Stretta tra le due arterie fluviali che solcano la Gironda — la Garonna a sud e la Dordogna a nord — l’Entre-Deux-Mers è un vasto altopiano ondulato che da secoli rappresenta il cuore agricolo del Bordelais. Il nome stesso, che significa “tra due mari”, evoca il respiro ampio del territorio e la sua posizione sospesa tra opposti: rossi e bianchi, nobiltà e ruralità, prestigio dimenticato e rinata ambizione. È una zona che non gode dello stesso prestigio delle rive sinistra e destra, ma che negli ultimi decenni sta vivendo un’interessante evoluzione stilistica e produttiva, guidata da giovani vignaioli e da un rinnovato interesse per i bianchi secchi e per i rossi di terroir.
La storia vinicola dell’Entre-Deux-Mers
La storia vinicola dell’Entre-Deux-Mers affonda le radici nell’Alto Medioevo. Già nell’XI secolo i monaci benedettini coltivavano la vite in abbazie come La Sauve-Majeure, il cui nome sopravvive ancora oggi in una delle denominazioni locali. Per secoli, questa terra fu considerata il granaio e il vigneto di Bordeaux: fertili colline calcaree, boschi, cereali e vigne convivevano in un mosaico produttivo dal volto contadino. A differenza di altre zone del Bordelais, dominate da grandi proprietà e château, l’Entre-Deux-Mers ha sempre avuto una struttura fondiaria frammentata, legata a piccoli e medi proprietari.
Nel corso del Novecento, la zona ha sofferto una certa crisi d’identità: la pressione produttiva, le rese elevate, la competizione interna con i rossi bordolesi e il disinteresse del mercato per i bianchi secchi avevano relegato l’Entre-Deux-Mers a ruolo secondario. Oggi, però, grazie a una nuova generazione di viticoltori attenti alla qualità, al terroir e alla sostenibilità, questo paesaggio di dolci colline sta tornando al centro della scena.
La geografia dell’Entre-Deux-Mers
Con oltre 50.000 ettari di vigneto teoricamente inclusi nella macro-area, l’Entre-Deux-Mers rappresenta una delle zone viticole più ampie di Francia. Tuttavia, solo una parte di questi vigneti rientra nella denominazione Entre-Deux-Mers AOC, riservata esclusivamente ai vini bianchi secchi.
Il suolo è vario e articolato: si passa da terreni calcarei e argillosi sulle alture centrali, a sabbie e limo nelle zone più basse e pianeggianti. La presenza alternata di calcare attivo e argille rosse offre condizioni favorevoli sia al Sauvignon blanc che al Sémillon, i due vitigni protagonisti dei bianchi della zona. L’altitudine (relativa, ma significativa nel contesto bordolese) e la buona ventilazione naturale favoriscono una viticoltura meno soggetta a malattie fungine e sempre più orientata al biologico.
La denominazione Entre-Deux-Mers AOC e i suoi vini bianchi
La AOC Entre-Deux-Mers, riconosciuta nel 1937, è riservata ai bianchi secchi e richiede un assemblaggio obbligatorio di almeno due tra i vitigni principali: Sauvignon blanc, Sémillon e Muscadelle. Il Sauvignon domina in freschezza e aromaticità, con note di agrumi, erbe fresche e frutta bianca croccante; il Sémillon dona rotondità e volume al palato; la Muscadelle, usata in piccola percentuale, aggiunge un tocco floreale.
Per poter riportare la denominazione in etichetta, i vini devono rispettare parametri rigorosi di acidità e grado alcolico e vengono degustati da commissioni di controllo. Il risultato è un vino bianco secco, fresco, dinamico, pensato per un consumo giovane ma, in alcuni casi, capace di sorprendere per complessità e longevità, specialmente quando affinato sui lieviti o parzialmente fermentato in legno.
Negli ultimi anni, diversi produttori hanno cominciato a vinificare singole parcelle, a sperimentare macerazioni più lunghe, fermentazioni spontanee o affinamenti in anfora, dando vita a bianchi bordolesi di nuova generazione, che coniugano tipicità e ambizione.
I rossi dell’Entre-Deux-Mers e la Bordeaux AOC
Paradossalmente, pur essendo la zona con la maggiore superficie di vitigni rossi del Bordeaux, l’Entre-Deux-Mers non può rivendicare la propria denominazione per i rossi. Questi ultimi sono commercializzati con le più generiche denominazioni regionali Bordeaux AOC o Bordeaux Supérieur AOC, il che contribuisce a una certa perdita di identità e visibilità.
Eppure, le colline centrali, con le loro argille calcaree e le esposizioni soleggiate, sono in grado di offrire rossi ben strutturati e ricchi di frutto, in cui il Merlot predomina, ma trova interessanti sinergie con Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. I migliori esempi, frutto di basse rese e cura maniacale in cantina, competono tranquillamente con cru più noti di altre zone.
Una parte importante della rinascita qualitativa dei rossi è dovuta anche a iniziative collettive: gruppi di vignerons che rivendicano l’identità “deux-mers” e puntano sulla valorizzazione del terroir, anche in assenza di una denominazione specifica. In futuro, è possibile che una classificazione o una sottozona ufficiale per i rossi dell’Entre-Deux-Mers venga riconosciuta.
Le denominazioni dei vini dolci: Loupiac, Cadillac, Sainte-Croix-du-Mont
L’Entre-Deux-Mers non è solo sinonimo di bianchi secchi. Le rive della Garonna ospitano alcune interessanti denominazioni di vini bianchi dolci, spesso influenzate dalla stessa botrytis che agisce nel vicino Sauternes, anche se con risultati meno intensi. Le principali sono:
- Loupiac AOC
- Cadillac AOC
- Sainte-Croix-du-Mont AOC
Prodotti da uve botritizzate di Sémillon, Sauvignon e Muscadelle, questi vini offrono aromi di albicocca, miele, fiori gialli e scorza d’arancia. Meno opulenti dei Sauternes, sono più immediati, accessibili e gastronomici, perfetti in abbinamento con foie gras, formaggi a crosta fiorita o pasticceria secca.





