L’Agnello del Centro Italia IGP è una carne ovina fresca ottenuta da agnelli nati e allevati nell’Italia centrale, appartenenti alle razze storicamente diffuse lungo la dorsale appenninica e ai loro incroci. La denominazione tutela una produzione strettamente legata alla pastorizia dell’Appennino, dove l’allevamento ovino ha rappresentato per secoli una componente fondamentale dell’economia rurale e dell’alimentazione delle popolazioni locali.
L’allevamento degli ovini nell’Italia centrale è infatti documentato fin dall’antichità e ha trovato nelle aree collinari e montane dell’Appennino condizioni particolarmente favorevoli. Nel corso dei secoli si sono sviluppate popolazioni ovine adattate all’ambiente locale e sistemi di allevamento basati sull’utilizzazione dei pascoli naturali, dei prati e delle risorse foraggere disponibili nelle diverse stagioni.
Un ruolo particolarmente importante ha avuto la transumanza, con lo spostamento periodico delle greggi tra le zone montane e quelle di pianura. Da questa lunga tradizione pastorale deriva un sistema produttivo nel quale ambiente, alimentazione e razze locali contribuiscono alle caratteristiche della carne dell’Agnello del Centro Italia.
La zona di produzione dell’Agnello del Centro Italia IGP comprende l’intero territorio delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana e Umbria, oltre a una parte dell’Emilia-Romagna. In quest’ultima regione sono compresi integralmente i territori delle province di Bologna, Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna e parte delle province di Modena, Reggio Emilia e Parma.
Si tratta di un territorio molto vasto ma accomunato dalla presenza della dorsale appenninica e da una lunga tradizione di allevamento ovino. Le aree montane e collinari, caratterizzate dalla presenza di prati e pascoli, hanno favorito nei secoli lo sviluppo di popolazioni ovine dotate di buona rusticità e capacità di adattamento.
Il legame con il territorio deriva quindi non soltanto dalle razze allevate, ma anche dal sistema di alimentazione e dalle pratiche pastorali sviluppate nell’Italia centrale. Il disciplinare identifica proprio in questa popolazione ovina di origine appenninica uno degli elementi storici alla base della reputazione del prodotto.
L’Agnello del Centro Italia IGP viene ottenuto da agnelli di età inferiore a 12 mesi, nati e allevati nella zona geografica prevista dal disciplinare. Sono ammesse le razze Appenninica, Bergamasca, Biellese, Fabrianese, Merinizzata Italiana, Pomarancina, Sopravissana e Zerasca, oltre agli incroci tra queste razze e con altre razze ovine da carne.
Il disciplinare distingue tre tipologie di carcassa. L’agnello leggero presenta un peso compreso tra 8,01 e 13 kg; l’agnello pesante ha un peso pari o superiore a 13,01 kg; è inoltre prevista la tipologia castrato, ottenuta da animali maschi sottoposti a castrazione e caratterizzata da specifici requisiti di peso, conformazione e stato di ingrassamento. Le carcasse devono rientrare nelle classi previste dal sistema comunitario di classificazione.
L’alimentazione è basata principalmente sul latte materno, sui pascoli e sui foraggi provenienti dal territorio. In relazione all’età e al sistema di allevamento possono essere utilizzati anche alimenti complementari, nel rispetto delle disposizioni previste dal disciplinare.
Un elemento fondamentale della IGP è la rintracciabilità: gli animali e le carni devono poter essere identificati lungo la filiera, consentendo di risalire all’allevamento di origine. Il sistema di identificazione accompagna il prodotto fino alla commercializzazione.
La carne dell’Agnello del Centro Italia IGP presenta un colore che varia dal rosa chiaro al rosa, diventando progressivamente più intenso negli animali di maggiore età. Il grasso è generalmente bianco o bianco crema e la sua quantità varia in funzione della categoria e del peso della carcassa.
La consistenza è tenera e succosa, soprattutto negli agnelli più giovani, mentre nelle tipologie di maggiore peso la carne presenta una struttura leggermente più consistente e un gusto più pronunciato.
All’olfatto è caratterizzata dalle tipiche sensazioni della carne ovina giovane, senza note eccessivamente intense. Al gusto risulta sapida, delicata e moderatamente aromatica, con una componente più decisa negli animali allevati prevalentemente al pascolo.
Le caratteristiche della carne la rendono particolarmente adatta alle preparazioni tradizionali dell’Italia centrale, dagli arrosti alle cotture alla brace, dagli spezzatini alle preparazioni in umido.
Con l’Agnello del Centro Italia IGP la scelta del vino varia soprattutto in funzione della cottura e dell’intensità della preparazione. Con costolette e agnello giovane alla griglia o alla brace sono indicati vini rossi di media struttura e buona freschezza, come un Montepulciano d’Abruzzo DOC, un Rosso Piceno DOC o un Morellino di Scansano DOCG.
Con l’agnello arrosto, soprattutto quando viene insaporito con rosmarino, aglio ed erbe aromatiche, si può aumentare la struttura scegliendo un Chianti Classico DOCG, un Rosso di Montepulciano DOC oppure un Montefalco Rosso DOC.
Preparazioni più intense, come agnello in umido, brasato o carni provenienti da animali di maggiore peso, possono essere accompagnate da vini rossi strutturati e persistenti come un Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG, un Vino Nobile di Montepulciano DOCG o un Sagrantino di Montefalco DOCG.
La denominazione Agnello del Centro Italia IGP è stata registrata nell’Unione Europea con il Regolamento di esecuzione (UE) n. 475/2013 della Commissione del 15 maggio 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 138 del 24 maggio 2013.
Il disciplinare è stato successivamente pubblicato in Italia con il Decreto del 24 maggio 2013, apparso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 135 dell’11 giugno 2013.
Alla data attuale non risultano modifiche consolidate del disciplinare di produzione successive alla registrazione del 2013. Il MASAF continua infatti a pubblicare come disciplinare di riferimento dell’Agnello del Centro Italia IGP quello collegato alla registrazione della denominazione.
I provvedimenti più recenti relativi alla denominazione riguardano invece il sistema di controllo. In particolare, con decreto del 23 febbraio 2026 il MASAF ha autorizzato RINA Agrifood S.p.A. a effettuare i controlli sulla IGP Agnello del Centro Italia; tale provvedimento non costituisce però una modifica del disciplinare di produzione.
Agnello del Centro Italia IGP
| Creata nel | 2013 |
| Regione | Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana, Umbria, Emilia-Romagna |
| Province | Chieti, L’Aquila, Pescara, Teramo, Frosinone, Latina, Rieti, Roma, Viterbo, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena, Perugia, Terni, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini |
| Tipo di denominazione | IGP |
| Merceologia | Carne |
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