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Il corso sul vino di Quattrocalici - Materie prime per la Distillazione

Distillati da Agave e da altre piante

L'Agave è costituita da un tessuto vegetale ricco di carboidrati complessi, principalmente sotto forma di inuline, che devono essere trasformate in zuccheri fermentescibili prima della fermentazione.

Distillati da agave e da altre piante

Tra le materie prime impiegate nella produzione dei distillati, l’agave occupa una posizione peculiare perché, a differenza dell’uva o della canna da zucchero, non contiene zuccheri semplici prontamente fermentescibili. La materia prima è costituita da un tessuto vegetale ricco di carboidrati complessi, principalmente sotto forma di inuline, che devono essere trasformate in zuccheri fermentescibili prima della fermentazione.

Questo richiede una fase preliminare di cottura e idrolisi che rappresenta uno degli elementi tecnologicamente più caratterizzanti dei distillati da agave. Il processo produttivo è quindi più articolato rispetto a quello dei distillati ottenuti da succhi zuccherini naturali.

Accanto all’agave esistono altre piante utilizzate in varie parti del mondo per la produzione di distillati vegetali. In questi casi la logica di trasformazione è spesso simile: estrazione dei carboidrati o degli zuccheri presenti nella pianta, fermentazione e successiva distillazione.

Biologia dell’Agave

L’agave è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Asparagaceae, originaria delle regioni aride e semi-aride del continente americano. Dal punto di vista botanico non si tratta di un cactus, ma di una pianta adattata a condizioni climatiche caratterizzate da forte insolazione e scarsità d’acqua.

La parte utilizzata per la produzione dei distillati è il cuore della pianta, chiamato piña per la sua forma che ricorda quella di un ananas dopo la rimozione delle foglie. Questo tessuto vegetale accumula grandi quantità di inuline, polisaccaridi costituiti da catene di fruttosio.

Durante la crescita della pianta, che può durare diversi anni, le inuline rappresentano una riserva energetica destinata alla produzione del fiore. La raccolta avviene generalmente poco prima della fioritura, quando la concentrazione di carboidrati nel cuore della pianta è massima.

Poiché le inuline non sono direttamente fermentescibili dai lieviti, devono essere trasformate in zuccheri semplici attraverso un processo di idrolisi termica.

La cottura dell’Agave

La cottura rappresenta una fase cruciale nella produzione dei distillati da agave. Durante questo processo, il calore rompe le catene di inulina convertendole in fruttosio e altri zuccheri fermentescibili.

Esistono diverse tecniche di cottura, che possono influenzare significativamente il profilo aromatico del prodotto finale.

Il metodo tradizionale utilizza forni in pietra interrati, nei quali le piñas vengono cotte lentamente per molte ore o giorni. Questo processo favorisce reazioni di caramellizzazione e di degradazione termica che contribuiscono allo sviluppo di aromi complessi.

Nelle produzioni più moderne si utilizzano spesso autoclavi o forni industriali, che permettono una cottura più rapida e controllata. Questo approccio garantisce maggiore efficienza produttiva ma può produrre un profilo aromatico leggermente diverso rispetto ai metodi tradizionali.

La cottura non serve soltanto a rendere fermentescibili gli zuccheri, ma contribuisce anche allo sviluppo di precursori aromatici che verranno successivamente trasformati durante la fermentazione e la distillazione.

Estrazione dei succhi

Dopo la cottura, le piñas diventano morbide e ricche di liquidi zuccherini. Il passo successivo consiste nell’estrazione dei succhi fermentescibili.

Tradizionalmente questa operazione avveniva mediante una grande ruota in pietra chiamata tahona, che frantumava il tessuto vegetale per liberare i succhi. Il mosto risultante veniva poi raccolto e trasferito nei contenitori di fermentazione.

Nei sistemi moderni l’estrazione avviene spesso tramite mulini meccanici o frantoi, che consentono una separazione più efficiente del liquido dalle fibre vegetali.

