La Franciacorta DOCG identifica uno dei più importanti vini spumanti italiani prodotti esclusivamente mediante rifermentazione in bottiglia e successiva separazione del deposito tramite sboccatura. La denominazione prende il nome dall’omonimo territorio lombardo situato in provincia di Brescia, tra il Lago d’Iseo e la città di Brescia.
Il disciplinare prevede tre tipologie principali: Franciacorta, Franciacorta Satèn e Franciacorta Rosé, alle quali possono aggiungersi le qualificazioni Millesimato e Riserva quando vengono rispettati specifici requisiti di provenienza dell’annata e di affinamento sui lieviti.
La viticoltura è presente da secoli nelle colline della Franciacorta, ma la moderna produzione di vini rifermentati in bottiglia si sviluppò soprattutto a partire dagli anni Sessanta del Novecento.
Il nome Franciacorta ha origini molto più antiche e viene generalmente ricondotto all’espressione medievale “francae curtes”, riferita alle corti rurali che godevano di particolari franchigie fiscali. Il toponimo è documentato già nel Medioevo e nel tempo passò a identificare l’intera area collinare a sud del Lago d’Iseo.
La denominazione ottenne il riconoscimento della DOC nel 1967, con D.P.R. 21 luglio 1967, e quello della DOCG nel 1995, con D.M. 1° settembre 1995. Fu la prima denominazione italiana dedicata a un vino ottenuto con rifermentazione in bottiglia a raggiungere questo riconoscimento.
Un passaggio importante avvenne già nel 1993, quando il disciplinare impose come unico sistema di spumantizzazione la rifermentazione naturale in bottiglia ed eliminò dalla designazione la necessità di indicare il termine “Metodo Classico”. Da allora il solo nome Franciacorta identifica contemporaneamente il territorio, il vino e il metodo di produzione.
La zona di produzione si trova interamente in provincia di Brescia.
Comprende integralmente i comuni di Paratico, Capriolo, Adro, Erbusco, Corte Franca, Iseo, Ome, Monticelli Brusati, Rodengo Saiano, Paderno Franciacorta, Passirano, Provaglio d’Iseo, Cellatica e Gussago, oltre a parti dei comuni di Cologne, Coccaglio, Rovato, Cazzago San Martino e Brescia.
Il paesaggio è dominato dall’anfiteatro morenico del Lago d’Iseo, formatosi durante le glaciazioni per effetto dei grandi ghiacciai provenienti dalla Val Camonica. Il movimento e il successivo ritiro dei ghiacciai hanno lasciato depositi costituiti da ghiaie, sabbie, limo, argille e ciottoli, creando una forte variabilità dei suoli anche a breve distanza.
Il Monte Orfano, nella parte meridionale della denominazione, presenta invece caratteristiche geologiche differenti rispetto all’area morenica.
La presenza del Lago d’Iseo esercita un’importante influenza sul clima, mitigando le temperature e favorendo la ventilazione. Le Alpi proteggono parzialmente l’area dalle correnti fredde settentrionali, mentre le colline e le differenti esposizioni determinano numerosi microclimi.
La complessità del territorio ha portato già dagli anni Novanta alla realizzazione di approfonditi studi di zonazione viticola, destinati a individuare le relazioni tra suoli, microclima, vitigni e caratteristiche dei vini.
Per la tipologia Franciacorta DOCG possono essere utilizzati:
Chardonnay e/o Pinot Nero;Pinot Bianco fino al 50%; Erbamat fino al 10%.
L’Erbamat è un antico vitigno bresciano a maturazione tardiva, introdotto nel disciplinare anche per la sua capacità di conservare una buona acidità in annate particolarmente calde.
Per il Franciacorta Rosé DOCG:Pinot Nero minimo 35%; Chardonnay massimo 65%; Pinot Bianco massimo 50%; Erbamat massimo 10%.
Per il Franciacorta Satèn DOCG: Chardonnay minimo 50%; Pinot Bianco fino al 50%.
Il Pinot Nero e l’Erbamat non sono quindi ammessi nella tipologia Satèn.
Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità minima è generalmente di 4.500 ceppi per ettaro, con deroghe per i terrazzamenti, le aree a forte pendenza e per l’Erbamat.
La resa massima ordinaria è di 10 tonnellate di uva per ettaro. La raccolta deve essere effettuata obbligatoriamente a mano, utilizzando cassette o cassoni di capacità limitata, in modo da preservare l’integrità dei grappoli.
La Franciacorta DOCG può essere ottenuta esclusivamente mediante rifermentazione in bottiglia.
Il passaggio dall’uva al mosto deve normalmente avvenire tramite pressatura diretta dell’uva intera senza diraspatura. L’eccezione riguarda il Pinot Nero destinato al Franciacorta Rosé, che può essere vinificato in rosato o in rosso.
La resa massima dell’uva in vino base è pari al 65%.
Dopo la prima fermentazione, i vini base possono essere assemblati anche utilizzando vini provenienti da annate differenti. Segue il tiraggio, cioè l’imbottigliamento con aggiunta dei lieviti e dello zucchero necessari alla seconda fermentazione.
