร qualitative, rivelando un profilo aromatico sobrio ma elegante e una struttura tannica equilibrata, adatta a vini di medio corpo e grande bevibilitร . Il suo carattere rustico e genuino lo rende un interprete fedele della tradizione piemontese, coerente con lโidea di vino territoriale e sostenibile.
Zone di coltivazione
Lโareale di coltivazione dellโAvarengo รจ oggi limitato ad alcune zone del Basso Monferrato e delle Langhe occidentali, in particolare nelle province di Torino, Cuneo e Asti. ร segnalato in piccoli vigneti nei comuni di Moncucco Torinese, Cinzano, Pino dโAsti e Cocconato, e in alcune microzone collinari tra il Roero e il Canavese. In passato era coltivato anche nel Biellese e nel Novarese, ma in queste aree รจ ormai scomparso. LโAvarengo รจ attualmente iscritto al Registro Nazionale delle Varietร di Vite, e puรฒ essere impiegato in alcune denominazioni a livello regionale, come Piemonte DOC e Monferrato DOC, generalmente in assemblaggio. Tuttavia, le vinificazioni in purezza condotte a scopo sperimentale hanno mostrato risultati incoraggianti, suggerendo un potenziale qualitativo interessante soprattutto nei terreni calcarei e marnosi di media collina, esposti a sud e sud-ovest.
Caratteristiche ampelografiche
La pianta di Avarengo รจ di vigoria medio-bassa, con portamento eretto e sviluppo equilibrato. Le foglie sono di medie dimensioni, orbicolari o trilobate, con margine dentato e pagina superiore verde scuro e leggermente ondulata. Il grappolo รจ piccolo o medio, di forma cilindrica o conico-cilindrica, piuttosto compatto; gli acini sono piccoli, sferici, con buccia spessa e consistente, di colore blu-nero con abbondante pruina. La polpa รจ succosa, di sapore neutro ma leggermente amarognolo. LโAvarengo germoglia in epoca media e matura nella seconda metร di settembre. ร un vitigno a produttivitร moderata e costante, caratterizzato da unโottima sanitร delle uve e da una buona tolleranza alle principali malattie crittogamiche. Il suo corredo fenolico equilibrato e lโelevata concentrazione di antociani conferiscono ai vini un colore intenso e stabile.
Caratteristiche colturali e agronomiche
LโAvarengo si adatta bene ai suoli calcareo-marnosi e argillosi tipici delle colline piemontesi, preferendo le esposizioni ben ventilate e le altitudini comprese tra 200 e 400 metri. ร un vitigno rustico, resistente alla siccitร e alle variazioni termiche, con buona capacitร di adattamento ai climi collinari freschi. ร moderatamente sensibile allโoidio, ma mostra discreta resistenza alla botrite grazie alla buccia spessa e alla compattezza del grappolo. Le forme di allevamento piรน indicate sono il guyot e il cordone speronato, con potature medio-corte per contenere la vigoria e favorire una buona maturazione fenolica. Le rese ideali per la qualitร si attestano sui 70โ80 quintali per ettaro. In condizioni ottimali, lโAvarengo produce uve di ottimo equilibrio zuccheri/acidi, adatte sia a vini giovani e fragranti sia a versioni piรน strutturate con breve affinamento in legno.
Caratteristiche enologiche del vitigno
Le uve di Avarengo offrono mosti di colore intenso e profilo aromatico sobrio ma fine. La vinificazione avviene tradizionalmente in acciaio inox con macerazioni di media durata (8โ10 giorni), per preservare il frutto e limitare lโestrazione tannica. Il vino risultante รจ di medio corpo, con aciditร equilibrata e tannino setoso. Alcuni produttori sperimentano brevi affinamenti in botti grandi o in barrique usate, che arricchiscono la complessitร senza sovrastare lโespressione varietale. LโAvarengo si presta bene anche a vinificazioni leggere, quasi in stile โvino dโannataโ, ma mantiene una struttura solida che gli consente di evolvere positivamente per alcuni anni. Lโaromaticitร รจ dominata da note di ciliegia, prugna e viola, con accenni minerali e speziati, mentre il corredo polifenolico assicura una buona stabilitร cromatica nel tempo.
Caratteristiche organolettiche dei vini
I vini da Avarengo si presentano di colore rosso rubino intenso con riflessi violacei. Al naso esprimono profumi delicati di frutti rossi maturi โ ciliegia, lampone, mora โ accompagnati da note floreali e lievi toni di spezie dolci. Al palato sono armonici, freschi e di medio corpo, con tannini fini e ben integrati, e una sensazione complessiva di equilibrio e scorrevolezza. La aciditร vivace conferisce slancio e bevibilitร , mentre il finale รจ asciutto e persistente, con piacevoli sfumature amarognole. LโAvarengo dร vini che riflettono la sobrietร e la compostezza tipiche del Piemonte, ideali da bere giovani ma capaci di evolvere con grazia per 3โ5 anni. ร un vino che si abbina perfettamente a piatti della tradizione regionale โ salumi, paste ripiene, carni bianche e formaggi semistagionati โ e che, nella sua riscoperta contemporanea, rappresenta un frammento prezioso della memoria viticola piemontese.
