Il Pigato è un vitigno a bacca bianca della Liguria, dove viene coltivato sia lungo la costa, che nelle valli dell’entroterra, nell’area geografica compresa tra Albenga e Imperia. Il suo nome deriva dal dialetto ligure “pigau” ossia macchiato, con riferimento alla puntinatura marrone che appare sugli acini maturi. Il Pigato sembrerebbe avere lontane origini in Tessaglia, importato dai greci durante la colonizzazione della penisola, ma la sua apparizione in Liguria risalirebbe al 1600. Il Pigato è molto simile al Vermentino, di cui costituisce probabilmente una mutazione spontanea, che si è poi perfettamente inserita nel terroir del Ponente ligure. Caratteristica principale del Pigato è che i suoi acini con la maturazione assumono un colore giallo intenso, quasi ambrato, con la tipica puntinatura color ruggine, mentre la buccia del Vermentino mantiene il suo colore giallo con riflessi verdolini.
La produttività del Pigato è abbondante e costante, e se non si utilizza un sistema espanso di potatura il vitigno è soggetto alla colatura. E’ un vitigno abbastanza resistente alla peronospora ed ha anche buona resistenza all’oidio. Dal punto di vista ampelografico, il Pigato ha foglia di media grandezza, pentagonale, quinquelobata. Il grappolo ha grandezza media, compatto, a volte alato, però è più frequente senza ali. L’acino è medio, di forma sferoide allungata, con ombelico persistente e prominente, di colore ambrato-dorato quando è esposto al sole e buccia di medio spessore. Il vino del Pigato è di colore giallo paglierino ed ha i caratteristici profumi di macchia mediterranea ed erbe officinali, note di fiori bianchi, di frutta e sensazioni marine di iodio. Al palato è armonioso ed equilibrato, di moderata acidità, buona intensità e vena minerale. Al finale è piacevolmente sapido, con un lieve sottofondo ammandorlato. Il Pigato viene coltivato soprattutto nella Riviera Ligure di Ponente ed è molto sensibile al terreno dove viene coltivato, infatti in base alla sua tipologia, diversi sono i sapori e gli aromi che il vino sprigiona. Ad esempio, nella zona interna di Ranzo, dove i vigneti sono coltivati ad altitudine maggiore dà un vino delicato, fresco ed elegante, mentre dove il terreno è ricco di calcare il vino si presenta molto fine, infine sui suoli rossi, ricchi di minerali di ferro, è dotato di buona struttura e di sapore deciso. Il Pigato ha buon potenziale d’invecchiamento. Dopo alcuni anni di affinamento in bottiglia si sviluppano note terziarie di pino marittimo e idrocarburi. Da giovane si abbina ai piatti di mare e ai primi tradizionali della cucina ligure, come le trenette al pesto. Le versioni più mature trovano invece abbinamenti interessanti con secondi piatti di pesce più strutturati e complessi, o con carni bianche delicate e formaggi di media stagionatura.