Durante la rifermentazione si forma l’anidride carbonica che rimane disciolta nel vino. Le bottiglie vengono quindi mantenute sui lieviti per un periodo minimo stabilito dal disciplinare.
Alla fine dell’affinamento il deposito viene eliminato esclusivamente tramite sboccatura, manuale o meccanica; la filtrazione non è consentita.
I periodi minimi obbligatori di affinamento dalla data del tiraggio alla sboccatura sono:
Il tiraggio può iniziare dal 1° febbraio successivo alla vendemmia dalla quale proviene il vino base più giovane.
Le tipologie fondamentali riconosciute dal disciplinare sono:
Ciascuna può essere prodotta anche come Millesimato e Riserva, purché vengano rispettati i requisiti previsti dal disciplinare.
La tipologia base può essere prodotta assemblando vini di annate differenti.
Il Franciacorta si presenta generalmente con spuma fine e intensa, colore dal giallo paglierino al dorato e profumi fini e complessi, nei quali alle caratteristiche varietali si aggiungono le tipiche note derivanti dalla lunga permanenza sui lieviti.
Il gusto è fresco, sapido, fine e armonico.
Sono ammesse le versioni:
Dosaggio Zero, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec e Demi-Sec.
Il Satèn rappresenta una delle tipologie più caratteristiche della denominazione.
Può essere prodotto esclusivamente con Chardonnay e Pinot Bianco, con Chardonnay minimo 50%.
Durante il tiraggio possono essere utilizzati al massimo 20 g/l di zucchero, escluso quello necessario all’attivazione dei lieviti. La pressione finale non può superare 5 atmosfere, inferiore rispetto a quella normalmente raggiunta dagli altri Franciacorta.
Questa minore pressione determina una spuma particolarmente cremosa e morbida, dalla quale deriva il nome Satèn, evocativo della sensazione del raso o della seta.
Il Satèn può essere commercializzato esclusivamente nella versione Brut.
Il Franciacorta Rosé deve contenere almeno 35% di Pinot Nero.
L’assemblaggio destinato alla produzione del Rosé deve possedere già la colorazione rosata prima del tiraggio; il colore non può quindi essere ottenuto successivamente alla presa di spuma.
Il Pinot Nero conferisce struttura, colore e aromi di piccoli frutti rossi, che si integrano con le note derivanti dall’affinamento sui lieviti.
La permanenza minima sui lieviti è di 24 mesi.
Sono ammesse le versioni Dosaggio Zero, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec e Demi-Sec.
Il termine Millesimato può essere utilizzato quando almeno l’85% del vino proviene dall’annata indicata.
La permanenza minima sui lieviti aumenta a 30 mesi.
Possono essere millesimati sia il Franciacorta normale sia il Rosé e il Satèn.
Il millesimato tende a riflettere maggiormente le caratteristiche climatiche e qualitative della singola vendemmia rispetto alle cuvée ottenute dall’assemblaggio di annate differenti.
La menzione Riserva è riservata ai Franciacorta millesimati sottoposti ad almeno 60 mesi di affinamento sui lieviti. L’indicazione dell’annata è quindi obbligatoria.
La Riserva può appartenere alle tipologie:
Il prolungato affinamento sui lieviti determina generalmente maggiore complessità aromatica, con note evolute di pasticceria, frutta secca, spezie, miele e crosta di pane.
Il Franciacorta DOCG presenta generalmente una spuma fine e persistente e un colore che varia dal giallo paglierino al dorato. I profumi possono ricordare agrumi, mela, pera, fiori bianchi e frutta a polpa gialla, ai quali con l’affinamento si aggiungono sentori di pane, crosta, lievito, pasticceria e frutta secca.
Il gusto è fresco, sapido e armonico, sostenuto da una buona acidità e dalla cremosità dell’effervescenza.
Il Satèn si distingue per una spuma particolarmente morbida e cremosa, una pressione più contenuta e un profilo gustativo generalmente più avvolgente.
Il Rosé presenta invece maggiore struttura e note di fragola, lampone, ciliegia e melograno, dovute alla presenza obbligatoria del Pinot Nero.
Le versioni Millesimato mostrano una maggiore caratterizzazione dell’annata, mentre le Riserve, grazie ad almeno cinque anni sui lieviti, sviluppano profili più complessi ed evoluti.
Franciacorta DOCG
| Creata nel | 1995 |
| Prima approvazione | Approvata DOC con D.P.R. 21.07.1967, G.U. 209 del 21.08.1967 |
| Approvata come DOCG | Approvata DOCG con D.M. 01.09.1995, G.U. 249 del 24.10.1995 |
| Ultimi aggiornamenti | Ultime modifiche introdotte dal D.M. 7 maggio 2024 |
| Regione | Lombardia |
| Province | Brescia |
| Tipo di denominazione | DOCG |
| Zona di produzione | Vari comuni in provincia di Brescia |
| Merceologia | Vino |
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