Primitivi a confronto: ES e Sessantanni

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Come due fratellastri, figli dello stesso territorio ma nati da cantine molto diverse benché distanti solo una manciata di chilometri.

Condividono quasi tutto, si assomigliano fino a confondersi… e si contendono i favori delle stesse labbra che, entrambi, sanno sorprendere e provocare.
Sono due vini della Puglia, due Primitivo in purezza e si chiamano “Es” di Gianfranco Fino e “Sessantanni” di Cantine San Marzano. Il primo nasce da una cantina familiare il cui proprietario è sia il viticoltore sia l’enologo; il secondo è il prodotto di una cantina sociale che unisce lo spirito e la passione di oltre 1200 produttori.

“Es” e “Sessantanni”: 100% vitigno primitivo

La maturazione del vitigno primitivo è piuttosto precoce in genere, come peraltro suggerito dal suo stesso nome; questi due vini, tuttavia, nascono da uve raccolte a maturazione più che piena, tardiva. Per “Es”, in particolare, si parla anche di un lieve appassimento già sulla vite.
Il contenuto zuccherino degli acini di primitivo diventa quindi molto alto e promette gradazioni alcoliche sonore.
Entrambi i vini nascono da vigne antiche, di 60 anni di età, coltivate in forma di alberello, ovvero di arbusto basso lasciato crescere secondo la sua forma naturale, senza alcuna legatura o forzatura. Si tratta di una modalità di coltivazione che in passato era molto sottovalutata in quanto poco produttiva. Da qualche tempo, invece, si è ricominciato ad apprezzarne le qualità: il ridotto consumo di acqua e la straordinarietà dei pochi acini che crescono vicini alla terra e che con essa si scambiano calore e umidità ne ha permesso la rivalutazione.

Tecniche di vinificazione e di affinamento a confronto

Una volta raccolta e diraspata l’uva, inizia la prima fase della vinificazione di questi due vini, ovvero la pressatura soffice che viene seguita dalla macerazione degli acini. Il succo rimane a contatto con le bucce e i vinaccioli per un periodo lunghissimo rispetto alle altre versioni del Primitivo. Per “Es” il periodo dura dalle 3 alle 4 settimane, per “Sessantanni” addirittura più di 40 giorni.
Si tratta di una fase importante, anzi decisiva, per un vino rosso: le bucce e i vinaccioli sono i responsabili dell’intenso, e quasi imperscrutabile, colore rosso rubino dei due vini e della carica tannica di cui entrambi si dotano e che gli sarà utile in tutte le successive fasi di affinamento.
Dopo la macerazione e la fermentazione alcolica, i due vini scelgono due percorsi di affinamento diversi, per quanto entrambi sublimi, lenti e affascinanti.
“Es” viene diviso, metà va ad affinarsi in barrique di rovere francese nuove e l’altra metà in barrique di secondo passaggio, ovvero già usate una volta e quindi meno legnose, meno avide. Dopo 9 mesi il vino viene imbottigliato, senza essere chiarificato o filtrato, e riposa ancora un po’ in cantina prima di essere messo in commercio.
“Sessantanni” sceglie barrique di rovere francese e americano e ci rimane per 12 mesi prima di essere reso disponibile sul mercato.
Il lavoro inesorabile del legno su questi vini e la durata dell’affinamento a cui sono sottoposti sono cruciali per la resa finale: il rovere, infatti, smorza i tannini e regala profumi e sensazioni nuove al vino.

Due primitivi complessi e sorprendenti

I due vini primitivo sono eccezionali: l’affinamento nel legno che i loro produttori hanno deciso di regalare loro è un elemento che li arricchisce infinitamente.
“Es” di Gianfranco Fino è il più caleidoscopico e da due anni si conferma come il Miglior Vino d’Italia in base ai punteggi dei professionisti più esperti. Sorprende il naso con profumi di frutta matura, cotta e di spezie orientali. Il respiro distingue poi le ciliegie, le prugne, il mirto per poi sublimare nel cacao, nel caffè, nel cumino e poi nella dolce e lunga vaniglia.
Il Primitivo “Sessantanni” San Marzano profuma di eleganti note di ciliegia, di mirtillo e di prugna molto matura, arricchite da ricordi di tabacco e di pepe nero e poi, anche qui, la vaniglia che si intreccia ad una sensazione di tostato.
All’assaggio poi, sono entrambi lunghi e delicati.
La carica tannica iniziale del succo, dopo la vinificazione e l’affinamento, si è piacevolmente ridotta e ridimensionata in entrambi i vini.
Alla bocca sono tutti e due corposi, come ci si attende che siano, ma sono anche vellutati, astringenti in modo preciso, equilibrato: la nobiltà dei tannini lascia la lingua calda e morbida.
Questi due vini hanno una gradazione alcolica decisamente alta, l'”Es” tocca i 16,5% mentre il “Sessantanni” arriva a 14,5%, e per questa ragione andrebbero bevuti alla giusta temperatura, ovvero tra i 16 e i 18°C.
Bere questi vini a 19-20°C farebbe percepire moltissimo l’odore dell’alcool, al punto tale che tutti i profumi verrebbero coperti o comunque distorti dalla sua forza eterea. Al contrario una temperatura troppo bassa, intorno ai 14-15°C, renderebbe troppo aggressivi i loro tannini e il risultato in bocca sarebbe poco vellutato.

Numeri e diffusione

Come è ben intuibile dalle differenti dimensioni aziendali, anche i numeri di bottiglie prodotte dei due vini in questione seguono le stesse proporzioni, risultando, quindi molto distanti tra loro. Per il Sessantanni di San Marzano sono circe 300.000 bottiglie prodotte ogni anno, per l’ES primitivo di Gianfranco Fino, invece solo 15.000 le bottiglie annue, risultando spesso difficilmente reperibile a pochi mesi dall’uscita sul mercato. Entrambi i vini sono acquistabili online da Sapori dei Sassi e pochi altri e-commerce ben forniti.

Primitivi che esaltano la cucina mediterranea

Si dice che l’abbinamento più riuscito tra cibo e vino funzioni più o meno così: il vino sciacqua via i residui di cibo combinandosi con loro alla perfezione e la bocca, di nuovo pulita, cerca un nuovo boccone senza annoiarsi mai.
Questi due primitivi sono ideali da abbinare a piatti saporiti e gustosi, formaggi stagionati, brasati e arrosti di carne.
“Es” e “Sessantanni”, tuttavia, sono vini talmente unici e sicuri di sè che potrebbero essere abbinati tra loro semplicemente: una degustazione in parallelo, due vini su cui meditare in una serata speciale con chi si ama.

Per info: Sapori dei sassi, info@saporideisassi.it, www.saporideisassi.it

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Laureato in Chimica, Sommelier con interessi in campo biochimico ed enologico, appassionato di Enografia e storia del Vino e della Vite, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti che legano la produzione vitivinicola al territorio e alla vicende umane. Ha fondato Quattrocalici.it nel 2011 ed è l'autore della struttura e del progetto del portale, nonchè della struttura e dell'impostazione della maggior parte dei suoi contenuti. Fin da allora si occupa attivamente di marketing e comunicazione del vino e di divulgazione nel campo dell'enogastronomia.