La Rotae IGT o Rotae IGP รจ una denominazione del Molise riferita allโintera provincia di Isernia, cioรจ al settore del medio e alto Molise compreso tra le aree di contatto con Caserta, LโAquila, Frosinone, Chieti e Campobasso. Il territorio delimitato รจ prevalentemente collinare e pedemontano, con vigneti che il disciplinare colloca a unโaltitudine non inferiore a 200 metri s.l.m., su rilievi convessi, versanti articolati, zone subpianeggianti e vallate interne. Dal punto di vista geologico, la denominazione si sviluppa su una matrice molto varia: formazioni calcareo-marnose-selciose, complessi arenaceo-marnosi e argillo-marnosi, depositi alluvionali nei fondovalle dei fiumi Trigno, Verrino, Vandra e Volturno, e depositi fluvio-lacustri o palustri nelle depressioni tettoniche, come la piana di Venafro-Roccaravindola e la conca di Isernia. I suoli descritti dal disciplinare sono generalmente ben drenati, profondi, a tessitura fine, calcarei e con pietrositร variabile, in classi di pendenza comprese indicativamente tra il 2% e il 25%, condizioni che favoriscono equilibrio vegetativo, buona maturazione delle uve e riserva idrica sufficiente anche nelle fasi piรน asciutte dellโannata. Il clima ha caratteri mediterranei temperati ma con evidenti influssi interni e appenninici: le temperature medie annue sono indicate tra 13,5 e 14,8 ยฐC, mentre le precipitazioni medie annue oscillano tra 696,8 e 1067 mm, concentrate soprattutto nel periodo autunno-invernale. Ne deriva un ambiente viticolo arioso e luminoso, dove la ventilazione, lโesposizione dei versanti e la natura dei suoli concorrono a produrre vini dotati di buona alcolicitร , freschezza, equilibrio e, nei rossi, significativa componente fenolica.
La storia della vite nellโarea di Isernia รจ molto antica e viene collegata dal disciplinare alla tradizione agricola molisana, con riferimenti alla viticoltura giร nota in etร greca e romana: Plinio ricorda vini del territorio, tra cui uno riconducibile alla zona isernina, e la documentazione successiva conferma la continuitร della coltivazione della vite nel Medioevo, nellโetร feudale e nellโOttocento. Nel XIX secolo le vigne, un tempo spesso allevate in forme promiscue e ad alberata, vennero progressivamente trasformate in piccoli appezzamenti recintati, nei quali la vite conviveva talvolta con alberi da frutto; le fonti ottocentesche, tra cui il Bollettino Ampelografico del 1884 e gli scritti di Luigi De Blasiis, testimoniano la presenza di numerosi vitigni coltivati in promiscuitร , capaci perรฒ di dare vini ritenuti di pregio. Il disciplinare richiama anche lโopera dellโagronomo Raffaele Pepe e della Societร Economica Molisana, a conferma di una riflessione giร ottocentesca sul rapporto tra qualitร e territorio. Il riconoscimento della Indicazione Geografica Tipica Rotae nel 1995 ha dato forma normativa a questa tradizione, favorendo il perfezionamento delle tecniche di coltivazione, di vinificazione e di valorizzazione delle uve locali.
Le tipologie previste comprendono Rotae bianco, anche frizzante e passito, Rotae rosso, anche frizzante e novello, e Rotae rosato, anche frizzante; sono inoltre ammesse le versioni con indicazione di uno dei vitigni idonei alla coltivazione nella Regione Molise, purchรฉ le uve provengano per almeno lโ85% dal vitigno dichiarato. La denominazione ha quindi una struttura ampia e flessibile, fondata su vini bianchi, vini rossi, vini rosati, vini frizzanti, vini passiti e vini novelli, con possibilitร di valorizzare tanto varietร locali quanto vitigni di maggiore diffusione nazionale e internazionale, tra cui possono rientrare, secondo lโidoneitร regionale, Tintilia, Aglianico, Montepulciano, Sangiovese, Trebbiano, Bombino bianco, Falanghina, Fiano, Greco, Malvasia, Moscato bianco, Chardonnay, Sauvignon, Merlot, Cabernet franc, Cabernet Sauvignon e Syrah.
I bianchi della Rotae IGT tendono a esprimere freschezza, profumi floreali e fruttati, maggiore o minore intensitร aromatica secondo il vitigno impiegato e una struttura generalmente equilibrata; i rossi possono variare da versioni giovani e fragranti, adatte anche alla tipologia novello, a vini piรน pieni, colorati e fenolici, sostenuti da vitigni come Aglianico, Montepulciano, Tintilia, Merlot o Cabernet Sauvignon; i rosati valorizzano la componente fruttata e la bevibilitร , mentre il passito concentra zuccheri, struttura e complessitร aromatica attraverso lโappassimento delle uve. La Rotae IGT rappresenta dunque la declinazione piรน libera e territoriale della viticoltura della provincia di Isernia, in un paesaggio in cui collina molisana, suoli calcarei e marnosi, influsso appenninico, memoria storica e pluralitร ampelografica concorrono alla produzione di vini di impronta regionale.
Rotae IGT
| Creata nel | 1995 |
| Prima approvazione | Approvata con D.M. 4.11.1995, G.U. 281 del 1.12.1995 |
| Ultimi aggiornamenti | il repertorio ministeriale del Catalogo nazionale varietร di vite indica la piรน recente modifica con D.M. 07.03.2014 |
| Regione | Molise |
| Province | Isernia |
| Tipo di denominazione | IGT |
| Zona di produzione | Lโintero territorio amministrativo della provincia di Isernia. |
| Merceologia | Vino |
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