Il gioco di nomi tra País e Mission è una piccola storia di migrazioni botaniche che attraversa l’Atlantico in epoca coloniale. Nella lunga dorsale viticola che dalla California scende verso il Messico e il Guatemala, il vitigno si chiama Mission. Il motivo è storico: furono i missionari francescani e domenicani, dal XVI secolo in poi, a piantarlo nei cloisters delle misiones lungo il Camino Real, usandolo per il vino da messa, l’uva da tavola e, dove il clima lo permetteva, perfino per piccole produzioni di acquavite. Quel nome nasce quindi come semplice scorciatoia linguistica: “the Mission grape”, cioè il vitigno delle missioni.
Scendendo in Sudamerica, la stessa pianta cambia veste e diventa País in Cile, Criolla Chica in Argentina, Misión in Messico, Negra Corriente in Bolivia. La sua diffusione è legata allo stesso movimento coloniale iberico, ma in Cile il termine “País” assume un significato quasi affettivo: è la “uva del paese”, la prima a essere naturalizzata e coltivata stabilmente nelle zone centrali. Gli ampelografi moderni – grazie al DNA – hanno chiuso il cerchio mostrando che tutte queste denominazioni sono varianti di un’unica origine, probabilmente legata all’antico vitigno spagnolo Listán Prieto.
In sintesi, si parla di Mission soprattutto:
– Negli Stati Uniti sudoccidentali: California, Arizona, New Mexico
– Nel Messico settentrionale
– Talvolta in Guatemala e Baja California
Il motivo è storico-culturale: nelle regioni dove la colonizzazione procedeva attraverso una rete fitta di missioni religiose, la vite adottò il nome dell’istituzione che la piantava. In Cile e nel Río de la Plata, dove il processo fu guidato più da encomenderos e piccoli coloni che da centri missionari, prevalse invece un nome più legato all’identità locale.
