Più a sud della Côte Chalonnaise, troviamo il Mâconnais, ultima grande regione viticola della Borgogna prima del confine con il Beaujolais. Se la Côte de Nuits è l’aristocrazia del Pinot Noir e la Côte de Beaune la nobiltà dello Chardonnay, il Mâconnais è la sua anima contadina, calorosa, solare e generosa.
Storia della viticoltura nel Mâconnais
La coltivazione della vite risale a epoche pre-romane, ma è con la fondazione dell’Abbazia di Cluny nell’XI secolo che l’attività viticola assume una centralità culturale e spirituale. I monaci benedettini giocarono un ruolo fondamentale nella selezione dei terreni e nell’affermazione del vino come bene prezioso. Nel corso del Medioevo e dell’età moderna, i vini del Mâconnais venivano commercializzati lungo la Saône e il Rodano, trovando sbocco anche sui mercati di Lione, Ginevra e Parigi. Tuttavia, la reputazione della zona restò sempre più modesta rispetto a quella della Côte d’Or, anche a causa della forte presenza del Gamay e di vini prodotti per il consumo locale o popolare. A partire dal XX secolo, e soprattutto dagli anni ‘80, una nuova generazione di vigneron ha guidato un profondo processo di rinnovamento qualitativo, puntando sullo Chardonnay in purezza e valorizzando i terroir migliori.
I Vitigni coltivati nella regione del Mâconnais
In questo territorio caldo, caratterizzato da suoli calcarei e marnosi e da una maggiore esposizione al sole, lo Chardonnay, che occupa oltre il 75% della superficie vitata. assume un profilo più ricco e fruttato, senza perdere in freschezza. Il Pinot Noir è coltivato in misura minore, mentre il Gamay resta presente soprattutto nelle zone di confine con il Beaujolais o nelle cuvée regionali, spesso vinificate in rosso o rosato. L’Aligoté, seppur marginale, continua ad avere un ruolo secondario.
I Vini del Mâconnais e le loro Caratteristiche organolettiche
I vini bianchi, quasi sempre da Chardonnay, si distinguono per la loro pienezza gustativa e per un profilo solare e fruttato. I migliori, soprattutto delle denominazioni di Pouilly-Fuissé, Saint-Véran, Viré-Clessé e Pouilly-Vinzelles, raggiungono livelli qualitativi paragonabili a quelli dei grandi crus del nord. Non mancano espressioni più semplici, ma sempre piacevoli, sotto l’etichetta Mâcon-Villages o Mâcon seguita dal nome del comune. I rossi, da Gamay o da Pinot Noir, sono più rari e generalmente fruttati, leggeri, da consumo precoce, spesso secondari nella produzione regionale.
Le Denominazioni del Mâconnais
Oltre alle 6 denominazioni regionali della Borgogna, vi sono due appellations sous-régionales, Mâcon e Mâcon villages, e 5 appellations communales, Puilly-Fuissé, Puoilly-Loché, Puilly-Vinzelles, Saint Véran e Viré-Clessé.
1. Mâcon AOC
L’appellation include due distinte dénominations: la Mâcon propriamente detta, che include 20 comuni, è caratterizzata da soli vini rossi e rosati. La Mâcon-Villages include invece anche vini bianchi da Chardonnay, provenienti da 26 comuni selezionati della zona.
2. Pouilly-Fuissé AOC
Questa è la denominazione di punta del Mâconnais, e produce solo vini bianchi da Chardonnay, provenienti da quattro comuni (Fuissé, Solutré-Pouilly, Vergisson, Chaintré). Include al suo interno ben 194 climats, 22 dei quali nel 2020 sono stati riconosciuti Premier Cru, primo caso nella storia della Borgogna meridionale.
3. Pouilly-Loché AOC
Piccola AOC limitrofa a Pouilly-Fuissé, con stile simile ma più semplice. Bianchi freschi, floreali, equilibrati, dal carattere franco. Include al suo interno 11 climats.
4. Pouilly-Vinzelles AOC
Come Pouilly-Loché, è una denominazione di nicchia, con pochi ettari vitati. I vini sono fini, puliti, sapidi, con una piacevole evoluzione in bottiglia.
4. Saint-Véran AOC
Produce solo vini bianchi da Chardonnay, in otto comuni. Include al suo interno ben 187 climats.
5. Viré-Clessé AOC
Creata nel 1999, è riservata a bianchi da Chardonnay provenienti dai comuni di Viré e Clessé. Stile più strutturato e aromatico, con aromi di frutta gialla, erbe aromatiche, fiori di campo. Include al suo interno 114 climats.






