L'atlante delle denominazioni di origine di Quattrocalici

Fiano di Avellino (Apianum) DOCG

fiano di avellino docg cartina

La Denominazione Fiano di Avellino (Apianum) DOCG

Il Fiano di Avellino DOCG è uno dei più importanti vini bianchi della Campania e dell’Italia meridionale. La denominazione interessa un’ampia zona collinare della provincia di Avellino e ha come vitigno principale il Fiano, che deve rappresentare almeno l’85% dell’uvaggio.

Accanto alle versioni Fiano di Avellino e Fiano di Avellino Riserva, il disciplinare vigente comprende anche Fiano di Avellino Spumante Metodo Classico e Fiano di Avellino Spumante Metodo Classico Riserva, introdotte con la modifica del disciplinare approvata a livello europeo nel 2025.

Storia e origine della denominazione

La coltivazione del Fiano nell’Irpinia è documentata da secoli e il vitigno è strettamente legato alla storia viticola dell’area avellinese.

Il disciplinare ricorda anche l’antico termine “Apiano”, la cui origine è stata tradizionalmente ricondotta sia all’area agricola di Apia, identificata con l’attuale Lapio, sia alla parola latina riferita alle api, attratte dalla dolcezza degli acini maturi.

Nel XIX secolo un ruolo importante nello sviluppo della viticoltura locale fu svolto dalla Regia Scuola di Viticoltura ed Enologia di Avellino, che contribuì alla diffusione e alla selezione dei vitigni irpini.

Il Fiano di Avellino ottenne il riconoscimento della DOC nel 1978, con D.P.R. 27 aprile 1978, e quello della DOCG nel 2003, con D.M. 18 luglio 2003.

Nel 2020 il disciplinare fu modificato introducendo, tra le altre novità, la tipologia Riserva. Una successiva modifica dell’Unione, definitivamente approvata con il Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1086 della Commissione del 2 giugno 2025, ha introdotto le tipologie spumanti.

Il territorio

La zona di produzione comprende 26 comuni della provincia di Avellino:

Atripalda, Avellino, Cesinali, Aiello del Sabato, Santo Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, San Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, Sant’Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Lapio, Monteforte Irpino, Ospedaletto d’Alpinolo, San Michele di Serino, Santa Lucia di Serino e Montefalcione.

L’area copre circa 276 km² e si sviluppa tra la Valle del Calore, la Valle del Sabato, le pendici del Monte Partenio e le colline rivolte verso il Vallo di Lauro.

Il territorio è prevalentemente collinare e i vigneti occupano esposizioni generalmente favorevoli, spesso orientate tra sud-est e sud-ovest.

La geologia è piuttosto complessa: sono presenti terreni argilloso-calcarei, substrati con componenti vulcaniche, rocce compatte e zone dove prevalgono materiali argillosi. Questa variabilità, insieme all’altitudine e alle forti escursioni termiche, contribuisce alla notevole articolazione espressiva dei vini.

Il clima irpino è sensibilmente più fresco e piovoso rispetto a molte altre aree della Campania. Le differenze termiche tra giorno e notte favoriscono la conservazione dell’acidità e una lenta maturazione aromatica delle uve.

I vini Fiano di Avellino DOCG esprimono la loro territorialità individuando quattro distinte zone (o terroirs) di elezione dove le caratteristiche varietali del vitigno Fiano esprimono un comune filo conduttore, con accenti e sfumature peculiari a seconda di altimetria, esposizioni e composizione dei terreni.

  • Lapio: i vini sono ricchi di struttura ed esprimono doti non comuni di acidità e mineralità, assomigliando non di rado a veri e propri vini di montagna.
  • Summonte: i terreni difficili da lavorare di questa zona esprimono vini caratterizzati da concentrazione, potenza con note più fruttate che minerali.
  • Montefredane: è una collina argillosa e cretosa che esalta le note minerali che caratterizzano vini di ottima longevità ormai dimostrata.
  • Fascia collinare ad est di Avellino: in questa zona sono numerosi i centri interessati alla produzione, dove i terreni sabbiosi regalano note tipiche di nocciola tostata che
    richiamano un carattere affumicato di origine non minerale.

Vitigni e viticoltura

Il Fiano di Avellino DOCG deve essere ottenuto da:

Fiano minimo 85%;

Greco, Coda di Volpe bianca e Trebbiano Toscano, da soli o congiuntamente, fino a un massimo complessivo del 15%.

La stessa base ampelografica si applica alle versioni Riserva, Spumante e Spumante Riserva.

Il Fiano è un vitigno a bacca bianca caratterizzato da buona acidità, maturazione relativamente tardiva e particolare predisposizione all’evoluzione in bottiglia. Produce vini generalmente più strutturati rispetto alla media dei bianchi campani e capaci, nelle migliori condizioni, di sviluppare profili aromatici complessi con l’invecchiamento.

Sono considerati idonei soltanto i vigneti collinari e ben esposti; sono esclusi i terreni di fondovalle umidi o insufficientemente soleggiati.

La resa massima prevista dal disciplinare è di 10 tonnellate di uva per ettaro per tutte le tipologie.

Vinificazione e affinamento

Le operazioni di vinificazione devono avvenire secondo le condizioni stabilite dal disciplinare all’interno dell’area autorizzata.

La resa massima delle uve in vino è pari al 70%.

Non è imposto l’utilizzo del legno: il Fiano di Avellino può quindi essere vinificato e affinato in acciaio, cemento, botti, barrique o altri recipienti idonei, a seconda dello stile del produttore.

La naturale struttura e acidità del Fiano permettono al vino di evolvere anche per molti anni in bottiglia, sviluppando progressivamente note più mature e complesse.

