Lโidentitร genetica del Biancame รจ stata oggetto di numerosi studi: analisi del DNA hanno dimostrato una stretta parentela con il Trebbiano Toscano e con altre varietร dellโItalia centrale, suggerendo unโorigine comune nel grande gruppo dei vitigni โtrebbianiโ diffusi lungo lโAppennino. Tuttavia, il Biancame mantiene una sua personalitร distinta, piรน fine e fresca, legata ai suoli calcareo-marnosi e al clima ventilato dellโAdriatico. ร un vitigno di antica tradizione contadina, sopravvissuto nei secoli grazie alla sua adattabilitร e alla costanza produttiva, ma oggi rivalutato per la capacitร di esprimere vini eleganti, sottili e di autentica tipicitร territoriale.
Dal punto di vista storico e culturale, il Biancame rappresenta un simbolo della viticoltura marchigiana settentrionale: unโuva che ha accompagnato la vita rurale delle valli del Metauro e del Foglia, spesso vinificata in purezza ma anche in taglio con il Verdicchio o il Trebbiano. I suoi vini, tradizionalmente semplici e beverini, sono oggi interpretati con maggiore ambizione, dando origine a bianchi di sorprendente finezza aromatica e longevitร . La riscoperta del Biancame si inserisce nel movimento piรน ampio di valorizzazione dei vitigni autoctoni italiani, e ne fa una varietร chiave per comprendere la storia e lโidentitร enologica delle Marche settentrionali e della Romagna collinare.
Zone di coltivazione
Il principale areale di coltivazione del Biancame รจ situato nelle Marche settentrionali, in particolare nella provincia di Pesaro-Urbino, lungo la valle del Metauro, dove รจ protagonista della denominazione Bianchello del Metauro DOC. ร coltivato anche nelle colline tra Fano e Pergola, e si estende verso sud fino allโarea di Jesi, dove si trova talvolta in assemblaggio con il Verdicchio. In Romagna รจ presente soprattutto nella provincia di Forlรฌ-Cesena, dove viene talvolta confuso con il Trebbiano romagnolo o utilizzato per vini IGT. In passato era coltivato anche in Umbria e nel nord delle Marche in forma promiscua.
Il vitigno predilige terreni calcareo-argillosi, freschi e ben drenati, situati tra i 100 e i 300 metri di altitudine, e beneficia dellโinfluenza del mare Adriatico, che mitiga le temperature estive e favorisce la maturazione lenta e regolare delle uve. Oggi la superficie vitata complessiva del Biancame si aggira intorno ai 500 ettari, ma il suo ruolo nella produzione di vini territoriali di qualitร รจ in crescita costante.
Caratteristiche ampelografiche
La pianta di Biancame รจ di vigoria medio-elevata, con portamento semieretto e tralci piuttosto flessibili. Le foglie sono di medie dimensioni, orbicolari o trilobate, con lembo verde chiaro e margine regolarmente dentato. Il grappolo รจ medio o medio-grande, di forma conico-cilindrica, compatto o mediamente compatto, con una o due ali. Gli acini sono medio-piccoli, sferici, con buccia sottile ma resistente, di colore giallo verdognolo con riflessi dorati alla piena maturazione. La polpa รจ succosa, di sapore dolce e neutro. Il vitigno germoglia in epoca media e matura nella seconda metร di settembre, con una produttivitร costante e regolare. Si distingue per una buona aciditร naturale e per una resa in mosto elevata, caratteristiche che lo rendono adatto sia alla produzione di vini giovani e freschi, sia a vinificazioni piรน complesse con breve affinamento.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il Biancame si adatta bene ai suoli collinari calcarei e argillosi delle Marche, con preferenza per esposizioni ventilate e soleggiate. ร un vitigno rustico e resistente, che tollera bene la siccitร e le variazioni termiche, pur essendo leggermente sensibile allโoidio e alla botrite nelle annate molto umide. Le forme di allevamento piรน diffuse sono il guyot e il cordone speronato, con potature medio-corte che consentono di contenere la vigoria e migliorare la qualitร delle uve. Le rese possono superare i 100 quintali per ettaro, ma i migliori risultati qualitativi si ottengono con rese ridotte a 70โ80 q/ha. ร un vitigno di grande adattabilitร , che puรฒ essere coltivato con successo anche in sistemi biologici o a basso impatto, grazie alla sua rusticitร e allโottima resistenza ai climi collinari marini.
Caratteristiche enologiche del vitigno
Le uve di Biancame producono mosti di buon tenore zuccherino e con aciditร elevata, caratteristiche ideali per vini bianchi secchi e freschi. La vinificazione avviene generalmente in acciaio inox a temperatura controllata, per preservare la purezza aromatica e la freschezza gustativa. In alcune versioni si sperimentano brevi macerazioni pellicolari o affinamenti sur lies per arricchire la struttura e la complessitร . Lโaromaticitร รจ sobria e fine, dominata da note di mela verde, pera, fiori bianchi e agrumi, con lievi accenni minerali e di mandorla fresca. Lโaciditร vivace e la bassa gradazione alcolica naturale lo rendono ideale anche come base per spumanti metodo Charmat o come componente di assemblaggi per vini giovani e immediati. ร un vitigno di grande equilibrio, capace di dare vini puliti, lineari e di grande versatilitร gastronomica.
Caratteristiche organolettiche dei vini
I vini da Biancame si presentano di colore giallo paglierino tenue con riflessi verdognoli. Al naso offrono profumi delicati di fiori di campo, agrumi, mela verde e mandorla, con leggere sfumature minerali. Al palato risultano freschi, sapidi e armonici, con aciditร viva e corpo leggero o medio. Le versioni giovani sono fragranti e immediate, mentre quelle affinate in acciaio per alcuni mesi su fecce fini acquisiscono morbidezza e complessitร , mantenendo perรฒ la tipica linearitร gustativa. Il finale รจ secco, pulito e lievemente amarognolo, caratteristica che conferisce piacevole equilibrio e persistenza. I migliori Bianchelli del Metauro possono evolvere per 3โ5 anni, sviluppando note di miele e pietra focaia.
