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Il corso sul vino di Quattrocalici - Bordeaux

Bordeaux – Blayais e Bourgeais

territori minori del Bordolese solo in apparenza

I vini del blayais e del bourgeais

A nord della Gironda, al confine tra l’estuario e i primi rilievi della Charente-Maritime, si estendono due aree spesso trascurate dai circuiti internazionali del vino, ma ricche di storia e potenzialità: il Blayais e il Bourgeais. Se Bordeaux è un universo complesso e stratificato, questi territori rappresentano la sua anima più rustica e autentica, lontana dalle logiche speculative e dai cru milionari, ma profondamente legata alla terra e al ritmo del fiume.

La storia del vino nel Blayais e nel Bourgeais

Già in epoca romana le colline calcaree di Blaye e Bourg erano coperte di vigneti. La posizione strategica sulle rotte fluviali favorì fin da subito gli scambi commerciali: il vino prodotto sulle rive destra della Gironda veniva caricato sui battelli diretti verso l’Inghilterra e i Paesi Bassi, spesso in concorrenza diretta con quello delle Graves e del Médoc. Non a caso, nel Medioevo, la città di Bordeaux tentò più volte di limitare l’accesso al mercato dei vini “forains”, provenienti da queste zone, istituendo il famoso “privilegio dei vini di Bordeaux” che garantiva precedenza di vendita ai produttori cittadini.

Il Blayais e il Bourgeais pagarono a caro prezzo questo isolamento commerciale, ma conservarono un’identità autonoma, spesso più legata ai piccoli proprietari e a una produzione familiare. La fillossera e le guerre mondiali ne accentuarono il declino, ma oggi queste terre stanno vivendo una fase di riscoperta, grazie a una nuova generazione di vignerons che punta su qualità, autenticità e sostenibilità.

Le denominazioni di origine del Blayais e del Bourgeais

Dal punto di vista delle denominazioni, Blayais e Bourgeais si suddividono in tre principali appellations. La più ampia è Côtes de Bourg, che comprende il territorio attorno all’antico porto di Bourg-sur-Gironde. A nord si trova Blaye Côtes de Bordeaux, creata nel 2009 dalla fusione della storica appellation Premières Côtes de Blaye e di parte dei Côtes de Bordeaux. A fianco, anche se più marginale in termini quantitativi, resiste la denominazione Blaye AOC, riservata ai bianchi secchi.

Côtes de Bourg si distingue per la varietà dei suoli, che alternano argille profonde, marne calcaree e affioramenti di sabbia, in un contesto collinare che beneficia della protezione climatica dell’estuario. Le viti sono spesso antiche e i filari, disposti su pendenze dolci, godono di ottime esposizioni. La dominanza del Merlot è netta, ma Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Malbec trovano qui un’espressione sorprendentemente armoniosa, regalando vini intensi, speziati, con tannini morbidi e una buona attitudine all’invecchiamento.

Blaye Côtes de Bordeaux, più estesa e articolata, si distingue per un maggiore dinamismo produttivo. I suoli calcarei e argillosi permettono al Merlot di esprimere finezza e frutto, mentre il Cabernet Sauvignon dona struttura e profondità. I rossi sono eleganti, spesso più freschi rispetto a quelli del Médoc, con note di frutti rossi, grafite e spezie dolci. La denominazione incoraggia anche la produzione di bianchi secchi da Sauvignon blanc, Sémillon e, più raramente, Colombard e Muscadelle: vini vivaci, aromatici, perfetti come aperitivo o in abbinamento con pesci e crostacei locali.

La piccola Blaye AOC, infine, sopravvive come denominazione per i bianchi secchi di qualità, spesso freschi e agrumati, con un profilo snello e minerale che ben riflette le componenti calcaree del terroir.

I vitigni del Blayais e del Bourgeais

Nel Blayais e nel Bourgeais, il Merlot è il grande protagonista, come in tutto il versante destro della Gironda. Tuttavia, in alcune parcelle con maggiore drenaggio o suoli più leggeri, il Malbec – storicamente importante in zona – riesce ancora a dare ottimi risultati, con note scure e speziate che arricchiscono i blend. Il Cabernet Franc aggiunge una componente floreale e nervosa, mentre il Cabernet Sauvignon, più difficile da maturare pienamente in queste condizioni, viene impiegato con moderazione, spesso in annate più calde.

Per i bianchi, il Sauvignon blanc è la varietà guida: aromatico, fresco, capace di esprimere sia note vegetali che agrumate a seconda della vinificazione. Il Sémillon viene usato per donare rotondità, mentre il Colombard, storicamente legato alla distillazione, viene oggi recuperato da alcuni produttori per la sua freschezza e acidità.

Una tipologia di vino in evoluzione

Se in passato queste zone erano associate a vini rustici e poco longevi, oggi molti produttori stanno alzando l’asticella qualitativa. Si lavora con rese contenute, vinificazioni più attente, uso moderato del legno e maggiore rispetto per la materia prima. I risultati sono vini rossi di media struttura, equilibrati, con un buon rapporto tra frutto e freschezza. Non mancano esempi di cuvée più ambiziose, spesso provenienti da selezioni parcellari o vecchie vigne, capaci di competere con etichette ben più blasonate.

In parallelo, cresce l’attenzione per la viticoltura biologica e sostenibile, con numerose aziende in conversione o già certificate. Il territorio, ancora economicamente accessibile, si presta bene alla sperimentazione e all’innovazione, rappresentando una frontiera fertile per il Bordeaux del futuro.

Immagine di Marcello Leder
Marcello Leder

Sommelier AIS, divulgatore nel campo del vino e dell'enogastronomia. Ha fondato nel 2011 il portale Quattrocalici, divenuto punto di riferimento per la cultura del vino in Italia, ed è autore della sua struttura e di tutti i suoi contenuti.

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