In Borgogna, la parola โGrand Cruโ ha un peso che va ben oltre la classificazione: รจ sinonimo di eccellenza, identitร territoriale assoluta, gerarchia storica e intensitร espressiva. Si tratta del vertice qualitativo riconosciuto dalla gerarchia delle denominazioni borgognone, che trova fondamento nelle intuizioni dei monaci cistercensi e cluniacensi e si รจ affinata nei secoli fino allโattuale sistema AOC.
I Grand Crus sono il risultato di una suddivisione del vigneto che premia la specificitร di singole parcelle, dette climats, la cui vocazione รจ stata dimostrata nei secoli da continuitร qualitativa, unicitร pedoclimatica e coerenza stilistica. Non rappresentano lโintero villaggio ma solo un lembo ritenuto eccezionale, al punto che il nome della denominazione coincide esattamente con il nome del climat.
La Storia dei Grand Crus di Borgogna
La storia dei Grand Cru di Borgogna รจ un viaggio affascinante attraverso secoli di dedizione, intuizione e rispetto per il terroir. Questa classificazione, oggi sinonimo di eccellenza enologica, affonda le sue radici nel Medioevo, quando i monaci cistercensi e cluniacensi iniziarono a identificare e coltivare i vigneti piรน promettenti della regione.
Nel VI secolo, l’espansione del cristianesimo favorรฌ la creazione di importanti tenute vinicole annesse alle abbazie. Le comunitร religiose, grazie alla loro stabilitร e protezione, poterono tramandare conoscenze vitivinicole di generazione in generazione. L’abbazia di Cluny, fondata nel 909, e quella di Cรฎteaux, fondata nel 1098, ebbero un ruolo cruciale nello sviluppo dei vigneti della Cรดte-d’Or. Fu in questo periodo che nacquero i primi “clos”, vigneti recintati che ancora oggi rappresentano alcune delle denominazioni piรน prestigiose della Borgogna.
Durante il pontificato di Papa Clemente VI (1342-1352), i cistercensi borgognoni suddivisero i loro vigneti in tre “climat” per selezionare la “cuvรฉe du pape”, destinata alla corte pontificia di Avignone. Questo episodio evidenzia come giร nel XIV secolo si riconoscesse l’importanza delle specificitร microclimatiche e pedologiche dei vigneti.
Nel 1395, Filippo II di Borgogna, noto come “Filippo il Temerario”, emanรฒ un editto che vietava la coltivazione del vitigno Gamay nelle sue terre, promuovendo invece il Pinot Noir. Questa decisione mirava a migliorare la qualitร dei vini prodotti nella regione e puรฒ essere vista come un precursore delle moderne denominazioni di origine controllata (AOC).
La Rivoluzione Francese del 1789 portรฒ alla confisca dei vigneti appartenenti alla nobiltร e al clero, che furono poi venduti a privati. Questo processo, insieme al sistema ereditario introdotto dal Codice Napoleonico, che prevedeva la divisione equa delle proprietร tra gli eredi, portรฒ a una frammentazione estrema dei vigneti. Un esempio emblematico รจ il Clos de Vougeot, un vigneto di 125 acri originariamente gestito dai monaci, che oggi รจ suddiviso tra quasi 80 proprietari diversi.
Nel XX secolo, per proteggere e valorizzare la qualitร dei vini borgognoni, fu istituito il sistema delle AOC. Nel 1936, molti dei vigneti storici ottennero la denominazione Grand Cru, riconoscendo ufficialmente la loro eccellenza. Oggi, la Borgogna conta 33 Grand Cru, che rappresentano circa l’1,5% della produzione totale della regione, ma detengono una parte significativa della sua fama e prestigio.
Questa storia millenaria testimonia come la combinazione di fattori naturali, come il suolo e il clima, e l’intervento umano, attraverso la selezione e la cura dei vigneti, abbia portato alla creazione di vini unici e inimitabili, che continuano a essere apprezzati e ricercati in tutto il mondo.
I Dettagli dei Grand Cru di Borgogna
I Grand Crus si concentrano quasi esclusivamente nella Cรดte d’Or, suddivisi in 24 denominazioni distinte: 8 nella Cรดte de Beaune, esclusivamente a base di Chardonnay (tra cui Montrachet, Corton-Charlemagne), e 24 nella Cรดte de Nuits, quasi interamente dedicati al Pinot Noir (tra cui Chambertin, Musigny, Romanรฉe-Conti). Lโunico Grand Cru che si estende su piรน comuni รจ Corton, condiviso da Aloxe-Corton, Pernand-Vergelesses e Ladoix-Serrigny.
I comuni che ospitano Grand Crus nella Cรดte de Nuits sono Gevrey-Chambertin (con ben 9 Grand Crus, come Chambertin e Clos de Bรจze), Morey-Saint-Denis (con Clos de la Roche, Clos Saint-Denis), Chambolle-Musigny (Musigny, Bonnes-Mares), Vosne-Romanรฉe (tra cui La Tรขche, Romanรฉe-Conti, Richebourg) e Flagey-Echรฉzeaux. Nella Cรดte de Beaune spiccano Puligny-Montrachet e Chassagne-Montrachet (che condividono Montrachet e Bรขtard-Montrachet), oltre a Le Charlemagne e Corton.
