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Il corso sul vino di Quattrocalici - Bordeaux

Bordeaux – Graves e Sauternais

La culla del vino bordolese tra ghiaie, nebbie e "oro liquido"

I vini delle Graves e di Sauternes

A sud di Bordeaux, lungo la riva sinistra della Garonna, si estende una delle zone viticole più storiche e affascinanti dell’intero Bordelais: le Graves, letteralmente “le ghiaie”, così chiamate per la natura dei suoli che ne costituiscono l’anima e l’identità. Qui, tra banchi di ciottoli alluvionali e terrazze sabbiose, nacquero i primi grandi vini rossi della regione e, poco più a sud, nel microcosmo umido e nebbioso del Sauternais, quelli che sarebbero diventati i più celebri vini dolci del mondo. È un territorio di antica nobiltà e di finezza minerale, in cui la viticoltura si declina in sfumature multiple: eleganza bordolese, tensione aromatica, dolcezza mistica.

Le Graves: il cuore originario della viticoltura bordolese

Le Graves sono, storicamente, il cuore originario della viticoltura bordolese. I primi documenti che attestano la produzione e il commercio di vino a Bordeaux risalgono all’epoca romana, con tracce evidenti di vitigni coltivati lungo la Garonna fin dal I secolo. Nel Medioevo, prima ancora dell’affermazione del Médoc, erano i vini delle Graves ad essere esportati verso l’Inghilterra e i Paesi Bassi. Già nel XVII secolo, Château Haut-Brion – situato nel comune di Pessac – era considerato uno dei vini più raffinati d’Europa, lodato da Samuel Pepys nel suo celebre diario del 1663.

Con l’Ottocento, la nascita della classificazione del 1855 e la bonifica del Médoc cambiarono gli equilibri, ma le Graves continuarono a distinguersi per la loro identità unica: una zona capace di produrre vini rossi austeri e longevi, bianchi secchi di grande finezza e i migliori vini dolci del mondo.

I suoli delle Graves: le ghiaie come matrice stilistica

Il nome “Graves” deriva direttamente dal tipo di suolo che caratterizza la zona: depositi alluvionali di ghiaia, ciottoli e sabbia, formatisi nel corso dei millenni grazie ai movimenti della Garonna. Questi suoli drenanti, poveri di materia organica e ricchi di minerali, sono ideali per la vite, in particolare per il Cabernet Sauvignon, che qui riesce a maturare grazie alla riflessione solare sui ciottoli e al buon drenaggio che ne limita la vigoria.

A seconda della profondità dei depositi ghiaiosi, della presenza di argille o sabbie, e della vicinanza al fiume, si distinguono diverse zone produttive, ciascuna con il proprio microclima e stile. Più a sud, nel Sauternais, la componente ghiaiosa si alterna a terreni calcarei e argillosi, mentre il fiume Ciron, affluente della Garonna, gioca un ruolo fondamentale nella formazione delle nebbie autunnali, indispensabili allo sviluppo della Botrytis cinerea, la muffa nobile che trasforma gli acini in oro liquido.

Le denominazioni delle Graves

L’area delle Graves si estende da Bordeaux fino a Langon e si articola in diverse appellations, ognuna con un proprio profilo:

  • Pessac-Léognan AOC (creata nel 1987) comprende la parte settentrionale e più prestigiosa delle Graves. Qui si trovano i più celebri château della zona, sia per i rossi che per i bianchi: Haut-Brion, La Mission Haut-Brion, Domaine de Chevalier, Haut-Bailly. I suoli sono ricchi di ciottoli e perfettamente drenanti. I vini rossi sono intensi, profondi, con un perfetto equilibrio tra struttura tannica, frutto e freschezza. I bianchi secchi (da Sauvignon blanc e Sémillon) sono tra i più longevi di Francia: tesi, minerali, complessi, capaci di sviluppare con gli anni note di pietra focaia, cera d’api e frutta tropicale.
  • Graves AOC rappresenta l’area più ampia, comprendente sia rossi che bianchi. I vini tendono a essere meno strutturati rispetto a quelli di Pessac-Léognan, ma offrono eccellenti rapporti qualità/prezzo. I rossi, basati su Merlot e Cabernet Sauvignon, sono più accessibili e morbidi; i bianchi mantengono un profilo fresco, agrumato, con buone acidità.
  • Graves Supérieures AOC è riservata ai vini bianchi dolci prodotti nell’area delle Graves, esclusi i comuni più meridionali del Sauternais. Questi vini, vinificati a partire da uve parzialmente botritizzate o surmature, sono più semplici rispetto ai grandi Sauternes, ma rappresentano una piacevole introduzione ai vini dolci bordolesi.

Il Sauternes: muffa nobile e magia

I vini di Barsac e di Sauternes

Scendendo lungo la Garonna, in corrispondenza della confluenza con il fiume Ciron, il paesaggio cambia: le nebbie mattutine salgono lente dai corsi d’acqua e avvolgono le vigne di Sauternes, Barsac, Fargues, Preignac, creando il microclima perfetto per lo sviluppo della muffa nobile. La Botrytis cinerea, agendo sugli acini maturi, ne perfora la buccia, favorendo l’evaporazione dell’acqua e la concentrazione di zuccheri, acidità e aromi.

I vini prodotti in questa zona, classificati come Sauternes AOC, sono ricavati principalmente da Sémillon (che dona rotondità e struttura), Sauvignon blanc (che conferisce freschezza e nervatura acida) e una piccola percentuale di Muscadelle (che arricchisce il bouquet floreale). Il mosto ottenuto è estremamente ricco e viene vinificato lentamente, spesso in barrique nuove, con affinamenti che possono durare anni.

Il risultato è un vino di una complessità straordinaria: miele, albicocca secca, zafferano, arancia candita, fiori bianchi e spezie dolci convivono in un equilibrio perfetto tra dolcezza e acidità. Il vertice qualitativo è rappresentato dal leggendario Château d’Yquem, unico Sauternes classificato come Premier Cru Supérieur nel 1855.

Accanto al Sauternes AOC troviamo Barsac AOC, che condivide terroir e vitigni ma può anche etichettare i propri vini come Sauternes. In genere, i Barsac sono leggermente più leggeri e minerali, ma altrettanto longevi e raffinati. Altri comuni della denominazione comprendono Bommes, Preignac e Fargues.

I vini delle Graves e del Sauternais

Le Graves si distinguono per la loro versatilità enologica, producendo:

  • Vini rossi (soprattutto Pessac-Léognan e Graves AOC): eleganti, tannici ma mai eccessivi, con note di frutti neri, grafite, spezie, talvolta un tocco affumicato. Possono ricordare il Médoc, ma con una maggiore rotondità data dalla presenza del Merlot.
  • Vini bianchi secchi (Pessac-Léognan, Graves): tra i migliori di tutta la Francia. Freschi da giovani, ma capaci di evolvere verso complesse note di pietra focaia, frutta esotica matura e mandorla tostata.
  • Vini dolci (Sauternes, Barsac, Graves Supérieures): icone mondiali dello stile botritico, longevi, profondi, complessi, capaci di abbinamenti sorprendenti – dal foie gras ai formaggi erborinati, passando per crostate alla frutta e dolci speziati.
Immagine di Marcello Leder
Marcello Leder

Sommelier AIS, divulgatore nel campo del vino e dell'enogastronomia. Ha fondato nel 2011 il portale Quattrocalici, divenuto punto di riferimento per la cultura del vino in Italia, ed è autore della sua struttura e di tutti i suoi contenuti.

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