Tipologie previste

Il disciplinare vigente contempla quattro tipologie:

  • Fiano di Avellino DOCG;
  • Fiano di Avellino Riserva DOCG;
  • Fiano di Avellino Spumante Metodo Classico DOCG;
  • Fiano di Avellino Spumante Metodo Classico Riserva DOCG.

L’introduzione delle due tipologie spumanti rappresenta la principale novità dell’attuale disciplinare ed è divenuta efficace nel 2025, con l’approvazione definitiva della modifica dell’Unione da parte della Commissione europea.

Fiano di Avellino DOCG

La versione base rappresenta l’espressione più immediata della denominazione.

All’immissione al consumo deve presentare:

  • titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,5% vol.;
  • acidità totale minima 5 g/l;
  • estratto non riduttore minimo 16 g/l.

Il colore è giallo paglierino più o meno intenso, il profumo è gradevole, intenso, fine e caratteristico, mentre il gusto è secco, fresco e armonico.

Fiano di Avellino Riserva DOCG

La tipologia Riserva deve essere sottoposta a un periodo minimo di 12 mesi di invecchiamento.

All’immissione al consumo deve raggiungere almeno:

  • 12% vol. di titolo alcolometrico volumico totale;
  • 5 g/l di acidità totale;
  • 17 g/l di estratto non riduttore.

L’affinamento più lungo permette generalmente di ottenere vini di maggiore struttura e complessità, nei quali le note floreali e fruttate giovanili possono evolvere verso sentori di nocciola, miele, frutta secca, erbe aromatiche, spezie e idrocarburo.

Fiano di Avellino Spumante Metodo Classico DOCG

Dal 2025 il disciplinare comprende ufficialmente anche il Fiano di Avellino Spumante, prodotto esclusivamente mediante rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico.

È previsto un affinamento minimo in bottiglia di 18 mesi dal tiraggio.

Il vino presenta spuma fine e persistente, colore giallo paglierino più o meno intenso con possibili riflessi verdognoli, profumo caratteristico con delicati sentori di lievito e gusto fine e armonico.

Può essere prodotto con tenori zuccherini compresi tra dosaggio zero e dolce.

Il titolo alcolometrico volumico totale minimo è di 12% vol., mentre l’acidità totale minima è di 6 g/l.

Fiano di Avellino Spumante Metodo Classico Riserva DOCG

La versione Spumante Riserva deve essere anch’essa ottenuta mediante Metodo Classico, ma con un periodo minimo di affinamento in bottiglia di 36 mesi dal tiraggio.

Il maggiore periodo sui lieviti consente lo sviluppo di un profilo più complesso, con note di crosta di pane, pasticceria, frutta secca e lievito, senza perdere la naturale freschezza del Fiano.

Il titolo alcolometrico volumico totale minimo è di 12% vol., con acidità totale minima di 6 g/l ed estratto non riduttore minimo di 16 g/l.

Anche questa versione può spaziare da dosaggio zero a dolce.

Caratteristiche organolettiche

Il Fiano di Avellino DOCG presenta generalmente un colore giallo paglierino, talvolta con riflessi verdolini nei vini giovani e tonalità più dorate con l’evoluzione.

Al naso sono frequenti profumi di fiori bianchi, mela, pera, agrumi ed erbe aromatiche, ai quali si associa una caratteristica nota di nocciola. Con l’invecchiamento possono emergere sentori di miele, frutta secca, spezie e leggere sfumature minerali o di idrocarburo.

Al palato è generalmente secco, fresco, sapido e strutturato, con buona persistenza e spesso una caratteristica chiusura ammandorlata.

La Riserva esprime maggiormente la capacità evolutiva del vitigno, mentre le nuove versioni Metodo Classico sfruttano la naturale acidità del Fiano per ottenere spumanti di buona struttura e potenziale di affinamento.

La Fiano di Avellino (Apianum) DOCG nei dettagli

fiano di avellino docg

Fiano di Avellino (Apianum) DOCG

Creata nel2003
Prima approvazioneApprovata DOC con D.P.R. 27.04.1978, G.U. 241 del 29.08.1978
Approvata come DOCGApprovata DOCG con D.M. 18.07.2003, G.U. 180 del 05.08.2003
Ultimi aggiornamentiUltime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014
RegioneCampania
ProvinceAvellino
Tipo di denominazioneDOCG
Zona di produzioneVari comuni in provincia di Avellino
MerceologiaVino

Il Disciplinare della Fiano di Avellino (Apianum) DOCG

Il link rimanda alla pagina del disciplinare della denominazione Fiano di Avellino (Apianum) DOCG, con il pdf della versione aggiornata del disciplinare.

I Vitigni della Fiano di Avellino (Apianum) DOCG

Nella tabella riportiamo i vitigni che rientrano nella composizione ampelografica delle tipologie di vino della denominazione Fiano di Avellino (Apianum) DOCG. I link rimandano alle pagine dedicate alle singole varità della Guida ai Vitigni d’Italia di Quattrocalici.

Le Tipologie Vini della Fiano di Avellino (Apianum) DOCG

I disciplinari delle denominazioni di origine dei vini prevedono una o più “Tipologie di vino” coperte nell’ambito della stessa denominazione. La tabella riporta tutte le tipologie previste dalla denominazione Fiano di Avellino (Apianum) DOCG, ottenute vinificando le uve dei vitigni autorizzati nell’ambito della stessa denominazione. I link rimandano alle pagine dedicate alle singole tipologie di vino, nelle quali si possono trovare tutti i dettagli relativi ai procedimenti di vinificazione e alle caratteristiche organolettiche dei vini.

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