Quanto ai produttori, la superficie dei Grand Crus รจ estremamente frammentata: ogni climat puรฒ avere anche decine di proprietari e microproduttori. Si stima che siano piรน di 200 le aziende che producono vini Grand Cru, con alcuni nomi leggendari come Domaine de la Romanรฉe-Conti, Domaine Leroy, Domaine Armand Rousseau, Domaine Comte Georges de Vogรผรฉ, Domaine Bonneau du Martray, Domaine Leflaive e Coche-Dury. Alcuni Grand Crus, come Clos de Tart o La Romanรฉe, sono monopoli di un unico proprietario, ma si tratta di eccezioni.
| Regione | Appellation | Comune | Colore | Superficie (2018) |
| Chablis | Chablis grand cru | Chablis | Bianco | 99,67 ettari |
| Cรดte de Nuits | Chambertin | Gevrey-Chambertin | Rosso | 13,19 ettari |
| Chambertin-Clos de Bรจze | 14,53 ettari | |||
| Chapelle-Chambertin | 5,48 ettari | |||
| Charmes-Chambertin | 27,54 ettari | |||
| Griotte-Chambertin | 2,64 ettari | |||
| Latriciรจres-Chambertin | 6,80 ettari | |||
| Mazis-Chambertin | 8,65 ettari | |||
| Mazoyรจres-Chambertin | 3,02 ettari | |||
| Ruchottes-Chambertin | 3,12 ettari | |||
| Clos de la Roche | Morey-Saint-Denis | 16,89 ettari | ||
| Clos des Lambrays | 8,67 ettari | |||
| Clos de Tart | 7,06 ettari | |||
| Clos Saint-Denis | 6,42 ettari | |||
| Bonnes-Mares | 14,66 ettari | |||
| Bonnes-Mares | Chambolle-Musigny | |||
| Musigny | Rosso eย bianco | 10,38 ettari | ||
| Clos de Vougeot | Vougeot | Rosso | 49,25 ettari | |
| รchezeaux | Flagey-Echรฉzeaux | 36,12 ettari | ||
| Grands รchezeaux | 8,37 ettari | |||
| La Grande Rue | Vosne-Romanรฉe | 1,65 ettari | ||
| La Romanรฉe | 0,84 ettari | |||
| La Tรขche | 6,06 ettari | |||
| Richebourg | 8,03 ettari | |||
| Romanรฉe-Conti | 1,81 ettari | |||
| Romanรฉe-Saint-Vivant | 9,24 ettari | |||
| Cรดte de Beaune | Charlemagne | Pernand-Vergelesses | Bianco | 0,28 ettari |
| Aloxe-Corton | ||||
| Corton | Pernand-Vergelesses | Rosso eย bianco | 92,85 ettari | |
| Aloxe-Corton | ||||
| Ladoix-Serrigny | ||||
| Corton-Charlemagne | Pernand-Vergelesses | Bianco | 57,70 ettari | |
| Aloxe-Corton | ||||
| Ladoix-Serrigny | ||||
| Bienvenues-Bรขtard-Montrachet | Puligny-Montrachet | 3,43 ettari | ||
| Chevalier-Montrachet | 7,48 ettari | |||
| Bรขtard-Montrachet | 10,27 ettari | |||
| Chassagne-Montrachet | ||||
| Montrachet | Puligny-Montrachet | 9,59 ettari | ||
| Chassagne-Montrachet | ||||
| Criots-Bรขtard-Montrachet | 1,57 ettari |
Caratteristiche dei vini
I Grand Cru di Borgogna si distinguono per potenza, complessitร , capacitร di invecchiamento e precisione espressiva. I Pinot Noir della Cรดte de Nuits sono celebri per la loro profonditร aromatica โ note di frutti neri, spezie, sottobosco โ e per la trama tannica fine ma intensa. I bianchi della Cรดte de Beaune, invece, raggiungono vette assolute di eleganza e struttura, con note di agrumi, fiori bianchi, nocciola e una mineralitร affilata.
Le denominazioni AOC di riferimento corrispondono esattamente al nome del climat: ad esempio, AOC Romanรฉe-Conti, AOC Montrachet, AOC Corton. Lโetichetta riporta esclusivamente il nome del Grand Cru, senza menzione del villaggio. Questo riflette lโimportanza unica del luogo specifico, inteso come entitร qualitativa a sรฉ stante, slegata dalla categoria comunale o dipartimentale.
Oggi, i Grand Crus della Borgogna rappresentano meno dellโ1,5% della produzione totale della regione, ma detengono una parte smisurata della sua fama. Sono vini mitici, difficili da trovare, spesso inaccessibili per prezzo, ma rappresentano il punto piรน alto dellโidea stessa di terroir. Un assaggio โ raro e fortunato โ รจ come un incontro con la storia viva della viticoltura.