Il liquido ottenuto contiene: zuccheri fermentescibili derivati dall’idrolisi delle inuline, acidi organici, composti aromatici vegetali, oltre a una parte di fibre e particelle solide

Questa miscela costituisce il mosto fermentativo destinato alla fermentazione alcolica.

Fermentazione

La fermentazione trasforma gli zuccheri estratti dall’agave in etanolo e in numerosi composti secondari che contribuiscono alla complessità aromatica del distillato.

Come in molte produzioni tradizionali, la fermentazione può avvenire attraverso due approcci principali.

Nel caso delle fermentazioni spontanee, il mosto viene lasciato fermentare grazie ai lieviti e ai microrganismi naturalmente presenti nell’ambiente o sulla materia prima. Questo tipo di fermentazione tende a sviluppare una maggiore complessità microbiologica e può generare una varietà più ampia di composti aromatici.

Nelle produzioni più controllate si utilizzano invece lieviti selezionati, che permettono di gestire con maggiore precisione la velocità e la resa della fermentazione. Questo approccio riduce la variabilità tra lotti e consente di ottenere un profilo più prevedibile.

La fermentazione dell’agave produce non solo etanolo, ma anche esteri, alcoli superiori e composti aromatici vegetali che contribuiranno al carattere del distillato dopo la distillazione.

Distillazione e carattere del distillato

Una volta completata la fermentazione, il mosto fermentato viene sottoposto a distillazione, generalmente in alambicchi discontinui. Il processo separa e concentra l’etanolo e le molecole aromatiche generate durante la fermentazione.

Il distillato risultante conserva una parte significativa dei composti aromatici derivati dalla materia prima e dalla fermentazione. Questo conferisce ai distillati da agave un profilo caratterizzato da note vegetali, speziate e talvolta affumicate, a seconda delle tecniche utilizzate nelle fasi precedenti.

Altre piante utilizzate per la distillazione

Sebbene l’agave rappresenti uno degli esempi più noti di distillato ottenuto da una pianta succulenta ricca di carboidrati complessi, esistono numerose altre specie vegetali utilizzate per la produzione di distillati in diverse tradizioni culturali.

Tra queste si possono citare alcune piante tropicali e subtropicali da cui si estraggono succhi zuccherini o amidi fermentabili.

La linfa di palma, ad esempio, può essere fermentata per produrre bevande alcoliche che vengono poi distillate in alcune regioni dell’Asia e dell’Africa. Il processo parte dalla raccolta della linfa zuccherina direttamente dall’infiorescenza della pianta.

Un altro esempio è rappresentato da piante ricche di amidi o zuccheri complessi, che richiedono processi di trasformazione simili a quelli dell’agave. In questi casi la materia vegetale deve essere trattata termicamente o enzimaticamente per rendere fermentescibili i carboidrati.

In molte tradizioni locali esistono inoltre distillati ottenuti da radici, tuberi o frutti di piante spontanee, che vengono fermentati e distillati per produrre bevande alcoliche regionali.

Materia prima e identità del distillato

I distillati ottenuti da agave e da altre piante mostrano chiaramente come la biologia della materia prima condizioni l’intero processo produttivo. La presenza di carboidrati complessi richiede fasi tecnologiche aggiuntive, come la cottura e l’idrolisi, che influenzano direttamente lo sviluppo aromatico.

La fermentazione trasforma gli zuccheri liberati in etanolo e in composti secondari, mentre la distillazione seleziona e concentra queste molecole.

Il risultato finale è quindi il prodotto di una catena di trasformazioni in cui biologia vegetale, tecnologia di trasformazione e processo fermentativo contribuiscono in modo congiunto alla definizione dell’identità sensoriale del distillato.

Immagine di Marcello Leder
Marcello Leder

Sommelier AIS, divulgatore nel campo del vino e dell'enogastronomia. Ha fondato nel 2011 il portale Quattrocalici, divenuto punto di riferimento per la cultura del vino in Italia, ed è autore della sua struttura e di tutti i suoi contenuti.

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