Il Trebbiano di Soave è un vitigno a bacca bianca autoctono del Veneto, legato storicamente all’area collinare di Soave in provincia di Verona. Per lungo tempo è stato confuso con altre varietà del gruppo Trebbiano, ma gli studi genetici lo hanno identificato come sinonimo di Turbiana, vitigno strettamente imparentato con la famiglia dei Verdicchi e distinto dal Trebbiano Toscano.
La sua presenza è documentata nei registri agronomici locali almeno dal XVIII secolo, quando veniva già considerato un’uva di pregio per la produzione di vini bianchi fini e longevi. Oggi rappresenta una delle componenti fondamentali del patrimonio ampelografico veronese ed è parte integrante dello stile dei bianchi di Soave.
Aree di coltivazione
Il baricentro produttivo del Trebbiano di Soave è il Veneto, in particolare:
– il territorio di Soave e Montecchia di Crosara;
– l’areale collinare di Gambellara;
– la provincia di Verona, nelle zone collinari basaltiche e calcaree.
È ammesso nei disciplinari delle DOC Soave, Soave Classico, Gambellara e in alcune IGT venete.
Fuori dalla regione la sua presenza è minima, anche se piccoli impianti si trovano in Lombardia (aree limitrofe al Garda) grazie alle affinità genetiche con la Turbiana.
All’estero non è praticamente coltivato, confermandone la forte identità territoriale.
Caratteristiche ampelografiche
La foglia del Trebbiano di Soave è media o medio-grande, quasi sempre trilobata, con lembo sottile, ondulato e finemente bolloso.
Il grappolo è medio, conico, spesso alato, a compattezza variabile.
L’acino è medio, sferico, con buccia sottile di colore giallo-verde e buona pruina.
La polpa è succosa, ricca di acidità e con sapore delicatamente aromatico, più fine rispetto alle altre varietà del gruppo Trebbiano.
Le sue caratteristiche lo rendono perfettamente adatto alla produzione di vini bianchi eleganti e longevi.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il Trebbiano di Soave è un vitigno di vigoria medio-elevata, con buona produttività ma capace di livelli qualitativi molto alti quando le rese vengono contenute.
Predilige i suoli vulcanici e basaltici dell’areale di Soave, così come i terreni calcarei delle colline veronesi.
Mostra buona resistenza alla siccità e discreta tolleranza alle principali malattie, mentre il grappolo compatto può essere sensibile alla botrite nelle annate molto umide.
La maturazione è medio-tardiva e beneficia di un clima con forti escursioni termiche, che ne preservano l’aromaticità e la freschezza.
Caratteristiche enologiche del vitigno
In vinificazione, il Trebbiano di Soave dà mosti con elevata acidità, buon estratto e una finezza aromatica superiore a quella di altre varietà della famiglia Trebbiano.
L’affinamento in acciaio valorizza la sua componente fresca e minerale, mentre prolungati contatti con le fecce possono aumentare struttura e complessità.
In alcune versioni, soprattutto in Soave Classico, viene impiegato anche in percentuali limitate per accompagnare la Garganega, conferendo slancio acido e capacità evolutiva.
Raramente è vinificato in purezza, ma le versioni monovitigno mostrano un potenziale qualitativo notevole.
Caratteristiche organolettiche del vino
Il vino da Trebbiano di Soave presenta colore giallo paglierino con riflessi verdolini.
Al naso mostra aromi eleganti di fiori bianchi, agrumi, pera, mandorla e lievi note minerali.
Al palato è fresco, con acidità brillante, buona struttura, ottima persistenza e una sensazione gustativa agile ma profonda.
Nelle versioni provenienti da suoli vulcanici emergono chiaramente note minerali, mentre quelle dei versanti calcarei tendono a esprimere maggiore finezza aromatica.
Ha una buona capacità di evoluzione, con sviluppo di aromi di miele, erbe secche e mandorla tostata.
